Oltre Atlantico è una serie in tre puntate con l’obiettivo di raccontare il 2020 statunitense facendo passare sotto la lente d’ingrandimento tre movimenti politici – presenti, in modo e misura diverse anche in Italia – per esplorarne i fenomeni alla base e suggerire qualche risposta sugli scenari futuri. Quanto accade al di là dell’Oceano ci riguarda e l’indagine è un lungo viaggio lungo le rotte della nostra dipendenza culturale e d’immaginario, prima che politica, dagli States. La prima puntata è dedicata a QAnon.
Nulla quanto l’immondizia, lo scarto, il rifiuto può far comprendere a che punto si trovi l’Occidente – meglio ancora se culturale, intellettuale, psichica.Niente può spiegare di più e meglio di certi angoli male illuminati, forse anche sudici e in definitiva poco raccomandabili del web la trasformazione del grande sogno liberal-democratico di interdipendenza e dialogo tra individui nell’incubo claustrofobico di miseria e sospetto all’attenzione di tutti da un po’ di tempo a questa parte. Come di consueto, l’ultima novità arriva dai luoghi dove tutto è cominciato e ha preso forma: gli Stati Uniti.
Di cosa parliamo quando parliamo di QAnon. Teoria della cospirazione, gioco di ruolo, setta segreta, movimento politico, culto clandestino o rete terroristica – almeno in potenza:QAnon è molte cose, una alla volta o tutte insieme, ma ha incontrato la propria fortuna come cornice narrativa attorno a molteplici teorie con origini meno recenti rispetto alla sua nascita. Secondo tale racconto, sarebbe in corso una lotta di potere sotterranea tra il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump, eletto e sostenuto dai veri patrioti, e una cabala di pedofili satanisti coperta dal deep state – l’insieme di poteri forti col compito d’influenzare la vita politica statunitense –, appoggiata dal Partito Democratico, difesa dalle star di Hollywood e prezzolata dall’alta finanza guidata da uomini d’affari come Bill Gates e George Soros. Bizzarro? Secondo alcuni, credibilissimo.
QAnon è una teoria della cospirazione secondo la quale sarebbe in corso una lotta di potere sotterranea tra il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, eletto e sostenuto dai veri patrioti, e una cabala di pedofili satanisti coperta dal deep state e appoggiata dal Partito Democratico
Allo stesso modo, vengono considerate vere molte altre supposizioni, tutte allo stesso modo inverificabili. Teatro di una di esse sarebbeun ristorante con sede a Washington D.C, il Comet Ping Pong, nel cui seminterrato esponenti del Partito Democratico e celebrità del mondo dello spettacolo si darebbero appuntamento per organizzerebbe orge sataniche durante le quali abusare di minorenni – il caso, ribattezzato Pizzagate, ha attirato sul locale l’attenzione morbosa di molti squilibrati, uno dei quali entrato nel locale armi in pugno nel dicembre 2016 convinto di trovare nel seminterrato le prove di simili fantasie. «Nonostante l’infondatezza della vicenda sia stata dimostrata da numerose testate tra i più autorevoli con prove alla mano, nella galassia complottista statunitense la sensazione secondo cui la cricca stesse evitando di saldare il proprio conto con la giustizia è sopravvissuta» racconta Leonardo Bianchi, news editor di VICE Italia ed esperto dei movimenti dell’estrema destra globale.
Un’altra ipotesi, anche questa inverosimile, riguarderebbe il passatempo preferito della rete di pedofili satanisti: il rapimento di bambini per prelevare dai loro corpi una sostanza, l’adrenocromo, da bere per assicurarsi l’eterna giovinezza. Il rituale presenta analogie inquietanti con l’antica accusa del sangue, rivolta agli ebrei – colpevoli di bere plasma adrenalinizzato estratto da bambini cristiani – a partire dall’XI secolo, pretesto, nel corso dei secoli, per pianificare e compiere spaventosi pogrom ad ogni latitudine.
