<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	xmlns:georss="http://www.georss.org/georss" xmlns:geo="http://www.w3.org/2003/01/geo/wgs84_pos#" xmlns:ymaps="http://api.maps.yahoo.com/Maps/V2/AnnotatedMaps.xsd" >

<channel>
	<title>magzine &#187; Francesco Castagna</title>
	<atom:link href="http://www.magzine.it/author/francesco-castagna/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.magzine.it</link>
	<description>un progetto della Scuola di giornalismo dell&#039;Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano</description>
	<lastBuildDate>Fri, 17 Apr 2026 07:23:35 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
		<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
		<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=4.0.35</generator>
	<item>
		<title>Bonus psicologo: storia di una vittoria al femminile</title>
		<link>http://www.magzine.it/bonus-psicologo-storia-di-una-vittoria-al-femminile/</link>
		<comments>http://www.magzine.it/bonus-psicologo-storia-di-una-vittoria-al-femminile/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 09 Apr 2022 11:02:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Francesco Castagna]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
		<category><![CDATA[bonus psicologo]]></category>
		<category><![CDATA[bonus salute]]></category>
		<category><![CDATA[Parlamento]]></category>
		<category><![CDATA[psicologo]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.magzine.it/?p=55733</guid>
		<description><![CDATA[“L’avremmo ripresentato fino a quando non fosse passato”. Quando si parla di salute mentale, s’intuisce una secca determinazione – che confina a tratti con l’irriverenza – nelle parole di Elisa ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1066" height="1600" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2022/04/WhatsApp-Image-2022-04-08-at-19.29.27.jpeg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="WhatsApp Image 2022-04-08 at 19.29.27" /></p><p>“L’avremmo ripresentato fino a quando non fosse passato”. Quando si parla di salute mentale, s’intuisce una secca determinazione – che confina a tratti con l’irriverenza – nelle parole di Elisa Pirro. Pronunciate come una confidenza, suonano più simili a una dichiarazione d’intenti. A posteriori, riescono a spiegare tutto. O quasi. Quante e quali caratteristiche servano per scrivere una proposta, portare avanti un’iniziativa e riuscire a trasformarla in legge: tenacia, capacità di andare oltre le appartenenze politiche, gioco di squadra, interpretazione della politica come puro servizio pubblico. <strong>È raro trovare carne e sangue tra le righe fitte di burocratese della Gazzetta ufficiale</strong>. Qualche volta, però, succede. Senatrice del M5s dal 2018, Pirro è una tra le firmatarie della proposta di legge per l’istituzione del cosiddetto bonus psicologo. Uno strumento economico dall’obiettivo ambizioso: garantire ai cittadini maggiore tutela sul versante del benessere psicologico, messo a dura prova dagli strascichi dell’emergenza sanitaria da Covid-19. Presentata nel dicembre 2021, la proposta comincia a essere concepita almeno un anno prima.</p>
<p><strong>Insieme a Magzine la senatrice ricostruisce la storia della misura</strong>. “Era l’autunno del 2020 – ricorda – e ci trovavamo nel pieno della seconda ondata”. Come tutto quanto riguarda gli avvenimenti degli ultimi due anni, la memoria delle vicende personali finisce per amalgamarsi con il vissuto collettivo. Impossibile separare la prima dal secondo. “Come madre – racconta – mi sono accorta del cambiamento nei comportamenti e nelle abitudini dei miei due figli durante la didattica a distanza. In più, quando sono riprese le lezioni in presenza, ho percepito in loro la riluttanza, per esempio, a prendere i mezzi pubblici o a dover restare in spazi ristretti”. In principio, la priorità consisteva proprio nella creazione di un contributo ad uso di giovani e adolescenti. Eppure, a partire dalla fase preliminare, durante l’interlocuzione con gli specialisti del settore per la stesura del testo, appare subito evidente che la platea dei beneficiari si sarebbe allargata. Del resto, secondo Pirro, “chiunque, intorno a sé, ha potuto verificare la difficoltà in cui versavano tante persone”. Una simile consapevolezza emerge anche nel corso del confronto con le colleghe deputate e senatrici, in particolare con la senatrice Caterina Biti (Pd), relatrice della proposta e prima firmataria. Con il tempo, il sostegno cresce. Come dimostrato dalle adesioni in calce al documento, che riportano i nomi di Anna Maria Parente (Iv), Paola Boldrini (Pd), Loredana De Petris (Leu), Raffaella Marin (Lega) e Maria Teresa Bellucci (FdI). Una pattuglia trasversale e tutta al femminile. “Non so se l’istintiva inclinazione di noi donne a prendersi cura degli altri ha giocato un ruolo. Sì, può darsi” ipotizza. Di certo, la concordia ha contribuito in maniera costruttiva alla discussione. “Appena ci siamo messe all’opera – racconta – ci siamo promesse di andare avanti. Insieme, dritte fino all’obiettivo”.</p>
<p><strong>Così parlamentari di forze politiche di maggioranza si sono sedute a collaborare fianco a fianco con esponenti dell’opposizione.</strong> Un piccolo miracolo se si pensa che, almeno fino all’inizio della pandemia, la legislatura in corso si era svolta all’insegna di un altissimo tasso di conflittualità tra i partiti. “Non c’interessava piantare una bandierina e intestarci il merito della proposta” spiega l’onorevole Maria Teresa Bellucci (FdI). “Si trattava di difendere un diritto su un tema dove l’Italia resta fanalino di coda tra i paesi dell’Unione europea”. Diverse statistiche confermano il suo punto di vista. Secondo il <em>report</em> dell’indagine <em>Headway 2023 &#8211; Mental health index</em>, commissionata dal Forum Ambrosetti e condotta nei ventisette paesi Ue, in Italia le Asl risultano sotto organico. Tra i profili professionali meno frequenti figurano proprio psichiatri, psicologi e infermieri. Inoltre, la percentuale di risorse destinate alle malattie mentali nel nostro Paese ammonta soltanto al 3.5% rispetto alla spesa sanitaria complessiva, pari a 127 milioni di euro solo per l’anno 2021. Valori assai più modesti rispetto a quelli di nazioni virtuose: Germania (11,3%), Svezia (10%) e Regno Unito (9,5%). Tuttavia, senza l’esperienza umana la freddezza dei numeri riesce a descrivere la situazione soltanto a metà. “Ho ricevuto moltissime testimonianze, credetemi” confessa la presidente della commissione Sanità del Senato Anna Maria Parente. “Parlano di adolescenti disorientati e donne che hanno sofferto di <em>burnout</em>”. Queste ultime schiacciate dal loro triplice ruolo di mogli, madri e lavoratrici. “Hanno dovuto badare alle faccende domestiche, prendersi cura dei figli, farsi carico dei mariti e occuparsi, nel frattempo, delle loro mansioni”. I due anni di isolamento domiciliare raccontano – per chi sa ascoltare – la storia di un peso familiare riversato quasi per intero sulla figura femminile. È anche per porre rimedio a un simile e desolante scenario se l’iniziativa prende corpo sotto forma di emendamento. Per oggetto ha la creazione di un <em>Fondo salute mentale</em> da finanziare con 50 milioni di euro a cadenza annuale.</p>
<p>Ripartito come segue: quindici milioni destinati all’avviamento, da distribuire a tutti coloro a cui non era stato diagnosticato un disturbo, senza limiti di reddito; trentacinque, dedicati al sostegno, con sussidi tra i 400 e i 1.600 euro erogati secondo il calcolo Isee. Ad inizio dicembre, le firmatarie si apprestano alla prova dell’aula. Il 2 dicembre 2021 presentano il provvedimento in conferenza stampa e dichiarano di volerlo inserire nella Legge di Bilancio per il 2022. Il 27 dicembre, tre giorni prima del via libera definitivo, arriva la doccia fredda: il governo blocca l’emendamento. Malgrado le migliori intenzioni, manca ancora il parere del ministero dell’Economia sulla copertura finanziaria. Si teme che la battuta d’arresto metta a rischio la misura. “No, per fortuna non ci siamo perse d’animo” sostiene Pirro. “Il sentiero tracciato andava nella giusta direzione”. La stessa convinzione matura nell’opinione pubblica. Trova espressione nell’agorà digitale, in rete, dove molti utenti si mostrano dispiaciuti. Di più, contrariati. Dell’intervento viene lodata soprattutto l’utilità. Lo stop è percepito come una bocciatura. Definitiva e ancora più beffarda in virtù del mancato veto verso altre forme d’incentivo – i cosiddetti <em>bonus rubinetti </em>o <em>bonus terme</em>. La mobilitazione parte subito: una petizione online su change.org – lanciata dal giornalista del Tg1 Francesco Maesano e rivolta ai due rami del Parlamento, a Palazzo Chigi, al premier Mario Draghi e ai ministri Daniele Franco e Roberto Speranza – raccoglie in breve tempo oltre 175mila firme. Mentre scriviamo, ne ha raggiunte circa il doppio. È un segnale inequivocabile: questo bonus gode del sostegno di chi ne ha bisogno.<em> “Sapevamo che l’occasione si sarebbe ripresentata”</em> conclude Pirro. L’opportunità ricapita a stretto giro. Poche settimane dopo, grazie al meccanismo utilizzato dal governo per posticipare l&#8217;entrata in vigore delle norme o estendere l&#8217;efficacia di leggi in scadenza, il bonus trova posto nel decreto Milleproroghe. Il testimone passa di mano in mano: ad afferrarlo è la deputata Celeste D’Arrando (M5s). <em>“No, si è trattato di una pura casualità”</em> replica quando <em>Magzine</em> le chiede se il passaggio di consegne, ancora tra donne, sia stato cercato o voluto. Conferma, però, di aver lavorato con il gruppo di deputate e senatrici ancora prima di occuparsi del provvedimento.<em> “Perché – </em>illustra<em> – tutto quanto era in nostro potere di fare per giungere all’approvazione andava pensato e approfondito in modo collegiale”</em>.</p>
