La stazione di Milano Porta Garibaldi ha subito i disagi maggiori, secondo le forze dell’ordine. E’ un fatto proporzionale. Porta Garibaldi ha un maggiore afflusso di convogli regionali di TreNord, rispetto ai servizi delle Ferrovie dello Stato e di Italo. Qualche fortunato che non ha subito alcun disagio dalla vertenza sindacale, c’è. Come Giovanni Foria: “Torno da un viaggio in Sicilia e sono diretto ad Ormelletto in provincia di Novara. Sono arrivato questa mattina in stazione Centrale e il treno era addirittura in anticipo”.
Solo 8mila passeggeri hanno usufruito del bonus di viaggio per le 24 ore di sciopero: sito di TreNord in tilt, impossibili gli acquisti
I ritardi si sono riversati non solo sui tabelloni, ma anche nelle biglietterie e nei servizi online. Lorenzo Lupi, 21enne di Gallarate, è stato uno degli 8 mila passeggeri ad incassare il bonus trasporti da 60 euro. I fondi sono esauriti in due ore. Non è riuscito ad attivarlo sul sito di Trenord che è bloccato da questa mattina. “Dal sito mi da errore: non riesco a pagare il nuovo biglietto con il bonus”. Non è l’unico inconveniente che Lorenzo ha dovuto affrontare: “Ieri ero al concerto di Ludovico Einaudi e dovevo tornare a casa, ma i treni erano stati tutti cancellati. Per fortuna, un mio amico mi ha ospitato per questa notte”.
I lavoratori della stazione toccano con mano i malumori dei passeggeri. Rosa Guaman, l’edicolante dei binari, commenta: “Tra ieri e oggi ho venduto molti meno biglietti. Con tutti questi scioperi non si riesce più a lavorare. La gente è stufa perché i viaggi costano tanto, i treni accumulano ritardi da 40 o 50 minuti e i rimborsi sono sempre più difficili da ottenere”.
Il sistema dei trasporti ferroviari non garantisce una copertura adeguata anche nei giorni di regolare servizio. I giorni di sciopero non sono gli unici in cui si verificano dei disservizi. Kamara Kalifalah percorre la tratta Milano Garibaldi-Varese per lavoro: “Non è la prima volta che cancellano il mio treno per Varese, oggi però è un casino. E’ così, non possiamo farci nulla”. C’è sconforto nelle parole di Kamara che non crede in un cambiamento rapido della situazione.
In pochi conoscono le ragioni dei lavoratori che hanno scelto di bloccare le stazioni italiane. Alesia Yanovska ammette: “Non ero a conoscenza delle motivazioni sindacali. Dovevo prendere un treno per Legnano perché lavoro lì. Oggi non credo di riuscire ad arrivare in tempo”. Una volta apprese le cause dei ritardi, si è mostrata coinvolta: “Non penso sia giusto perdere la vita sul posto di lavoro: il sistema ferroviario dovrebbe essere messo in sicurezza”.
Gli addetti ai lavori non commentano. Negli uffici Trenord del piano superiore della stazione Garibaldi c’è tensione: il responsabile delle relazioni pubbliche nega le interviste alla stampa.