«Essendo necessaria alla sicurezza di uno Stato libero una ben organizzata milizia, il diritto dei cittadini di detenere e portare armi non potrà essere infranto»: queste, oltre ad essere le parole contenute nel secondo emendamento della Costituzione americana, è il fondamento del credo e della dottrina imbracciato da Boogaloo. Il movimento, i cui membri vengono talvolta chiamati Boys o Bois, diede i suoi primi vagiti nel 2012 su 4chan, la più famosa pagina imageboard del mondo, all’interno della quale i propri utenti postano ogni giorno contenuti multimediali in forma completamente anonima. Il sito, fondato nel 2003 da Christopher Poole, allora quindicenne, è celebre per essere una vera e propria fucina di memes: immagini e video, a metà strada tra il comico e il satirico, entrati ormai nella fenomenologia della cultura contemporanea. Dopo alcuni anni, passati come mero fenomeno “underground” della sottocultura di internet, il movimento è salito agli onori della cronaca nel 2019, anno durante il quale il mondo è venuto a conoscenza dei suoi veri intenti.

Pur variando all’interno dei vari gruppi che lo compongono, l’ideologia made in Boogaloo ha come trait d’union tre punti fondamentali: il diritto imprescindibile degli americani di possedere armi da fuoco, l’avversione verso l’attuale governo federale statunitense e l’incitazione ad una nuova ed imminente guerra civile americana (chiamata proprio «Boogaloo»). Questi tre concetti vengono idealizzati da camicie hawaiane, divise militari – veri e propri capi d’abbigliamento distintivi dei Boys – e immagini di igloo. Quest’ultimo simbolo è entrato nell’immaginario del movimento dopo l’uso estensivo di termini ad esso assonanti come Boog, Boojahideen, Big Igloo e Blue Igloo su varie pagine social. Un escamotage utilizzato dagli utenti per evitare blocchi e censure automatizzati e imposti da varie piattaforme social per limitare o vietare i contenuti ad esso relativi. È dalla fusione di questi simboli totemici che è nato il vessillo del movimento: una bandiera americana in bianco e nero, con una striscia centrale sostituita da un tropical pattern rosso e un igloo posto in alto a sinistra al posto delle 50 stelle.2560px-Boogaloo_flag.svgL’origine del suo nome deriva da Breakin’ 2: Electric Boogaloo, disastroso sequel dell’omonimo cult movie datato 1984, entrato a pieno titolo nella cultura popolare come archetipo di “seguito – non solo cinematografico – fallimentare”. I primi post apparsi su 4chan creati dai Boys della prima ora decisero infatti di chiamare l’imminente seconda guerra civile americana con un titolo degno dei migliori film d’azione hollywoodiani: Civil War 2: Electric Boogaloo. Stando alle dichiarazioni rilasciate dai sostenitori del movimento nei prossimi anni i “poteri forti della sinistra U.S.A.” progetteranno una confisca su scala nazionale delle armi da fuoco che creerà nel popolo americano un malcontento talmente intenso e diffuso da sfociare in un conflitto interno di proporzioni nazionali. Alla guida di questa Guerra di secessione, atto secondo saranno proprio i seguaci di Boogaloo, armati fino ai denti con mitra, pistole, giubbotti antiproiettile e camicie hawaiane.

Dal 2019, anno dell’ascesa dei “guerrieri in bluse tropicali” e della loro sempre più massiccia presenza a manifestazioni e proteste in tutto il Paese, sono state moltissime le interpretazioni di media, ricercatori e agenzie volte a delineare le caratteristiche del movimento. Un’impresa ardua data la sua grande frammentazione interna. Alcuni gruppi, talvolta additati come “milizie”, sono stati spesso descritti come rappresentanti dell’alternative right americana e promotori di ideologie ancora più conservatrici rispetto a quelle imbracciate anche dai repubblicani più radicali. Sulle pagine del Guardian Lois Beckett, giornalista esperta nei movimenti di estrema destra, ha definito gli adepti di Boogaloo come «Detrattori dell’attuale governo federale, da loro definito come “illegittimo”, pur rimanendo profondamente patriottici. Venerano la costituzione e si considerano i veri discendenti dei padri fondatori dell’America. A loro avviso, gli attuali legislatori statunitensi sono l’equivalente dell’occupazione delle forze britanniche durante la guerra rivoluzionaria».Schermata 2021-01-29 alle 16.26.52L’idea su cui il gruppo appare maggiormente diviso è quella relativa alla razza: da un lato esistono frange composte da suprematisti bianchi, neonazisti e segregazionisti fermamente convinti che i tanto agognati disordini sociali sfoceranno anche in una guerra razziale; dall’altra parte si possono trovare anche gruppi di Boogaloo Boys che, oltre a condannare il razzismo e la white supremacy, sono scesi nelle strade e nelle piazze di tutta America a fianco degli attivisti del Black Lives Matter durante le proteste andate in scena durante tutto il 2020. Tuttavia, questa presa di posizione compiuta dall’ala più integrazionista del movimento è stata accolta con diffidenza e scetticismo: molti giornalisti e ricercatori non sono infatti sicuri se tale linea di pensiero sia autentica o volta ad oscurare i veri obbiettivi del movimento, decisamente poco inclusivi nei confronti di persone di “razza diversa”. Secondo Joan Donovan, direttrice dello Shorenstein Center on Media, Politics and Public Policy presso la Harvard Kennedy School dietro queste prospettive di “apertura totale”, l’idea alla base di Boogaloo è quella di «Smantellare il governo U.S.A. sia attraverso l’eliminazione delle tutele concesse nel corso degli anni ai cittadini neri, queer, disabili sia inasprendo la politica estera legata all’immigrazione. in gruppi come questi ci sono sempre sottotemi razzializzati ed eugenetici».