<p>Nell’iter tra un decreto e l’altro, il compromesso ridisegna i contorni del disegno di legge. Per venire incontro alle richieste di via XX settembre, il volume di spesa subisce una sforbiciata. L’importo totale ammonta a 20 milioni di euro: metà di essi serviranno al miglioramento dell’efficienza del Sistema sanitario nazionale; la restante parte, tramite le Regioni, finirà nelle tasche dei cittadini che vorranno intraprendere un percorso di cura psicoterapica. “Massimo 600 euro a persona per redditi non superiori a 50mila euro” precisa Parente. In concreto: “Otto sedute per un plateau di 16mila persone”. “Si tratta di un primo passo, anche se è un contributo ancora insufficiente” ammette. In più, “cancella uno stigma intorno alla psicoterapia”. Il 24 febbraio 2022, con voto di fiducia, il Senato dà parere positivo con 196 sì, 26 no e nessun astenuto. La palla passa dunque al governo. Nonostante da settimane si rincorrano voci sull’imminenza della data di emanazione dei decreti attuativi, il ministero della Salute ancora non sa fornire informazioni precise. L’Ufficio stampa preferisce trincerarsi dietro due frasette tecniche dal tono laconico: <em>“Gli uffici competenti stanno valutando. La procedura è in corso”</em>.</p>
<p>La questione coinvolge, insieme a questo, diversi altri decreti, la cui è rimandata a data da destinarsi. Non succede altrettanto per l’impegno delle parlamentari in materia. In un convegno organizzato lo scorso 16 marzo nella Sala Zuccari del Senato, deputate e senatrici hanno ribadito l’attenzione sul tema. In futuro bisognerà implementare il provvedimento. Come? Si potrebbe tornare su scelte già prese col fine, magari, di ripensarle. Nel Dm 71 <em>(</em>il decreto ministeriale che fissa nuovi standard sulla sanità territoriale e istituisce le Case di comunità, ndr) la presenza di specialisti per i servizi di salute mentale e dedicati alle dipendenze viene – testualmente – raccomandata. “Una locuzione che lascia piena discrezionalità e non impegna a nulla” sottolinea Bellucci. “Bisogna introdurre l’obbligatorietà” le fa eco D’Arrando. La deputata 5 stelle ipotizza pure l’istituzione degli psicologi scolastici o di psicologi delle cure primarie. Entrambe concordano sulla necessità di costruire una rete di strutture territoriali socio-sanitarie per promuovere cura e prevenzione. Attraverso l’istituzione, a livello nazione, di un’assistente psicologico di base, figura <em>ad hoc</em> in grado di entrare negli studi medici, più vicine alle famiglie. <em>“Dopo anni di tagli lineari alla sanità sarebbe anche ora”</em> conclude D’Arrando. Vuole sembrare un proposito. Eppure, pronunciato da chi ha fatto parte di quest’agguerrito drappello assomiglia più ad una promessa: <strong>non finisce qui. </strong></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.magzine.it/bonus-psicologo-storia-di-una-vittoria-al-femminile/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Eroina Italia</title>
		<link>http://www.magzine.it/eroina-italia/</link>
		<comments>http://www.magzine.it/eroina-italia/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 05 Jun 2021 09:56:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Francesco Castagna]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Milano]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.magzine.it/?p=51345</guid>
		<description><![CDATA[Sembrava scomparsa, ma solo in apparenza. Parliamo un fenomeno che si pensava superato negli anni ’80 ma che è riemerso nel dibattito pubblico recente grazie a Sanpa,la serie di Netflix ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1600" height="924" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2021/06/GettyImages-691949872-e1563459558583-1600x924.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="GettyImages-691949872-e1563459558583-1600x924" /></p><p>Sembrava scomparsa, ma solo in apparenza. Parliamo un fenomeno che si pensava superato negli anni ’80 ma che è riemerso nel dibattito pubblico recente grazie a Sanpa,<mark class='mark mark-yellow'>la serie di Netflix sulla comunità di San Patrignano che ha riportato all&#8217;attenzione nazionale l’eroina e le tossicodipendenze</mark>. Oggi le storie legate al fenomeno dell’eroina vengono sempre di più considerate fatti di cronaca.</p>
<p>In un anno interessato dalla pandemia, Francesca Manfredi 24enne originaria di Brescia, Maddalena Urbani 20enne originaria di Roma e Maria Chiara Previtali 18enne originaria di Amelia, in provincia di Terni, insieme a Mattia Laurenza, 22 anni, originario di Rufina, provincia di Firenze, sono morti da overdose di eroina e lo spazio dedicato a loro e a questo grave problema sociale ha occupato poche pagine sui media nazionali.</p>
<p><mark class='mark mark-yellow'>Questa è stata la nostra sfida, provare a rispondere con un talk show ad una domanda: esiste la dipendenza da eroina in Italia oggi?</mark></p>
<h2 style="text-align: center;">Guarda <a href="https://youtu.be/hI5DDWmE7EM">qui</a> il talk show sul nostro canale Youtube</h2>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><strong> </strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><strong> </strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><strong> </strong></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.magzine.it/eroina-italia/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>CINEWEEK XXI: GRANDI ATTRICI</title>
		<link>http://www.magzine.it/cineweek-xxi-grandi-attrici/</link>
		<comments>http://www.magzine.it/cineweek-xxi-grandi-attrici/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 07 Mar 2021 21:32:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Francesco Castagna]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[a dangerous method]]></category>
		<category><![CDATA[alice in wonderland]]></category>
		<category><![CDATA[i ponti di madison county]]></category>
		<category><![CDATA[miele]]></category>
		<category><![CDATA[sabrina]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.magzine.it/?p=50814</guid>
		<description><![CDATA[L&#8217;8 marzo tradizionalmente è la giornata internazionale delle donne. Nonostante in molti paesi siano ancora discriminate o limitate nelle possibilità, le donne da sempre hanno contribuito al progresso del mondo ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img width="980" height="588" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2021/03/WhatsApp-Image-2021-03-06-at-14.39.49.jpeg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="WhatsApp Image 2021-03-06 at 14.39.49" /></p><p>L&#8217;8 marzo tradizionalmente è la giornata internazionale delle donne. Nonostante in molti paesi siano ancora discriminate o limitate nelle possibilità, le donne da sempre hanno contribuito al progresso del mondo in tutti i campi: letteratura, arte, scienza, politica. E il cinema non è da meno.<mark class='mark mark-yellow'>Il grande schermo ci ha fatto conoscere grandi attrici che con le loro interpretazioni hanno colpito e affascinato milioni di persone. Questa settimana vi proponiamo 5 donne che tra passato e presente sono diventate stelle della settima arte</mark>. Seguiamole sul Red Carpet di alcuni loro successi. Buona visione.</p>
<p><strong>GIACOMO COZZAGLIO CONSIGLIA: AUDREY HEPBURN IN &#8220;SABRINA&#8221;</strong></p>
<p>I suoi occhi scuri e profondi e il suo sguardo così dolce probabilmente avrebbero visto il mondo colorato di rosa. Proprio come la canzone “<em>La vie en rose</em>” che si sente provenire dalle piccole strade della città dell’amore, Parigi. La <em>ville lumière</em> insegna a Sabrina Fairchild a vivere e a capire cosa significa amare qualcuno. Così al suo rientro a Long Island, Sabrina comprende verso quale dei fratelli Larrabee prova un sentimento autentico e non un’infatuazione giovanile. Eppure l’interpretazione di Audrey Hepburn non nasconde quell’animo umile e sognatrice che l’ha resa indimenticabile. La grazia di Audrey Hepburn si riflette nella brillantezza dei suoi occhi e nel suo sorriso, un fascino in grado di incantare e riempire l’anima di colori. Così il bianco e nero della pellicola donano romanticismo ad un’atmosfera da sogno, ad una notte in cui la stella più bella fa il suo ingresso con un abito di Givenchy.</p>
