«Certe mattine, quando mi alzo dal letto, vorrei mettermi un tailleur e usare i mezzi di trasporto per andare in ufficio. Poi, però durante la sera, osservando chi rientra verso casa così stressato, rifletto su quanto sia appagante il mio lavoro. Da quasi 20 anni – ad agosto li festeggerò – sono la custode di un elegante palazzo di Porta Romana.

Mi chiamo Lucia, sono nata a Napoli. Anche fare la portinaia, come tutti gli aspetti della vita ha dei pro e dei contro. La prima parte della giornata è quella che prediligo, mi è sempre piaciuto il movimento, e per l’appunto, non mi fermo un attimo. Certo, la stanchezza a cena si sente, ma non mi importa. Tra le faccende che sbrigo più spesso, ci sono: la pulizia dell’androne, la consegna della corrispondenza e spazzare il marciapiede; insomma, controllo che tutto sia perfettamente in ordine e pulito.

Una delle grandi comodità del mio mestiere è una specie di indipendenza. Mi spiego meglio: anche se sono ammalata posso gestire il lavoro standomene seduta nella guardiola. Il quartiere è una zona assai tranquilla, i locali nelle vicinanze – anche quelli più rinomati – non ci hanno mai creato problemi.

Il vero paradosso è che il sabato e la domenica, non facendo quasi nulla, spesso mi annoio. A quel punto attraverso la strada e vado a contemplare il castagno secolare che c’è nel parchetto di fronte».

(Lucia, Corso di Porta Romana)