Nel passaggio verso epoche meno remote,la fervida immaginazione degli affiliati non risparmia neppure la dinastia Kennedy: John Kennedy Jr., morto in un incidente aereo nel luglio 1999, sarebbe in realtà ancora vivo, nascosto da qualche parte e in attesa del momento giusto per uscire allo scoperto e appoggiare Trump – del resto, la data d’inizio del dominio occulto dell’establishment sul Paese seguirebbe proprio il tragico omicidio del Presidente della Nuova Frontiera a Dallas (Texas) nel novembre 1963 e ne costituirebbe in qualche modo il movente.
Quale sarebbe il minimo comune denominatore di speculazioni così diverse tra loro? «La loro intima essenza ascientifica, antidemocratica e antisociale: ascientifica perché le teorie della cospirazione diffidano della scienza e sfuggono al metodo scientifico – ritengono, quindi, che ogni fatto sia verificabile e proprio perciò adottano spesso forzature a livello logico-argomentativo pur di dare giustificazione agli avvenimenti in esame; antidemocratica perché, almeno in teoria, i sistemi democratici si fondano sulla trasparenza, mentre un complottista cerca sempre la segretezza; antisociale perché, facendo perno sulla paura, insinuano tra i componenti del corpo sociale un’incertezza sulla presenza di una minaccia ad opera di avversari da togliere di mezzo» elenca Raffaele De Mucci, ordinario di Sociologia dei fenomeni politici all’università LUISS Guido Carli.
Come si arriva fin qui.La massiccia diffusione di QAnon ha avuto inizio nell’ottobre 2017 su 4chan – un forum su cui sono sorte e hanno raccolto proseliti numerose sottoculture digitali: nel suo primo post Q, sedicente talpa all’interno delle istituzioni, dava per imminente l’arresto di Hillary Clinton e di altri politici democratici. Da quel momento in poi, un crescendo, anche su altre piattaforme come Facebook o Reddit. Al successo di QAnon ha contribuito non poco la sua natura partecipativa e collaborativa: l’utente anonimo Q lascia messaggi in codice e ai suoi fedeli spetterà il compito di decifrarli; questi ultimi, dal canto loro, credono nell’infallibilità di Q e dei suoi drops, chiave per accedere ad un realtà inconfessabile e perciò proibita.Sul piano collettivo, l’obiettivo più immediato del graduale percorso di ricerca della verità sarebbe il great awakening, mentre – secondo le scritture di Q – lo scopo finale della setta risiederebbe nel completo sradicamento del governo invisibile dal suolo americano. Senza esclusione di colpi: «Quando nel primo post Q parlava dell’arresto di Hillary Clinton e di altri elementi criminali, faceva riferimento ad un arresto extragiudiziale con successiva detenzione in un campo di prigionia, il carcere militare di Guantanamo: uno scenario tanto improbabile quanto tetro, alimentato forse da fantasie golpiste», precisa Bianchi. Tra la prima e l’ultima tappa, come fase intermedia, sarebbe necessario garantire, attraverso la rielezione di Donald Trump alla Casa Bianca, il proseguimento dello scontro personale del tycoon con i suoi nemici.