<p><strong>Disponibile su Amazon Prime Video, Google Play e Youtube</strong></p>
<p><strong>MARIANNA MANCINI CONSIGLIA: MERYL STREEP IN &#8220;I PONTI DI MADISON COUNTY&#8221;</strong></p>
<p>Francesca è una madre di famiglia di mezza età, vive nell’Iowa e i suoi giorni si confondono tra loro, finché non arriva Robert, un fotografo giramondo, giunto in città per intrappolare dentro uno scatto i famosi ponti della contea. Tra i due è amore impossibile a prima vista perché – come dice lei – noi siamo le scelte che abbiamo fatto e talvolta l’unico modo per non smettere di volersi è non aversi mai. Meryl Streep è la perfetta coprotagonista di un dramma romantico, intenso e struggente. L’uomo che non può seguire è interpretato da Clint Eastwood, che conserverà per tutta la vita i sentimenti provocati da un incontro fatale. Lo stesso farà lei, lasciando in eredità ai figli i suoi diari, come memorie di un amore sospeso. Meryl può diventare chiunque e quando lo fa è impareggiabile.</p>
<p><strong>Disponibile su Netflix</strong></p>
<p><strong>ANNAROSA LAURETI CONSIGLIA: JASMINE TRINCA IN &#8220;MIELE&#8221;</strong></p>
<p>Una bottiglia di Lamputal per interrompere la sofferenza della malattia e addormentarsi placidamente come un cane, come un Labrador. Irene ha trent’anni e una doppia identità. Dietro la dolcezza del suo nome in codice, Miele, si nasconde un’amara esistenza dedita ad assistere i malati terminali che scelgono di suicidarsi. Complici un passato doloroso e un lutto non elaborato, Miele crede fermamente nel suo lavoro fino a quando nella sua strada incrocia l’ingegner Grimaldi, affetto da un male invisibile ma altrettanto forte da indurre a desiderare la morte, la depressione. Valeria Golino dirige una Jasmine Trinca intensa e profonda, il cui sguardo ad ogni primissimo piano arriva dritto all’animo dello spettatore.</p>
<p><strong>Disponibile su Google Play e YouTube</strong></p>
<p><strong>EMILIANO DAL TOSO CONSIGLIA: KEIRA KNIGHTLEY IN &#8220;A DANGEROUS METHOD&#8221;</strong></p>
<p>Che cosa muove il mondo? Molto semplice: il conflitto di classe e il conflitto di genere. I soldi e il sesso, in pratica. Karl Marx ha approfondito le dinamiche che spostano i caratteri in relazione ai primi; Carl Gustav Jung ha studiato l’infezione che comporta lo spostamento delle persone in relazione all’altro. Non è un caso che il regista di A Dangerous Method sia David Cronenberg, l’autore del virus per eccellenza, il cineasta del mostro dentro di me. Inconscio, rimosso, psicoanalisi: Jung è il chirurgo degli spettri dell’anima; Sabina Spielrein è la rivelazione, la scoperta del piacere grazie al dolore e all’umiliazione. Keira Knightley, magra e bellissima, la incarna con un’adesione disturbante, che degenera nella smorfia orrorifica. D’altronde, l’horror è l’unico genere possibile per raccontare la psicoterapia, il vissuto traumatico degli uomini. E delle donne. Per far emergere i demoni serve una rivoluzione interiore, un metodo pericoloso.</p>
<p><strong>Disponibile su Amazon Prime Video e Mubi</strong></p>
<p><strong>FRANCESCO CASTAGNA CONSIGLIA: HELENA BONHAM CARTER IN &#8220;ALICE IN WONDERLAND&#8221;</strong></p>
<p>Se fosse un personaggio della letteratura greca potremmo definirla come “la donna dal multiforme ingegno”. Superba, un’espressività rara, un’attrice che certamente non passa inosservata in grado di catturare l’attenzione del pubblico anche da attrice non protagonista. In Alice in Wonderland non è sicuramente la Regina che i nostri occhi da bambini visivamente si ricordano, ma forse è quello che idealizzavamo con i pensieri. La Regina Rossa, grande infantile, egocentrismo e un carico di risentimento, chi se non la Carter poteva interpretare un personaggio del genere. Nemmeno la veste da cartone e i costumi riescono a camuffare la sua recitazione cinematografica, quella di una donna che interpreta un’iconica sanguigna Regina Rossa. Nella sua carriera ha interpretato una lista di personaggi all’eccesso, perché come ama dire lei: “Siamo tutti pazzi. Specialmente noi donne: libere per natura”.</p>
<p><strong>Disponibile su Disney+</strong></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.magzine.it/cineweek-xxi-grandi-attrici/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>CINEWEEK XX: DANZA</title>
		<link>http://www.magzine.it/cineweek-xx-danza/</link>
		<comments>http://www.magzine.it/cineweek-xx-danza/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 28 Feb 2021 12:05:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Francesco Castagna]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[BILLY ELLIOT]]></category>
		<category><![CDATA[FLASHDANCE]]></category>
		<category><![CDATA[IL CIGNO NERO]]></category>
		<category><![CDATA[SHALL WE DANCE?]]></category>
		<category><![CDATA[TI VA DI BALLARE?]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.magzine.it/?p=50700</guid>
		<description><![CDATA[L&#8217;atmosfera si sta scaldando: manca ormai poco all&#8217;accensione delle luci dell&#8217;Ariston. Mala vera protagonista è la musica, la stessa che da sempre permette al nostro corpo di esprimersi. Non esiste ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1024" height="576" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2021/02/black-swan.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="black swan" /></p><p>L&#8217;atmosfera si sta scaldando: manca ormai poco all&#8217;accensione delle luci dell&#8217;Ariston. Ma<mark class='mark mark-yellow'>la vera protagonista è la musica, la stessa che da sempre permette al nostro corpo di esprimersi. Non esiste musica che non susciti una tensione così potente da esaltare le nostre emozioni più profonde attraverso passi di danza</mark>. Per riscoprire questa magia, il cineweek propone 5 film non da guardare seduti sul divano, ma da godersi in piedi per danzare assieme ai loro protagonisti.</p>
<p><strong>EMILIANO DAL TOSO CONSIGLIA: IL CIGNO NERO</strong></p>
<p>Il cigno nero è conturbante, torbido e avvolgente. Non esistono intellettualismi nel cinema di Darren Aronofsky. Il suo stile è discutibile, eccessivo. Quello che conta non sono i dialoghi, non è la complessità dell&#8217;intreccio narrativo. Quello che conta è il corpo dei suoi protagonisti, sempre portati all&#8217;estremo, all&#8217;esasperazione. Mickey Rourke in The Wrestler lo sacrificava in maniera autodistruttiva, in una parabola sulla sconfitta, sul tempo che passa, sul decadimento. Il corpo di Natalie Portman è un sogno che diventa un incubo. Bellissimo e ossessionato. La sua bellezza non rimane più impressa delle sue punte sanguinanti, del suo sguardo posseduto e demoniaco. Osa Aronofsky, rischia tanto da disinteressarsi della concatenazione degli avvenimenti. La base dei suoi film è la disintegrazione dei sogni. L&#8217;evoluzione della protagonista Nina da ragazza della porta accanto a pura ossessione e abbandono e buionero è la scoperta di quella parte di noi stessi che abbiamo sempre finto di ignorare. «Show me your black swan, Nina».</p>
<p><strong>Disponibile su Now Tv e Sky Go</strong></p>
<p><strong>GIACOMO COZZAGLIO CONSIGLIA: SHALL WE DANCE?</strong></p>
<p>Il ballo è passione, sofferenza, amore… Esso è il riflesso della vita umana. E come la vita, è imprevedibile. Forse si tratta di un caso che John Clark, avvocato di Chicago, decida al rientro dal lavoro di iscriversi ad una scuola di ballo senza dire nulla alla moglie. Così una fuga dalla monotonia della propria vita quotidiana diventa la riscoperta dell’amore e di tutte le bellezze che rendono la vita meravigliosa. Il fascino di Richard Gere e la sensualità di Jennifer Lopez al ritmo di un tango fanno sgorgare dal ballo un incantesimo che trasforma in poesia perfino le luci della strada. Ma l’atmosfera magica non cessa quando la musica finisce, ma accompagna sempre chi sente per davvero questa passione nel profondo dell’anima. In fondo non serve un abito o un palcoscenico per esprimere se stessi ascoltando le note. L’importante è la persona al quale chiedere «Ti va di ballare?».</p>
<p><strong>Disponibile su Dvd e Sky On Demand</strong></p>
<p><strong>ANNAROSA LAURETI CONSIGLIA: BILLY ELLIOT</strong></p>
<p>Gran Bretagna, 1984. Sullo sfondo lo sciopero dei minatori contro i provvedimenti di Margaret Thatcher; in primo piano Billy, ragazzino di 11 anni con un fisico troppo gracile per la boxe ma sufficientemente aggraziato per la danza classica; tutt’intorno i problemi economici e i pregiudizi sociali del caso. Per chiunque abbia indossato le scarpette da ballo almeno una volta nella vita, la pellicola di Stephen Daldry racconta in maniera sublime il magico potere della danza. Non importa se ci vorrà del tempo e tanta fatica, abbandonarsi al ritmo della musica, seguire le note alla perenne ricerca della pirouette perfetta, rimarrà sempre il miglior antidoto alla sofferenza del mondo. I momenti di felicità durano pochi secondi, giusto il tempo di un grand battement sulle note di Cajkovskij.</p>
