Nel panorama cinematografico italiano, Alessandra Gonnella si distingue per la sua capacità di raccontare storie potenti con uno sguardo internazionale. La regista, una giovane cineasta di Montebelluna (Treviso) di 29 anni, che vive a Londra da dieci, ha recentemente portato sullo schermo Miss Fallaci, una serie ispirata alla giovinezza di Oriana Fallaci. Un progetto nato da un cortometraggio girato nel 2019 e che, grazie al successo ottenuto, ha aperto la strada per un racconto più ampio.

Dall’idea iniziale alla serie TV

L’idea di raccontare un episodio poco noto della vita di Oriana Fallaci ha preso forma nel cortometraggio d’esordio di Gonnella, A cup of coffee with Marilyn, con protagonista Miriam Leone. Il film si concentrava sull’intervista mai avvenuta tra la giornalista e Marilyn Monroe. «Era un progetto ambizioso, ma non pensavo di andare oltre il formato breve», racconta la regista. Tuttavia, il corto ha ricevuto ottimi riscontri in Italia e all’estero. «Molti mi dicevano che sembrava il pilot di qualcosa di più grande», aggiunge Gonnella. Durante il lockdown del 2020, la regista ha colto l’occasione per rileggere le opere di Fallaci, tracciando così la struttura di una serie in otto episodi, andata in onda su Rai 1 lo scorso febbraio e ora disponibile su RaiPlay.

L’influenza della formazione internazionale

Studiare cinema a Londra ha influenzato profondamente il suo approccio narrativo. «Londra è un ambiente incredibile, ricco di stimoli culturali», spiega Gonnella. «Mi ha permesso di osservare l’Italia da una prospettiva esterna e di sviluppare una visione più internazionale del cinema». Questo aspetto si riflette in Miss Fallaci, una serie con dialoghi in italiano e in inglese, pensata per superare i confini della fiction tradizionale italiana.

Il rapporto con l’eredità di Oriana Fallaci

Nel processo di sviluppo del progetto, Gonnella si è documentata su precedenti trasposizioni della vita della giornalista. «Avevo visto la miniserie “Oriana” con Vittoria Puccini e alcuni documentari, ma non c’erano molti progetti che esplorassero la sua giovinezza», spiega. Questo vuoto narrativo l’ha spinta a raccontare la fase meno conosciuta della vita di Fallaci, con l’intento di creare una narrazione che, in futuro, potrebbe svilupparsi ulteriormente: «Noi lo vorremmo, ma la decisione spetta ai produttori. Io sarei felice di continuare a raccontare Oriana in qualsiasi forma».

La ricostruzione storica

Per garantire autenticità alla serie, il team di produzione ha collaborato con Edoardo Perazzi, nipote di Fallaci e custode del suo archivio. «È stato un aiuto fondamentale: ha condiviso aneddoti preziosi e dettagli storici che ci hanno permesso di costruire un ritratto fedele della giornalista», racconta Gonnella. Oltre a questo, la produzione ha condotto ricerche approfondite, studiando gli scritti di Oriana e consultando materiali d’epoca.

Un progetto che guarda al futuro

“Miss Fallaci” non è solo un omaggio alla grande giornalista, ma anche un’opera che esplora il passaggio dalla giovinezza all’età adulta, tema centrale sia nella serie che in uno dei libri preferiti di Gonnella, Penelope alla guerra. «Oriana aveva una doppia identità: scriveva sia romanzi che inchieste. Questo libro segna un momento cruciale della sua crescita personale e professionale, un aspetto che abbiamo voluto raccontare nella serie», conclude.

La serie, ideata da Gonnella con Diego Loreggian, è prodotta da Paramount Television International Studios e Minerva Pictures in coproduzione con Redstring ed è diretta dalla stessa Gonnella affiancata da Luca Ribuoli e Giacomo Martelli.