Chi ci crede e perché. Quasi all’alba del 2021,la trasversalità del fenomeno su base generazionale, razziale, geografica, di reddito e d’istruzione rende poco netto ed immediato qualsiasi tipo d’identikit del seguace di QAnon: «Di recente persino influencer di salute e wellness – persone, almeno in teoria, lontanissime dalle premesse ideologiche dell’alt-right – hanno cominciato a utilizzare le parole d’ordine del movimento». Uno degli elementi di coesione di soggetti così eterogenei è dato dall’appartenenza religiosa: «Molti sostenitori sono di confessione evangelica e per certe sue caratteristiche la setta è paragonabile ad una versione più politicizzata e radicale dell’avventismo, i cui fedeli aspettano la seconda discesa di Gesù Cristo sulla Terra». Malgrado tutto, sembra complicato delineare il ritratto di un complottista in generale: «Al contrario dello slittamento verso il terrorismo – il quale richiede una partecipazione attiva e deriva da ricorrenze psichiatriche –, si rimane nel campo dell’adesione alle idee» sottolinea Costanza Jesurum, psicoanalista e terapeuta. Il problema non riguarderebbe neppure fenomeni di privazione accentuati dalle condizioni economiche di crisi, quanto l’indebolimento della capacità di distinguere tra verità e menzogna: «Uno dei motivi lampanti della diffusione del complottismo in Occidente è l’avvento di Internet:se, da un lato, la rete ha democratizzato il sapere e consentito ad un numero sempre maggiore di persone un accesso più semplice a risorse prima meno raggiungibili, dall’altro, ha danneggiato in modo serio quell’insieme di meccanismi mentali indispensabili per gerarchizzare le informazioni e le fonti da cui esse provengono. Quando si parla della mancata capacità di decodifica ci si riferisce alla perdita progressiva di cornici semantiche grazie alle quali inserire una notizia o un evento nel giusto contesto, dandogli il dovuto peso: in sua assenza, l’autorevolezza finisce per derivare da suggestioni, indizi e ipotesi di senso» continua Jeusurum. A cosa attribuire la responsabilità di tutto ciò? «A tante cause, quasi tutte afferenti con la mancanza di funzioni di controllo e principii di autorità: la presenza sullo stesso grado, mediato dal mercato, di fonti potabili e fonti degradate; la mancanza di garanzie e responsabilità circa un grado minimo di autorevolezza nell’informazione, nella comunicazione e nella cultura; non ultima la legittimazione, ormai venuta meno, dei cittadini a questo sistema». Eppure, riguardo alla necessità umana soddisfatta dal fenomeno del complottismo, non si può negare quanto esso svolga una funzione di socializzazione e coesione tra piccoli gruppi tribali rispetto ad un tessuto sociale più ampio, spesso sfilacciato e all’interno del quale, senza supporto, gli individui che ne fanno parte si muoverebbero come particelle. Il ricorso al pensiero magico, poi, renderebbe possibile la ricerca e la scoperta di un capro espiatorio. Senza dimenticare le enormi trasformazioni della realtà, di fronte alle quali moltissimi si ritrovano disorientati e confusi.È il segno dei tempi: «Sul piano politico, l’ideologia durante le fasi di progresso si trasforma in utopia e nelle fasi di regresso si trasforma in mito – e in questo periodo storico sperimentiamo quest’ultima opzione», spiega De Mucci.
Quando si dice di lotta e di governo. Nell’attesa che gran parte dei cittadini americani si destino dal sonno, si avvicinano – come detto – le elezioni presidenziali di novembre el’eventualità per cui vengano eletti al Congresso e al Senato parlamentari legati a QAnon è ormai data per scontata – anche se già nella legislatura corrente una decina tra deputati e senatori hanno sposato, per intero o a pezzi, la narrazione del gruppo. Una delle candidate la cui entrata in Parlamento può dirsi sicura è Marjorie Taylor Green per lo stato della Georgia. «Dal suo profilo si può capire cosa è lecito aspettarsi dagli affiliati a QAnon una volta fatto ingresso nelle istituzioni: la Green è una fanatica delle armi, più volte accusata di antisemitismo e islamofobia e piuttosto disposta ad accusare di pedofilia ogni avversario politico – tutto ciò col placet dell’inquilino dello Studio Ovale», illustra Bianchi.
Il placet, appunto: fatto inedito nella storia delle teorie del complotto,QAnon è più o meno apertamente sostenuta dal Presidente degli Stati Uniti e da una porzione non trascurabile del Partito Repubblicano, particolare in grado di porlo su un piano del tutto diverso rispetto alle premesse da cui era partito. «Quanto ad influenza, potrebbe essere paragonato al Tea Party» – l’ala estrema del Partito Repubblicano che affiancò Sarah Palin come vice-presidente a John McCain nel ticket per le presidenziali del 2008. «Quell’insieme di circoli conservatori riuscirono a far scivolare tutto il partito più a destra e molti esperti concordano sull’impossibilità di riuscita della scalata di Trump prima alla nomination repubblicana e in seguito alle elezioni presidenziali nel 2016 se entrambe non fossero stata precedute, anni prima, dall’ascesa del Tea Party. Lo stesso potrebbe succedere in futuro, stavolta con un protagonista differente».