Ben diverso è il parere di JJ McNab, ricercatore e collaboratore della George Washington University specializzato nella ricerca su gruppi estremisti antigovernativi. Secondo McNab, infatti, «La maggior parte dei partecipanti è stata radicalizzata altrove […] Per questo motivo Boogaloo non dovrebbe essere considerato come una milizia [ma] un codice di abbigliamento, un modo di parlare, un gergo. Le persone che vi aderiscono provengono da altri gruppi estremisti, di solito presenti su piattaforme on-line come Facebook o Twitter. Qui sono venuti a sapere della sua esistenza e hanno deciso di indossare divise militari e camicie floreali come una specie di simbolo. È sbagliato trattarli come attivisti di un movimento separato. Il problema è che si continuano ad ignorare le aree sottostanti dalle quali queste persone provengono».

Nonostante alcuni partecipanti minimizzino l’effettiva pericolosità del movimento, liquidandolo ad innocue “barzellette online”, tanto le forze dell’ordine quanto giornali come The Economist sostengono la complicità dei militanti di Boogaloo «[nella] diffusione di disinformazione e teorie del complotto, attacchi alle infrastrutture e terrorismo da lupo solitario». A partire dal 2019 almeno 31 persone legate a Boogaloo sono state arrestate. Su di loro pendono capi d’accusa come il tentato attacco a proprietà pubbliche e private con l’utilizzo di fuoco ed esplosivi, possesso di armi da fuoco non registrate, incitamento alla rivolta e persino omicidio.CarilloTra i fatti più gravi a carico di presunti Boys ci sono gli omicidi[/marl], avvenuti rispettivamente il 29 maggio e 6 giugno 2020, di David Patrick Underwood agente del Federal Protective Service di Oakland e Damon Gutzwiller, vicesceriffo di Santa Cruz. Entrambi i delitti sono stati compiuti da Steven Carillo, ex-sergente della United States Air Force che secondo l’FBI ha utilizzato le proteste per George Floyd come copertura per attaccare le forze dell’ordine. Dopo l’assalto alla casa e l’arresto di Carillo – che ha provocato la morte di Gutzwiller – gli agenti hanno trovato il furgone bianco utilizzato dal killer per fuggire da Oakland dopo l’attentato e l’assassinio di Underwood. Al suo interno sono stati trovati un giubbotto antiproiettile con una toppa recante il simbolo di Boogaloo e due scritte, tracciate dall’uomo col proprio sangue sul cofano del veicolo: «Boog» e «I became unreasonable», entrambi meme molto popolari tra gli attivisti del movimento.

Un altro episodio che ha visto coinvolti membri del movimento è stato il tentativo di rapimento fallito della governatrice del Michigan Gretchen Whitmer. La donna, tra i membri di spicco del Democratic Party americano, ha attirato a sé moltissime critiche a causa del suo modello di gestione della pandemia. In netta controtendenza rispetta al laissez faire di Trump e della Casa Bianca – lo stesso Tycoon ha twittato «Liberate Michigan» – già nel mese di aprile la Whitmer ha deciso di imporre all’interno dei confini del proprio stato un severo lockdown, chiudendo la quasi totalità delle attività economiche. Culmine della protesta nei confronti di tale presa di posizione sono state le proteste del 13 e 14 aprile 2020 durante le quali migliaia di persone si sono radunate fuori dall’edificio del palazzo del Campidoglio locale di Lasing, capitale amministrativa del Michigan. Tra la folla c’erano moltissimi estremisti di destra, con bandiere sudiste, drappi con svastiche e armati con fucili semiautomatici. All’interno di queste schiere probabilmente era nascosta la milizia che durante l’estate successiva si è esercitata con l’uso delle armi, simulando assalti e scontri a fuoco e, soprattutto, sorvegliando per due mesi la casa della Whitmer con lo scopo di rapirla, tenerla in ostaggio per mesi e “processarla” prima delle elezioni presidenziali di novembre. I 13 uomini, considerati dagli investigatori come le menti di tale piano, sono stati arrestati a seguito di una serie di indagini condotte dall’FBI. Ricerche successive, compiute soprattutto sui loro profili social, hanno dimostrato un chiaro legame tra i cospiratori e le ideologie promosse da Boogaloo.Detroit Schools-LiteracyOltre a episodi come questi quello che maggiormente preoccupa l’opinione pubblica americana riguardo all’universo Boogaloo è la presenza al suo interno sia di veterani che di soldati ancora in servizio presso l’esercito statunitense. Sebbene il numero accertato di Boys legati al mondo militare sia piccolo rispetto alla dimensione complessiva del movimento Kathleen Belew, ricercatrice ed esperta di suprematismo bianco pressa l’Università di Chicago, ha dichiarato che «La loro partecipazione non è un problema che dovremmo prendere alla leggera. Tali elementi potrebbero infatti intensificare drasticamente l’impatto dell’attivismo marginale, trasmettere competenze in materia di esplosivi e di guerriglia urbana».