Nell’epoca delle fake news, quanto è importante una corretta educazione all’informazione? È una domanda sempre più ricorrente. Le giovani generazioni devono in qualche modo essere abituate a leggere le notizie. E un modo può essere far scoprire ai giovanissimi lettori cosa accade “dietro le quinte” di un giornale o, più in generale, di una testata. Ovvero cosa c’è a monte della notizia che leggono.

Da dove vengono le storie riportate sui media? Come si identificano le fonti affidabili? Che ruolo svolgono davvero le piattaforme social per la creazione e propagazione di contenuti? Tutti nodi importanti, meritevoli di riflessione. Alcuni report WAN-IFRA (World Association of Newspapers and News Publishers), commissionati dall’American Press Institute si sono occupati dell’educazione all’informazione fuori dagli Stati Uniti.

Il risultato è stata la compilazione di un database di 130 progetti dedicati per avvicinare bambini e teenager ai mezzi d’informazione. I report analizzano una serie di buone pratiche adottate in diversi Paesi.

Ecco qualche caso:

In una regione tedesca, lo Shlewig-Holstein, che vedeva una diffusione di tablet abbastanza bassa, l’editore del Zeitungsverlag  è riuscito a farsi sponsorizzare da due istituti bancari e a creare un progetto di alfabetizzazione giornalistica nelle scuole locali, basato proprio sui tablet. Strumento essenziale di questo programma di apprendimento, la app del giornale. Così gli studenti hanno potuto abbinare la fruizione di contenuti giornalistici alla scoperta del tablet. A disposizione dei docenti, c’è un manuale apposito, scaricabile gratuitamente.

In Svezia, app appositamente create, accompagnano gli allievi in un percorso di consapevolezza, che attraverso le domande, li incoraggia ad esercitarsi nel pensiero critico su temi di attualità. In particolare, si segnala Lilla Aktuellt Kollen, pensata per bambini dagli 8 ai 12 anni e prodotta dall’emittente nazionale SVT per il suo news show per i più piccini. I bambini possono interagire in un ambiente protetto con lo staff del programma, servendosi dei loro smartphone e dei tablet. Hanno l’opportunità di porre domande, esprimere le loro opinioni e condividere le loro reazioni sui più vari argomenti che vengono discussi. La app mette anche a confronto le risposte dei bambini con quelle degli altri utenti. I risultati aggregati sono pubblicati on line, mentre, è chiaro, la SVT mantiene riservati i contatti dei giovani telespettatori.

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