<p><strong>Disponibile su Netflix, YouTube e Google Play</strong></p>
<p><strong>MARIANNA MANCINI CONSIGLIA: FLASHDANCE</strong></p>
<p>Alex Owens ha 18 anni e un sogno che le smania dentro. Vuole diventare una ballerina e lo desidera più di ogni altra cosa al mondo. Flashdance racconta l’America degli anni ’80 e la sua fame di riscatto. Alex di giorno inforca la bicicletta per dirigersi in fabbrica e di notte si esibisce in un locale della città di Pittsburgh. Nel resto del tempo si prepara ad un provino che potrebbe svoltarle la vita, mentre frequenta Nick, il suo datore di lavoro, che scorge in lei una buona dose di talento e sfrontato timore. A partire dalla colonna sonora, questo film è diventato un cult per intere generazioni, tanto che la nuova piattaforma streaming Paramount Plus ha confermato che ne farà una serie tv. Tutti pronti dunque per rivedere gambe di fenicottero volteggiare nell’aria e grintosi sorrisi d’amore: si va in scena.</p>
<p><strong>Disponibile su Amazon Prime Video</strong></p>
<p><strong>FRANCESCO CASTAGNA PRESENTA: “TI VA DI BALLARE?”</strong></p>
<p>Potrebbe sembrare una banale trama di ragazzi presi dalla strada e portati al successo, ma questa storia è molto di più. Sensuale, convincente, tenace, Antonio Banderas veste i panni di Pierre Dulaine, un empatico e formidabile maestro di ballo da sala. Dopo le lezioni in una scuola privata mr. Dulaine decide di occuparsi di un doposcuola, con ragazzi che hanno vissuto o vivono esperienze border, purtroppo, anche a causa della loro difficoltà di emergere in luoghi periferici della città. Un giorno Dulaine riesce a convincere i ragazzi a partecipare ad un concorso di ballo con una somma di 5mila dollari. La classe si impegna da subito ad imparare diverse discipline di ballo, ognuno dimostra a Dulaine le proprie abilità e una classe senza speranza si trasforma in un talento. Epica e magistrale è la scena finale della “cumparsita”: si può uscire dalla propria realtà, ma essa resterà sempre dentro di noi.</p>
<p><strong>Disponibile su Mediaset Play</strong></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.magzine.it/cineweek-xx-danza/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Alessandro Malossi, l&#8217;arte è un messaggio sulle mani</title>
		<link>http://www.magzine.it/alessandro-malossi-larte-e-un-messaggio-sulle-mani/</link>
		<comments>http://www.magzine.it/alessandro-malossi-larte-e-un-messaggio-sulle-mani/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 29 Jan 2021 07:08:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Francesco Castagna]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Alessandro Malossi]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[artista]]></category>
		<category><![CDATA[Pleasetalktomyhand]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.magzine.it/?p=49075</guid>
		<description><![CDATA[Classe &#8217;93, Alessandro Malossi è un&#8217;artista italiano nato a Bologna e che vive a Milano. Sicuramente il suo non è un mestiere facile in questo periodo di pandemia, in cui ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img width="436" height="539" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2021/01/8.png" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="8" /></p><p style="text-align: left;">Classe &#8217;93, Alessandro Malossi è un&#8217;artista italiano nato a Bologna e che vive a Milano. Sicuramente il suo non è un mestiere facile in questo periodo di pandemia, in cui tutte le forme d&#8217;arte vengono sottoposte a una crisi senza precedenti. Eppure c&#8217;è un modo per continuare ad occuparsi d&#8217;arte, ma anche per avvicinarsi a questo mondo e sostenerlo. Alessandro ha deciso che l&#8217;arte che viene più apprezzata è quella che riguarda la vita di tutti i giorni, riadattandola al periodo in cui viviamo, che è fatto di messaggi semplici e diretti. Ed è proprio dalla consapevolezza dell&#8217;immediatezza del messaggio che<mark class='mark mark-yellow'>Alessandro Malossi ha deciso di creare &#8220;pleasetalktomyhand&#8221;, un progetto che deriva anche dalla sua esperienza nel mondo dei tatuaggi, dei messaggi che le persone decidono di indossare sulla pelle per tutta la vita. E, proprio come i tatuaggi, Alessandro ha capito che anche gli eventi che viviamo ci lasciano un segno e che, positivi o meno, hanno il diritto di essere espressi e ricordati</mark>. L&#8217;artista diventa così una mano, e la mano è la tela sua cui si deposita il messaggio.</p>
<p><img class="alignnone wp-image-49866 size-medium aligncenter" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2021/01/2-300x284.jpg" alt="2" width="300" height="284" /></p>
<p><strong>Da dove nasce l&#8217;idea di questo progetto?</strong></p>
<p>L’idea di questo progetto nasce durante la quarantena in un momento di noia. Ho scritto una frase su una mia mano da postare sul mio Instagram personale: ho visto che ha avuto tantissime interazioni e allora ho deciso di aprire un profilo ad hoc.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2021/01/5.jpg"><img class="alignnone wp-image-49867 size-medium" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2021/01/5-300x283.jpg" alt="5" width="300" height="283" /></a></p>
<p><strong>Molto spesso ti trovi a veicolare messaggi attraverso i tuoi canali social, come arrivi a decidere che messaggio pubblicare? Di solito a cosa ti ispiri?</strong></p>
<p>Solitamente mi ispiro all’attualità o a luoghi comuni, cercando di renderli sempre provocatori.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2021/01/4.jpg"><img class="alignnone wp-image-49868 size-medium" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2021/01/4-300x279.jpg" alt="4" width="300" height="279" /></a></p>
<p><strong>Sei partito, come artista, dal disegno fino ad arrivare alla parola scritta. Perché la parola ti co</strong><strong>lpisce di più?</strong></p>
<p>La parola non mi colpisce di più. <em>Pleasetalktomyhand</em> è un progetto parallelo alla mia arte e ai miei quadri. È una cosa nuova che sto scoprendo anch’io, giorno per giorno: non avrei mai immaginato che avrebbe avuto questo successo.</p>
<p><a href="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2021/01/9.png"><img class="wp-image-49873 size-medium aligncenter" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2021/01/9-300x290.png" alt="9" width="300" height="290" /></a></p>
<p><strong>In un momento come questo, quanto ti influenza <strong>ciò che ti circonda</strong>?</strong></p>
<p>Totalmente. Dico sempre che, per quanto tragico sia stato quest’anno, dal punto di vista mio personale è stato fantastico in termini di lavoro e creatività. Ho avuto tempo di pensare, perché la quarantena mi ha fatto fermare un attimo e capire che strade prendere, senza distrazioni.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2021/01/7.jpg"><img class="alignnone wp-image-49869 size-medium" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2021/01/7-300x277.jpg" alt="7" width="300" height="277" /></a></p>
<p><strong>Quale tra i messaggi che hai scritto sulla mano ti piace di più?</strong></p>
<p>“We are a sad generation with happy pictures”. Penso non ci sia bisogno di spiegazioni.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2021/01/3.jpg"><img class="alignnone wp-image-49870 size-medium" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2021/01/3-300x296.jpg" alt="3" width="300" height="296" /></a></p>
<p><strong>Potresti descriverti come se fossi un messaggio di “<em>pleasetalktomyhand</em>”?</strong></p>
<p>“I’m Pisces: I feel all the feels until I’m out of feelings to feel”.</p>
<p><strong>E una tua giornata da artista “tipo”? Cosa fai per concentrarti e quali sono le cose e i luoghi che ti ispirano di più?</strong></p>
<p>Non ho una giornata tipo, non ho cose e luoghi particolari che mi ispirano particolarmente più di altri. Il mio processo creativo è qualcosa che faccio fatica a capire anch’io. Possiamo chiamarle semplici illuminazioni, fulmini a ciel sereno nella mia testa.</p>
<p><strong>Sei giovane e già con un bel portfolio, cosa ti porti dietro dalle esperienze passate? </strong></p>
<p>Tutto ovviamente. Ogni cosa che ho fatto è servita a qualcosa di preciso, è stato un tassello fondamentale per la mia carriera. È tutto confusamente connesso.</p>
<p><a href="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2021/01/1.jpg"><img class="wp-image-49871 size-medium aligncenter" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2021/01/1-300x281.jpg" alt="1" width="300" height="281" /></a></p>
<p><strong>Il mondo dell&#8217;arte in questo momento è in prevalenza fermo, cosa ne pensi di questo periodo e come si potrebbe fare in modo che artisti come te possano continuare a produrre nuove idee? </strong></p>