Quali provvedimenti licenzieranno, non è dato saperlo se non per contrarietà e approssimazione: isolazionismo, difesa ad oltranza dell’uso delle armi e della famiglia tradizionale, netto contrasto ai diritti delle minoranze – ecco, in breve, le linee guida dell’armamentario ideologico, di pura marca reazionaria, del sottobosco complottista. «Questo è successo negli ultimi anni a livello locale nei singoli stati federali, dove QAnon ha scelto di appoggiare di volta in volta determinati candidati in corsa, a seconda dei casi».
Mano sul libro per giurare sulla Costituzione prima del debutto in società, fucile nell’altra per far rispettare il risultato elettorale oppure contestarlo. Nel frattempo, tenersi preparati. Stand back and stand by è il loro motto in USA
Mano sul libro per giurare sulla Costituzione prima del debutto in società, fucile nell’altra per far rispettare il risultato oppure contestarlo – nel frattempo, tenersi preparati. «Stand back and stand by» («Restate in disparte e state pronti») ha intimato Trump ai propri supporters a mano armata durante il primo dibattito televisivo contro l’avversario democratico Joe Biden, quando gli è stato chiesto di condannare le aggressioni delle milizie di suprematisti bianchi.Anche per QAnon la dimensione della violenza politica non è estranea all’orizzonte degli eventi, ancor più se l’esito delle urne nascondesse una coda avvelenata da proteste, scontri di piazza e saccheggi oppure dall’accusa di brogli. La disponibilità di armi da fuoco per ogni cittadino americano e l’attività su tutto il territorio nazionale di falangi armate composte da nazionalisti rendono inevitabile il confronto con un frame narrativo comune nell’estrema destra statunitense: la Seconda guerra civile americana – profezia che rischia di auto-avverarsi nel prossimo futuro in un circolo vizioso tra la sua inevitabilità e la sua auspicabilità. «Di fatto, il movimento sta già attraversando la sua deriva violenta: nel giugno 2018 un seguace armato fino ai denti ha bloccato la diga di Hoover (Nevada); un altro ha ucciso un boss mafioso a Staten Island (New York); in più, altri crimini sono stati compiuti in suo nome – tentativi di rapimento di bambini o di assassini politici inclusi».
No mask, anti-vax, negazionisti del Covid-19, comitati contro l’installazione delle reti 5G, popolo delle mamme, gilet arancioni, militanti impegnati nella denuncia della «dittatura sanitaria»: in Italia i QAnonisti sono qui
L’onda lunga del complotto. «Americanate!» si sarebbe tentati di tagliar corto per liquidare tutto ciò come si farebbe per qualsiasi vicenda in grado di preoccuparci se non in minima parte. Nient’affatto.Seppur da poco, le teorie di QAnon hanno attraversato l’Atlantico per raggiungere l’Europa e cominciare a raccogliere simpatia e consenso anche in Germania, Francia e Italia, servendosi dell’emergenza sanitaria nei primi mesi del 2020 e del successivo malcontento per la sua gestione come del veicolo più rapido ed efficace per propagarsi. No mask, anti-vax, negazionisti del Covid-19, comitati contro l’installazione delle reti 5G, popolo delle mamme, gilet arancioni, militanti impegnati nella denuncia della «dittatura sanitaria»: questo il mosaico di sigle sotto cui alcuni cittadini, spesso lasciati soli e in molti casi esasperati, sono scesi in piazza nelle ultime settimane fianco a fianco con soggetti all’attenzione dei servizi e della magistratura. L’associazione promotrice dell’ultimo raduno, tenutosi a Roma all’inizio di settembre, si chiama Salviamo i bambini dalla dittatura sanitaria – assai strana anche l’aggiunta della locuzione -pedofilia al nome della pagina su Facebook: perché porre tanta enfasi sui minori quando le norme anti-contagio riguardano tutti e come mai il riferimento al loro abuso?
