«Giusto ieri è passato a prendere un caffè Alice Cooper, il cantante: tu magari non sai nemmeno chi è, ma aveva un concerto al Forum di Assago. Una persona gentilissima. Invece, di personaggi strani ne ho visti a centinaia. Il bello è che, a guardarli, li vedi vestiti in modo distinto, e allora pensi a una persona colta, che non farebbe mai certe cose. Siamo a due passi dal Duomo. Una mattina entra una signora che si presenta così: “Buongiorno, io sono una donna gatto, vorrei un cappuccino”. “Benissimo”, le rispondo.
Mentre lo preparo mi chiede dov’è il bagno: io le dico che è al piano di sopra, e lei sale. A un certo punto rispunta, vestita da donna gatto, come la Catwoman del film: mentre scende per la scala allunga il braccio, fa finta di afferrare qualcosa, come se avesse gli artigli, guarda giù e “arghhh”. Fa i versi da gatto. Tu ridi, eh? Anche io mi son messo a ridere: che dovevo fare? Un’altra volta un signore mi chiede un caffè con un bicchiere d’acqua. Beve il caffè e con l’acqua che ci fa? Se la versa in testa a poco a poco e, voltandosi verso gli altri clienti, inizia a pettinarsi. Lavoro qui da 28 anni, ma faccio il barista da 46: sto scrivendo un libro da pubblicare quando vado in pensione. Vuoi sapere il titolo? Pietro del bar, ovvio».
(Pietro, Bar Freetime, Via Santa Margherita, Duomo)