<p>Bisogna usare l’immaginazione, quella non può essere imprigionata. In realtà penso che questo periodo sia perfetto per produrre arte, sia per quanto riguarda il tempo a disposizione che si ha, essendo tutto limitato, sia perché ci sono tantissimi argomenti attuali da poter interpretare in chiave artistica.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.magzine.it/alessandro-malossi-larte-e-un-messaggio-sulle-mani/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Lgbt in Tunisia tra lotta e conquiste</title>
		<link>http://www.magzine.it/lgbt-in-tunisia-tra-lotta-e-conquiste/</link>
		<comments>http://www.magzine.it/lgbt-in-tunisia-tra-lotta-e-conquiste/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 25 Jan 2021 13:42:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Francesco Castagna]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
		<category><![CDATA[LGBT]]></category>
		<category><![CDATA[Rivoluzione araba]]></category>
		<category><![CDATA[Shams]]></category>
		<category><![CDATA[Tunisia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.magzine.it/?p=49829</guid>
		<description><![CDATA[Tra i Paesi arabi la Tunisia è uno stato che, con tutti i difficili aspetti che presenta e che molto spesso possono generare contraddizioni, continua a suscitare un sentimento di ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img width="700" height="500" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2021/01/735_A2.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="_735_A2" /></p><p>Tra i Paesi arabi la Tunisia è uno stato che, con tutti i difficili aspetti che presenta e che molto spesso possono generare contraddizioni, continua a suscitare un sentimento di speranza. Se infatti è importante capire quali sono state le cause e quali implicazioni hanno riguardato la cosiddetta <em>Rivoluzione dei Gelsomini</em> del 2011, è ancora più importante analizzare quanto è rimasto di quei temi che animavano le piazze. In Tunisia, <em>il gruppo del Quartetto</em> è un insieme di organizzazioni (l’Ordine nazionale degli avvocati della Tunisia, la Confederazione tunisina dell’industria, l’Unione generale tunisina del lavoro e la Lega tunisina per la difesa dei diritti dell’uomo) che ha collaborato alla costruzione di una repubblica pluralistica. Un nuovo ordine che però si è tradotto sostanzialmente per la comunità Lgbt tunisina in un ulteriore periodo di rivendicazioni, anche se il ruolo del <em>Quartetto</em> è stato fondamentale per evitare una nuova deriva autoritaria e una possibile guerra civile.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2021/01/Premio-Nobel-Quartetto-Tunisia.jpg"><img class="alignnone wp-image-49832 size-full" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2021/01/Premio-Nobel-Quartetto-Tunisia.jpg" alt="Premio-Nobel-Quartetto-Tunisia" width="620" height="387" /></a></p>
<p>Ma se per alcuni le rivoluzioni arabe rappresentano una “primavera”, c’è chi pensa che per la comunità lgbt tunisina le rivoluzioni non siano altro che un lungo inverno ancora da affrontare. Nel Paese dei gelsomini infatti l’omosessualità è un reato che viene punito con una condanna fino a tre anni di reclusione e diverse dichiarazioni dei politici definiscono gli omosessuali come &#8220;delle persone da curare con intervento sanitario&#8221;.  Così, la comunità locale Lgbt chiede che il desiderio di libertà che ha guidato l’intero popolo tunisino a lottare per ottenere libertà di espressione, ora non debba lasciare indietro nessuno.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2021/01/230-ramy-khouili-daniel-levine-spound.jpg"><img class="alignnone wp-image-49833 " src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2021/01/230-ramy-khouili-daniel-levine-spound.jpg" alt="230-ramy-khouili-daniel-levine-spound" width="549" height="366" /></a></p>
<p>In questo paese l’articolo 230, che condanna le persone omosessuali, è rigidamente osservato e temuto, e la polizia ha un peso e poteri molto ampi. Tra i tanti fatti che lo dimostrano, basti citare una vicenda del 6 settembre 2015, quando un ragazzo di 22 anni è stato arrestato e poi torturato. La polizia non solo lo ha sottoposto a dei test anali per verificarne l’omosessualità, ma lo ha inoltre interrogato duramente e torturato per il solo fatto che il suo numero fosse presente nella rubrica di un uomo morto una settimana prima. Si tratta di un evento che ha provocato lo sdegno e l’indignazione di tutte le realtà Lgbt arabe e anche di persone che generalmente non vestono i panni degli attivisti.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2021/01/shams_poster_anal_exams.jpg"><img class="alignnone wp-image-49836 size-medium" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2021/01/shams_poster_anal_exams-231x300.jpg" alt="shams_poster_anal_exams" width="231" height="300" /></a></p>
<p>Da quel momento in poi è nata, contemporaneamente al clima di rivoluzione che il mondo arabo stava vivendo, una vera e propria campagna online per la difesa dei diritti umani senza differenze di genere e di alcun genere.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2021/01/unnamed.jpg"><img class="alignnone wp-image-49834 size-full" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2021/01/unnamed.jpg" alt="unnamed" width="512" height="178" /></a></p>
<p>È proprio sulla scia della rivoluzione tunisina che nel 2011 alcuni attivisti del Bahrein per i diritti umani hanno creato <strong>Ahwaa</strong>. Si tratta del primo spazio di confronto online sui diritti Lgbt, un forum che permette alle persone di poter parlare, ma soprattutto di potersi confrontare su argomenti che riguardano le relazioni amorose. Un portale che raccoglie le notizie di tutti i Paesi del Nord Africa. <strong>Da questo punto di vista la rivoluzione della comunità Lgbt è stata digitale</strong> e ha dato modo agli omosessuali di capire che non erano soli, di potersi conoscere e incontrarsi in maniera discreta e di poter costruire dei canali comunicativi tra diversi Paesi arabi. La visibilità che ha fornito internet in questo senso è stata sorprendente: le associazioni Lgbt hanno infatti cominciato gradualmente a condividere contenuti “queer”, cercando di influenzare l’opinione pubblica, ottenendo come risultato una marea di post condivisi sugli account social a favore dell’abolizione del reato di omosessualità. Al momento il governo di Kais Saied continua a non esprimere segni di apertura, ma gli attivisti Lgbt tunisini e più in generale del mondo arabo, sono convinti che la diffusione dell’informazione su internet porterà ad un progressivo cambio di rotta.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2021/01/image-placeholder-title.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-49835" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2021/01/image-placeholder-title.jpg" alt="image-placeholder-title" width="600" height="337" /></a></p>
<p>Un primo importante riconoscimento è stato ottenuto dall’organizzazione <em>Shams</em>, una onlus che ormai si batte da tempo per i diritti degli omosessuali e per la depenalizzazione del reato di omosessualità. <em>Shams</em> infatti è stata riconosciuta formalmente come onlus in grado di poter organizzare manifestazioni di piazza e rivendicazioni sociali. Il suo fondatore, Mounir Baatour, nel 2019 si era già candidato per le elezioni politiche, ma il suo nome era stato escluso dalle liste elettorali da parte della Commissione superiore indipendente per le elezioni. Tuttavia il risultato più significativo al momento è l’avere portato questi temi al centro della campagna elettorale del 2019, dove anche l’attuale presidente della Tunisia Saied aveva definito gli omosessuali come &#8220;persone che sono state pagate dall’estero per corrompere la morale islamica&#8221;.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2021/01/0807-baatour-m_0.jpg"><img class="alignnone wp-image-49837 " src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2021/01/0807-baatour-m_0-1024x768.jpg" alt="0807-baatour-m_0" width="463" height="347" /></a></p>
<p>Ma in che modo in Parlamento viene combattuta la battaglia a difesa della comunità Lgbt tunisina? L’opposizione sta cercando di delegittimare la validità dei test anali (che tra l’altro non hanno nessuna evidenza scientifica). “In questo modo decadrebbe anche l’articolo 230 del Codice Penale, perché non ci sarebbe nessuno strumento per provare l’omosessualità delle persone”: questo è quanto afferma Khawla Ben Aïcha, deputata del Parlamento tunisino, militante del partito <em>Maacrhou Tunes</em>.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2021/01/4-1.png"><img class="alignnone wp-image-49830 " src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2021/01/4-1-1024x1024.png" alt="4-1" width="471" height="471" /></a></p>