Chi – pensavo – potesse aiutarmi a capire se i deliri di Q fossero o meno arrivati in Italia è Maurizio Blondet, ex giornalista, blogger di area cattolico-tradizionalista e «vecchio complottista» – così si definisce, non senza un’ombra di compiacimento, quando gli chiedo di accettare un colloquio con il sottoscritto. Raggiunto al telefono, non scioglie i miei dubbi:dichiara di sapere poco sul movimento, considerandolo però responsabile di combinare insieme pezzi di realtà (il Pizzagate e l’effettiva esistenza del deep state) con curiose invenzioni (tutto il resto); di ritenerlo – oltre che poco affidabile perché infiltrabile da qualsiasi servizio segreto – un’esclusiva statunitense e di non credere alla possibilità per cui possa uscire dai meandri della rete. Il giorno successivo all’intervista pubblica sul suo blog un attacco contro l’autore di questo articolo: senza far menzione dei suoi dati anagrafici, sostiene di essere stato interrogato – lasciando intendere l’uso, mai avvenuto, di metodi da questurino –, giudica tendenziose le domande poste, prosegue con una lunga requisitoria sulla fake news dell’arrivo di QAnon in Europa – a suo dire, diffusa dai media mainstream in un tentativo di caccia alle streghe –, infine conclude facendo sapere che ha registrato la chiamata, conosce il nome e cognome e possiede il numero di telefono dell’interlocutore. Per quale ragione? Vai a sapere.
Nel caso in cui Trump continuasse a risiedere alla Casa Bianca, QAnon potrebbe funzionare come nuovo network globale dell’estrema destra
Per concludere.Teoria del complotto, gioco di ruolo, setta segreta, movimento politico, culto clandestino o rete terroristica – almeno in potenza: QAnon è molte cose, una alla volta o tutte insieme. Eppure, alla luce degli sviluppi di quest’indagine, il suo destino potrebbe riservare più di qualche sorpresa. Nel caso in cui Trump continuasse a risiedere alla Casa Bianca, QAnon potrebbe funzionare come nuovo network globale dell’estrema destra: del resto, nel Vecchio Continente i partiti sovranisti tradizionali appaiono ovunque in affanno, tagliati fuori dai giochi per arrivare al governo e indeboliti dalla permanenza all’opposizione – la Lega in caduta libera in Italia, il Rassemblement National destinato, almeno per il momento, a non conquistare l’Eliseo per via della resistenza da parte di un vasto fronte repubblicano, Alternative für Deutschland in ribasso in Germania: oltre ai Tories di Boris Johnson in Gran Bretagna, Trump non trova sostegno in Europa. Al contrario, nel caso – ormai più probabile – di una prossima sconfitta,QAnon potrebbe essere utilizzato come una piattaforma ideologica modellata ad personam per immobilizzare il Partito Repubblicano nelle sabbie mobili dell’alt-right: non è un segreto che, inseritosi tra le sue fila da outsider poco prima della vittoria alle primarie per la nomination, il magnate sia stato vissuto sempre malvolentieri dagli altri esponenti del Grand Old Party – prima deriso, poi assecondato, infine accettato per necessità in virtù del suo successo. La prova plastica della reciproca sfiducia tra il Presidente e il suo partito sta nell’elenco di speaker dell’ultima convention, tenutasi ad agosto a Jacksonville (Florida): su una dozzina interventi, ben sei sono stati riservati a membri della sua famiglia.Sempre di più negli anni l’immagine del Partito Repubblicano si è sovrapposta con quella del partito di Trump: una colonizzazione che potrebbe costargli cara e finire da subito sotto il tiro della vecchia guardia se il risultato fosse così sfavorevole da non danneggiare soltanto la sua rielezione, ma addirittura la sopravvivenza degli Stati-roccaforte, storicamente colorati di rosso sulla mappa.
(continua)