“Voglio vivere senza momenti morti”, diceva Simone de Beauvoir, adottando come stile di vita un moto del 1968. Non era il tipo di intellettuale che stava a guardare. Scendeva in piazza, faceva sentire la sua voce. Scriveva dei suoi amori senza filtri e viveva la vita con libertà. Questo ha raccontato Mauro Trentadue, scrittore, che nel corso di uno degli incontri di BookCity a Milano ha sottolineato l’importanza di continuare a guardare ancora alle grandi pensatrici del passato.

Simone de Beauvoir entrava nel vivo delle cose che scriveva. Come nel 1979, a seguito della rivoluzione iraniana, che portò il paese da monarchia a repubblica islamica. Tra i vari sconvolgimenti politici e sociali anche le donne scesero in piazza per protestare. Precisamente l’8 marzo del 1979, quando si ritrovarono nelle strade principali di Teheran, per combattere un loro diritto: potersi vestire come si vuole, con o senza velo. Ed ecco che entra in scena Simone de Beauvoir: ormai anziana, protesta a sua volta dalle piazze di Parigi e scrive addirittura un appello all’Ayatollah.

L’attualità del pensiero della scrittrice e filosofa francese rivive nelle proteste di piazza in Iran: non è mai morta la ribellione del “secondo sesso”

Oggi, quarantatré anni dopo, in Iran le continue proteste generate dalla morte di Mahsa Amini hanno provocato la morte di quasi quattrocento persone. Ed anche oggi le ragazze che prendono parte alle manifestazioni in piazza possono trarre ispirazione da una donna che scriveva nel “Il secondo sesso” che le donne “dovrebbero potere riconoscere loro stesse per quello che sono e quello che vogliono fare”. Sembra scontato ripetere ancora la necessità di riconoscere l’indipendenza femminile, ma troppe volte anche in Occidente si rivelano profonde differenze tra uomini e donne, sia attraverso stereotipi che disparità salariali.

Cosìil pensiero di Simone de Beauvoir può essere ancora attuale e rilevante nella società odierna. Ancor di più pensando che da intellettuale la filosofa non si è limitata solo a scrivere, ma si è messa in prima fila, per combattere contro le ingiustizie della società. C’è quindi necessità di continuare a studiare personaggi come la de Beauvoir, perché le sue parole e i suoi articoli sembrano commentare la nostra realtà, dimostrando che le donne possono essere anche là dove non le si pensa. E arricchire attraverso la loro visione il pensiero maschile.