<p>Un Paese come la Tunisia, teso tra la difesa della morale islamica da attacchi del mondo laico, e il contrasto alle derive dell&#8217;Islam politico quando diventa terrorismo, è  incline a mettere in secondo piano diversi temi sociali, almeno quelli riguardanti i diritti civili di alcune minoranze. Per questo motivo il 15 gennaio del 2018 è nato a Tunisi  il primo festival Lgbt+ tunisino, con il nome di <em>Mawjoudin Queer film festival,</em> un&#8217;occasione per divulgare un diverso tipo di cultura da quella etero-normativa e fare attivismo attraverso l&#8217;arte. Sebbene la sede del festival non venga divulgata per motivi di sicurezza, si può dire che esiste un vero e proprio spazio fisico (conosciuto solo dai diretti interessati) in cui non c&#8217;è spazio per l&#8217;omofobia e dove sessualità è il tema centrale in discussione.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.magzine.it/lgbt-in-tunisia-tra-lotta-e-conquiste/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Mondo arabo, dieci anni di proteste e non sentirle</title>
		<link>http://www.magzine.it/mondo-arabo-dieci-anni-di-proteste-e-non-sentirle/</link>
		<comments>http://www.magzine.it/mondo-arabo-dieci-anni-di-proteste-e-non-sentirle/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 25 Jan 2021 07:40:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Francesco Castagna]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Mondo]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.magzine.it/?p=49819</guid>
		<description><![CDATA[Il 25 febbraio del 2011 piazza Tahrir al Cairo, in Egitto, si trasformava nel più affollato scenario di protesta che da almeno un secolo si fosse visto nel mondo arabo.In ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1998" height="1332" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2021/01/GettyImages-159790716-57fab5345f9b586c357ed341-d2c8c16ee7764d43ab350302ba25f1d8.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="GettyImages-159790716-57fab5345f9b586c357ed341-d2c8c16ee7764d43ab350302ba25f1d8" /></p><p>Il 25 febbraio del 2011 piazza Tahrir al Cairo, in Egitto, si trasformava nel più affollato scenario di protesta che da almeno un secolo si fosse visto nel mondo arabo.<mark class='mark mark-yellow'>In quella piazza, che i testimoni e i protagonisti continuano a definire come &#8220;elettrica&#8221;, per mesi si concentrarono i cittadini egiziani che chiedevano la fine del regime di Hosni Mubarak</mark>. Come loro e prima di loro avevano fatto i tunisini. Dopo di loro lo fecero i cittadini di decine di Paesi dell&#8217;area, dal Maghreb al Mashrek, dal Golfo al Corno d&#8217;Africa.</p>
<p>Queste rivoluzioni, in parte soppresse nel sangue dalle azioni dei governi (Bahrein, Siria), in parte divenute strumento chiave per il cambiamento del Paese e per l&#8217;avvio di un lungo periodo di transizione (Tunisia, Yemen), in parte degenerate in guerre civili (Libia), in parte ammorbidite per merito di concessioni di alcune monarchie (Marocco, Giordania), in parte sfociate in elezioni libere e ripiombate nelle dittature (Egitto), sono state oggetto di molte metafore da parte di media e analisti occidentali:<mark class='mark mark-yellow'>definite prima &#8220;rivoluzioni del gelsomino&#8221;, poi &#8220;primavere&#8221;, salvo avere dato seguito alla degenerazione della metafora (&#8220;dalla primavera all&#8217;autunno&#8221;, &#8220;non primavere ma inverni&#8221;), queste proteste sono state anche interpretate come delle false rivoluzioni (&#8220;primavere spa&#8221;), negando del tutto la realtà profonda di questi Paesi e le parole e gli slogan ripetuti all&#8217;infinito in piazza, da tutte le componenti della piazza, laiche, religiose, di classe e di genere: &#8220;il popolo chiede la caduta del regime&#8221;, &#8220;pane e libertà&#8221;, &#8220;rabbia&#8221;, &#8220;dignità&#8221;</mark>.</p>
<p>Chi sostiene che le rivoluzioni del 2011 siano fallite, non ha visto o conosciuto le popolazioni di questi Paesi prima delle rivoluzioni, schiacciate da burocrazia, paura, disuguaglianza. E non le ha viste e sentite nemmeno durante e dopo, ignorando altre piazze che in questi anni hanno continuato a sfidare il malgoverno e la corruzioni della propria classe politica: in Algeria, Sudan, Libano, Iraq. Non ha conosciuto e ha disistimato, per opportunità di real-politik, centinaia di attivisti costretti all&#8217;esilio e che continuano a distanza la loro battaglia e la loro richiesta di giustizia e di diritti fondamentali, primo fra tutti quello a un sistema pluralista nei loro Paesi, anche se non necessariamente democratico, prima passo verso il cambiamento effettivo e l&#8217;abbattimento di monarchie assolute e regimi dittatoriali.</p>
<p><mark class='mark mark-yellow'>Noi di Magzine non abbiamo dimenticato quegli anni e proviamo a raccontarveli oggi, a distanza di un decennio, dalla prospettiva dei testimoni e dei protagonisti. Per capire se queste rivoluzioni, anziché il segno di un fallimento, non rappresentino invece &#8211; e lo diranno gli anni a venire &#8211; il seme della speranza</mark>.</p>
<ul>
<li style="text-align: justify;"><a href="http://www.magzine.it/secondo-gli-analisti-questa-e-la-rivoluzione-incompiuta/"><b>Secondo gli analisti, questa è la rivoluzione incompiuta</b></a></li>
<li style="text-align: justify;"><a href="http://www.magzine.it/a-dieci-anni-dalle-rivoluzioni-arabe-per-non-avere-piu-paura/"><b>A dieci anni dalle rivoluzioni arabe, per non avere più paura</b></a></li>
<li style="text-align: justify;"><a href="http://www.magzine.it/i-ricordi-di-takoua-storie-di-famiglia-e-di-rivoluzione/"><strong>I ricordi di Takoua, storia di famiglia e di rivoluzione</strong></a></li>
<li style="text-align: justify;"><a href="http://www.magzine.it/lgbt-in-tunisia-tra-lotta-e-conquiste/"><strong>Lgbt in Tunisia tra proteste e conquiste</strong></a></li>
<li style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.magzine.it/quando-linchiostro-sfido-il-regime-tracce-di-rivoluzione-tra-arte-e-letteratura-araba/">Quando l&#8217;inchiostro sfidò il regime, tracce di rivoluzione tra arte e letteratura araba</a></strong></li>
<li style="text-align: justify;"><a href="http://www.magzine.it/quando-il-cinema-si-fa-denuncia-le-rivoluzioni-arabe-sul-grande-schermo/"><strong>Quando il cinema si fa denuncia: le rivoluzioni arabe sul grande schermo</strong></a></li>
<li style="text-align: justify;"><a href="http://www.magzine.it/pellicole-dal-medio-oriente-per-capire-davvero-il-2011/"><strong>Pellicole dal Medio Oriente, per capire davvero il 2011</strong></a></li>
</ul>
<p><a href="http://www.magzine.it/pellicole-dal-medio-oriente-per-capire-davvero-il-2011/"><strong> </strong></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.magzine.it/mondo-arabo-dieci-anni-di-proteste-e-non-sentirle/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>CineWeek XIII: Film di Natale</title>
		<link>http://www.magzine.it/cineweek-xiii-film-di-natale/</link>
		<comments>http://www.magzine.it/cineweek-xiii-film-di-natale/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 21 Dec 2020 18:44:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Francesco Castagna]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[A Cinderella Story: Christmas Wish]]></category>
		<category><![CDATA[cinema]]></category>
		<category><![CDATA[film]]></category>
		<category><![CDATA[Klaus - I segreti di Natale]]></category>
		<category><![CDATA[La vita è meravigliosa]]></category>
		<category><![CDATA[Love Actually]]></category>
		<category><![CDATA[Natale]]></category>
		<category><![CDATA[Vacanze di Natale '95]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.magzine.it/?p=49351</guid>
		<description><![CDATA[Con il Natale ormai alle porte, gli schermi televisivi – e l’anno scorso anche cinematografici – si riempiono di film a tema. Noi di Magzine abbiamo deciso di seguire questa ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img width="631" height="349" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2020/12/Love-Actually-2.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="Love Actually 2" /></p><p><strong>Con il Natale ormai alle porte, gli schermi televisivi – e l’anno scorso anche cinematografici – si riempiono di film a tema</strong>. <mark class='mark mark-yellow'>Noi di <em>Magzine</em> abbiamo deciso di seguire questa stessa scia, proponendovi però una varietà notevole in termini di approccio al Natale</mark>: dalla comicità del primissimo dei cinepanettoni alla miriade di colori dei film di animazione, ce n’è per tutti i gusti. <strong>Vi lasciamo con la nostra lista di cinque scelte e vi auguriamo buone feste!</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>EMILIANO DAL TOSO CONSIGLIA: VACANZE DI NATALE &#8217;95</strong></p>
