Il Coronabump – ovvero l’impatto della crisi da Covid-19 sull’informazione – sta offrendo alle testate giornalistiche una grande occasione per incrementare il numero dei lettori e aumentarne la fedeltà. Da un rapporto di Deep BI, società specializzata in data analytics per le imprese, è emerso che il traffico dei siti, tra gennaio e marzo, è aumentato del 90%. Il boom di contatti non sorprende. La gente, infatti, ha bisogno di informazioni su tutti gli sviluppi della crisi sanitaria. La sfida, allora, è quella di approfittare di questo momento per coltivare un pubblico fedele attraverso strategie ben definite. Una volta che gli utenti raggiungono elevati livelli di coinvolgimento, infatti, è più facile che decidano di abbonarsi.

Gli editori hanno seguito strategie diverse per capitalizzare il Coronabump. Il Telegraph, per esempio, ha deciso di non fare eccezioni al suo sistema di paywall tradizionale (che unisce contenuti gratuiti e a pagamento). Ha invece ampliato l’offerta contenutistica con un podcast quotidiano sul Coronavirus, intensificando l’attività sul gruppo Whatsapp, offrendo la consegna gratuita del giornale e dando agli abbonati la possibilità di stampare liberamente l’edizione digitale. Per il quotidiano britannico, marzo è stato il mese più proficuo dal punto di vista del traffico dal referendum del 2016 sul Brexit e gli abbonamenti digitali sono aumentati di quasi il 400% rispetto a gennaio. Il Financial Times, invece, ha reso gratuiti solo i contenuti sul Coronavirus.

Il responsabile del marketing di Deep BI, Hisham Itani, ha spiegato che, in generale, rilassare i paywall non è una mossa aziendale intelligente perché va scardinata l’idea – dannosa per il giornalismo – che non si debba pagare per l’informazione di qualità. Tuttavia, in questo momento storico, il 40% dei cittadini riceve gli aggiornamenti direttamente dal governo, quindi le testate non possono aspettarsi che le persone paghino per leggere le stesse cose che possono sentire in altro modo e da fonti altrettanto autorevoli. Le realtà giornalistiche devono, quindi, impegnarsi nel creare un “valore distinto” che dia ai lettori qualcosa di più del semplice racconto dei fatti.

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