<p>Massimo Boldi e Christian De Sica, ventisei film insieme, incassi record che raggiunsero il loro apice nel 2002 con i 30 milioni di <em>Natale sul Nilo</em>. Ma <em>Vacanze di Natale ‘95</em> è il film più rappresentativo: quello in cui è meglio definita la contrapposizione tra i vezzi da milanese conservatore di Boldi, padre separato in apprensione per il fanatismo della figlia nei confronti di Dylan di Beverly Hills 90210, e la cialtronaggine romana di De Sica, marito dedito al gioco d’azzardo. Lo sfondo è Aspen, Colorado. Su film così, l’Italia si è spaccata in due: critiche per la trivialità del linguaggio e delle situazioni da parte di intellettuali e radical-chic, un sentimento di condivisione popolare per il resto del pubblico. Piacciano o meno, raccontano il nostro Paese tra la fine degli anni ’80 e i primi anni 2000: risate, leggerezza, il sogno possibile di una vita facile e spensierata. Oggi è impossibile anche solo immaginarla. E infatti Massimo e Christian, ormai copia sbiadita e senile di loro stessi, se ne sono andati su Marte.</p>
<p><strong>Disponibile su Amazon Prime</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>GIOVANNI DOMASCHIO CONSIGLIA: KLAUS – I SEGRETI DI NATALE</strong></p>
<p>Stufi delle solite storie di Natale? Ecco un film d’animazione che cambia un po’ la consueta prospettiva. Il vero protagonista di Klaus non è Babbo Natale, raffigurato qui come un artigiano vecchio, burbero, ma dal cuore d’oro. La vicenda parte invece dal postino Jesper, giovane scansafatiche che viene spedito dal padre, presidente dell’”accademia dei postini” britannica, in una gelida isola del circolo polare artico, con l’obiettivo apparentemente impossibile di raggiungere in un anno un traffico di 6mila lettere. Inizialmente interessato solo al raggiungimento di questo traguardo, che permetterebbe a Jesper di continuare a essere mantenuto dal padre e vivere tra gli agi, lo sventurato postino si troverà presto coinvolto in una sfida ancora più ambiziosa: riportare la pace sociale sull’isola di Smeerensburg, tormentata da una faida tra famiglie rivali ormai da tempo immemore. È proprio in quest’impresa di riconciliazione che Jesper troverà due importanti alleati, la maestra elementare Alva e, ovviamente, il buon vecchio Klaus.</p>
<p><strong>Disponibile su Netflix</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>FRANCESCO CASTAGNA CONSIGLIA: A CINDERELLA STORY – CHRISTMAS WISH</strong></p>
<p>Si può ripetere la storia di Cenerentola nel ventunesimo secolo? Certo, specialmente per una ragazza orfana affidata, per uno sfortunato destino, alla matrigna Deirdra che non fa altro che pensare alla gloria delle sue figlie. Kat è una giovane teenager che sogna da sempre di diventare una cantautrice, lavora a “Santaland”, un parco-giochi per bambini che le permette una vita dignitosa, dal momento che Deirdra non le concede l’eredità. Un giorno la famiglia Wintergarden, una delle più ricche del luogo, organizza un galà di beneficenza, alla quale Deirdra vuole partecipare a tutti i costi insieme alle sue figlie per sistemarsi con l’alta borghesia. Ma se è vero che a Natale si è tutti più buoni, c’è sempre un’eccezione che conferma la regola, e un principe azzurro, come da manuale.</p>
<p><strong>Disponibile su Netflix</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>VIVIANA ASTAZI CONSIGLIA: LA VITA È MERAVIGLIOSA</strong></p>
<p>Con la fine di dicembre si fa un bilancio di ciò che sono stati gli ultimi mesi. Facile vedere il 2020 come l’anno nero per eccellenza. Forse qualcuno guarderà al recente passato con scoramento proprio come accade a George Bailey, il protagonista del film di Frank Capra che la notte di Natale decide di suicidarsi per fuggire da quello che gli sembra un problema irreparabile. L’intervento di un angelo, però, cambierà le carte in tavola, mostrando all’uomo cosa sarebbe accaduto al mondo e ai suoi conoscenti se lui non fosse mai nato. Un film sulla bontà e generosità d’animo, da guardare in famiglia non solo perché è Natale, ma perché può farci cambiare il modo di guardare alla realtà, riuscendo a ricordarci sia che fare del bene al prossimo porta sempre i suoi frutti sia che, malgrado le avversità, la vita sa essere davvero meravigliosa.</p>
<p><strong>Disponibile su Google Play e Amazon Prime</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>MARIANNA MANCINI CONSIGLIA: LOVE ACTUALLY</strong></p>
<p>Una commedia romantica e spensierata è ciò che serve dopo un anno tutt’altro che facile. Mettetevi comodi e scegliete il vostro affetto più stabile per godervi le improbabili peripezie di londinesi innamorati. <em>Love Actually</em> ha un innegabile pregio: unisce due cose che scaldano il cuore, come l’amore e il Natale. Con il suo ottimismo surreale, il film incanta i sognatori e diverte gli scettici, che – senza ammetterlo – finiranno per cedere alla magia di un sentimento universale nato sotto le mille lucine che scaldano Londra durante il periodo natalizio. Le musiche della tradizione e il cast stellare infonderanno una buona dose di speranza e umorismo; perché se è impossibile sottrarsi all’amore, è altrettanto consigliabile non lasciarselo sfuggire.</p>
<p><strong>Disponibile su Netflix</strong></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.magzine.it/cineweek-xiii-film-di-natale/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Cineweek XI &#8211; Le migliori serie tv del 2020</title>
		<link>http://www.magzine.it/cineweek-xi-le-migliori-serie-tv-del-2020/</link>
		<comments>http://www.magzine.it/cineweek-xi-le-migliori-serie-tv-del-2020/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 06 Dec 2020 08:58:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Francesco Castagna]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[2020]]></category>
		<category><![CDATA[amazon prime video]]></category>
		<category><![CDATA[Cineweek]]></category>
		<category><![CDATA[hbo]]></category>
		<category><![CDATA[Hunters]]></category>
		<category><![CDATA[Netflix]]></category>
		<category><![CDATA[Normal people]]></category>
		<category><![CDATA[serie tv]]></category>
		<category><![CDATA[sky]]></category>
		<category><![CDATA[The Haunting of Bly Manor]]></category>
		<category><![CDATA[The Midnight Gospel]]></category>
		<category><![CDATA[Westworld]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.magzine.it/?p=48990</guid>
		<description><![CDATA[Una tradizione che non verrà interrotta dalla pandemia è quella delle classifiche di fine anno. Anzi, forse è l&#8217;unica che il Coronavirus ha finito per rafforzare, obbligati come siamo a ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1400" height="788" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2020/12/hero-cobb-midnight-aiga.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="hero-cobb-midnight-aiga" /></p><p><strong>Una tradizione che non verrà interrotta dalla pandemia è quella delle classifiche di fine anno</strong>. Anzi, forse è l&#8217;unica che il Coronavirus ha finito per rafforzare, obbligati come siamo a stare a casa, davanti al pc o al televisore. <mark class='mark mark-yellow'>Quindi eccoci qui, con una lista di cinque fra le migliori serie tv uscite in questo 2020. Ogni redattore di <em>Magzine</em> ha scelto quella che gli è piaciuta di più, fra miniserie, nuove stagioni di serie già iniziate gli scorsi anni e altre che hanno debuttato proprio quest&#8217;anno.</mark></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>MARIANNA MANCINI CONSIGLIA: NORMAL PEOPLE</strong></p>
<p>Per onestà, occorre ammettere che il primo amore, anche a distanza di anni, rimane una faccenda da maneggiare con cura. Marianne e Connell frequentano l’ultimo anno di liceo a Sligo, città dell’omonima contea bagnata dall’oceano Atlantico, nel nordovest d’Irlanda. Lei è una studentessa brillante, derisa, sprezzante. Lui è diligente, sportivo, ossequiato. Entrambi irrisolti, condividono un’intelligenza spietata. Si innamorano, di nascosto, completandosi. Sono calamite. Tratta dal romanzo della giovane Sally Rooney, la serie delinea con introspezione le sfaccettate personalità dei suoi protagonisti, sognatori in bilico tra istinti autopunitivi e naturale attrazione. I loro ruoli si ribaltano arrivati al Trinity College, ma Marianne e Connell continuano a desiderarsi, perché solo insieme trovano il coraggio di perdonarsi ed essere migliori. Ecco, guardando <em>Normal people</em> penserete «Me lo sarei meritato anche io un primo amore così».</p>
<p><strong>Disponibile su StarzPlay</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>VIVIANA ASTAZI CONSIGLIA: WESTWORLD</strong></p>
<p>Benvenuti a Westworld, il parco tematico dove tutto è concesso. Sì, proprio tutto: anche soddisfare quelle pulsioni che la società civile ripudia. Nessuno vi biasimerà; i residenti sono a vostra disposizione per essere amati, violentati, torturati, uccisi e non si lamenteranno di nulla: d’altronde, sono androidi così obbedienti e sofisticati da non poter essere distinti da un normale essere umano. Provate però a chiedervi che cosa accadrebbe se, di colpo, cominciassero a ribellarsi. Risposta: <em>non potete neanche immaginarlo</em>.</p>
<p>Uscita nel 2016 e giunta quest’anno alla terza stagione, <em>Westworld</em> mescola atmosfere western, sci-fi e thriller sconvolgendo tutte le convinzioni dello spettatore, chiamato non solo a riflettere su morale, etica e libero arbitrio, ma anche a domandarsi cosa significa essere umani e perché crediamo di essere superiori a tutte le specie – viventi e non – che ci circondano.</p>
<p><strong>Disponibile su Sky on Demand e in Blu-ray</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>GIOVANNI DOMASCHIO CONSIGLIA: THE MIDNIGHT GOSPEL</strong></p>
<p>Dal creatore di <em>Adventure Time</em>, serie rivolta ai giovanissimi ma che ha riscosso successo anche in un pubblico più maturo, arriva questa volta un prodotto rivolto ad un’audience adulta e, possibilmente, anche con una soglia d’attenzione sopra la media. <em>The Midnight Gospel</em> giocherà infatti con la vostra mente, mentre il protagonista, Clancy, si muoverà tra mondi dai colori sgargianti, in un multiverso dove magia e scienza si fondono, ed interagirà con individui tra loro radicalmente diversi, affrontando conversazioni profonde e articolate quasi non curandosi di tutto ciò che accade attorno. Ogni episodio ha vita propria, ed ospita un personaggio plasmato sulla base di chi, di volta in volta, gli dà voce. Questo porterà Clancy ad intervistare presidenti, mostri, guerrieri e spiriti, tutti in realtà costruiti a immagine e somiglianza di chi li interpreta: medici, scrittori, compositori ed altre figure prese dal panorama mediatico e culturale americano. Una serie in cui filosofia e nonsense si intrecciano, e che rappresenta sicuramente uno dei più interessanti esperimenti visti sul piccolo schermo in questo 2020.</p>
<p><strong>Disponibile su Netflix</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>CLAUDIO ROSA CONSIGLIA: HUNTERS</strong></p>
<p>Immaginate di prendere parte al più disumano movimento nella storia dell’uomo, per poi voltare pagina, cambiare identità e far finta che mai nulla sia successo. Ora invece immaginate di aver assistito inermi a tutta questa crudeltà, e passeggiando per le vie di New York rivedere quegli stessi volti che anni prima furono l’incarnazione del male stesso, rivivendo ogni giorno sulla propria pelle le atrocità subite dagli ebrei.<br />
Tutto questo è <em>Hunters</em>. Dieci puntate in cui viene raccontata la storia di Meyer Offerman &#8211; magistralmente interpretato da Al Pacino &#8211; e tutto il suo team, a caccia di nazisti emigrati negli Stati Uniti. Un racconto dove bene e male non si distinguono più, e giusto e sbagliato diventano solo dei termini per determinare azioni fatte oppure no. Perché in fondo, in alcuni casi, la miglior vendetta è la vendetta.</p>
<p><strong>Disponibile su Amazon Prime Video</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>FRANCESCO CASTAGNA CONSIGLIA: THE HAUNTING OF BLY MANOR</strong><br />
Curioso e smaniante di conoscere il seguito di <em>Hill House</em>, chi vede <em>Bly Manor</em> si aspetta di avere una nuova serie di angosciosi eventi. E invece no, o meglio, non come vengono presentati in <em>Hill House. Bly Manor</em> è per i sensibili. Dedicata a tutti gli animi empatici che vedono anche nelle avventure più tormentate una vena profonda, complice anche un’eccezionale narrazione, che riesce a rendere l’atmosfera tra il cupo e il fiabesco. L’arrivo inaspettato e significativo di Dani, dopo essersi trasferita da New York in Inghilterra, per svolgere il ruolo di giovane istitutrice nella tenuta di Bly Manor per due bambini, Flora e Miles, darà inizio ad una nuova vita per la giovane americana. Una storia che già dall’inizio presenta alcuni segreti e stranezze, che con il tempo si rivelano sempre più impossibili da nascondere o da ignorare. Una serie dove il protagonismo è messo da parte perché ad ogni personaggio è dato il giusto valore. Chi ha visto <em>The Others</em> sicuramente apprezzerà.</p>
<p><strong>Disponibile su Netflix</strong></p>
<div id="gtx-trans" style="position: absolute; left: 131px; top: 98px;"></div>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.magzine.it/cineweek-xi-le-migliori-serie-tv-del-2020/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Aids, per non abbassare la guardia</title>
		<link>http://www.magzine.it/aids-per-non-abbassare-la-guardia/</link>
		<comments>http://www.magzine.it/aids-per-non-abbassare-la-guardia/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 01 Dec 2020 11:01:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Francesco Castagna]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Inchieste]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.magzine.it/?p=48796</guid>
		<description><![CDATA[Prima giornata mondiale della salute, la Giornata mondiale per la lotta contro Aids è oggi una delle principali ricorrenze per sensibilizzare la popolazione sulla cura della malattia Hiv e anche ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img width="2385" height="1500" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2020/12/aids-russia.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="Activists form a red ribbon, the symbol of the worldwide campaign against AIDS, made from paper tulips as they take part in the campaign and also mark International Volunteers&#039; Day in the city of Rostov-on-Don" /></p><p>Prima giornata mondiale della salute, la <strong>Giornata mondiale per la lotta contro Aids</strong> è oggi una delle principali ricorrenze per sensibilizzare la popolazione sulla cura della malattia Hiv e anche per diffondere solidarietà verso coloro che ne sono affetti.<mark class='mark mark-yellow'>Secondo dati Oms, 36,9 milioni di persone nel mondo convivono con la sindrome da immunodeficienza acquisita, e di queste oltre 35 milioni sono morte a causa di questa malattia del sangue</mark>. Si tratta infatti di una delle pandemie più distruttive della storia.<mark class='mark mark-yellow'>Nonostante i progressi scientifici per il trattamento e le leggi di protezione per le persone affette dalla sindrome, il numero delle persone che contraggono l’HIV non diminuisce. Secondo un rapporto di Unaids l’accesso alla cure è aumentato e le terapie riducono la possibilità di trasmissione di circa il 97%, soprattutto dalle madri ai bambini</mark>. Ma non è abbastanza.</p>
<p>Secondo molti attivisti,<mark class='mark mark-yellow'>l’unica profilassi efficiente sarebbe un ritorno ad una chiara campagna di sensibilizzazione sul tema da parte delle istituzioni</mark>. Se infatti la comunità scientifica è in attesa da almeno 32 anni di un vaccino, le associazioni di tutto il mondo non hanno smesso di sensibilizzare sulle modalità di trasmissione del virus dell’Hiv e sull’importante uso del preservativo come strumento di prevenzione. Non è quindi pensabile che l&#8217;agenda politica releghi l&#8217;attenzione a questo tema solamente un giorno all&#8217;anno, perché le infezioni continuano ad avvenire ogni giorno. Ma la percezione del pericolo, tra la più ampia popolazione, resta bassa.</p>
<p><mark class='mark mark-yellow'>Magzine, nella giornata mondiale per la lotta contro l&#8217;Aids, ha interpellato le associazioni <i>The Bridge, Lila, Milano checkpoint </i>per sapere come affrontano questa realtà e come assistono chi è affetto dalla malattia</mark>. E, poiché è importante non ricordarsi di tutto questo una sola volta l&#8217;anno,<mark class='mark mark-yellow'>abbiamo ripercorso quasi un secolo di storia, attraverso le industrie mondiale della moda e dello spettacolo che sono state pioniere nella consapevolezza sul fenomeno e nella lotta verso lo stigma sociale</mark>.</p>
<ul>
<li style="text-align: justify;"><a href="http://www.magzine.it/hivaids-una-pandemia-lunga-cento-anni/"><b>Hiv/Aids, una pandemia lunga cento anni</b></a></li>
<li style="text-align: justify;"><a href="http://www.magzine.it/massimo-oldrini-racconta-lhiv-cose-cambiato-dagli-anni-ottanta/"><strong>Massimo Oldrini racconta l&#8217;Hiv: cosa è cambiato dagli anni Ottanta?</strong></a></li>
<li style="text-align: justify;"><a href="http://www.magzine.it/rosaria-iardino-quando-la-campagna-di-sensibilizzazione-era-nel-gesto/"><strong>Rosaria Iardino, il potere di un bacio</strong></a></li>
<li style="text-align: justify;"><a href="http://www.magzine.it/milano-check-point-uno-spazio-per-sconfiggere-lhiv/"><strong>Milano Check Point, uno spazio per sconfiggere l&#8217;Hiv</strong></a></li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.magzine.it/aids-per-non-abbassare-la-guardia/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

<!-- Performance optimized by W3 Total Cache. Learn more: http://www.w3-edge.com/wordpress-plugins/

Page Caching using disk: enhanced
Database Caching 1/20 queries in 0.086 seconds using disk
Object Caching 1539/1704 objects using disk

 Served from: www.magzine.it @ 2026-04-17 22:12:39 by W3 Total Cache -->