“E tu chi sei? Cos’è che vuoi? Un’intervista? A me? Toglitelo dalla testa. Io non rilascio interviste. Le detesto, le ho sempre detestate a cominciare da quelle che facevo ai cosiddetti potenti sulla Terra”. Oriana è seduta sul divano e sta fumando. È irritata dalla domanda che il suo interlocutore immaginario le pone, perché, come dirà lei stessa all’interno del fumetto: “Per essere buona un’intervista deve infilarsi, affondarsi nel cuore, nella vita di un intervistato, con crudeltà”.

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Giuseppe Galeani e Paola Cannatella hanno ideato e realizzato la graphic novel Oriana, una donna libera, edita da Rizzoli. Hanno deciso di rappresentare due Oriane: una l’hanno soprannominata “Orianina”, in sostanza una Oriana-Virgilio che guida il lettore nella sua stessa vita e nelle pagine del loro libro; la seconda, invece, è raffigurata in stile realistico per ripercorrere la storia della giornalista. Il fumetto è suddiviso in otto capitoli e le parole scelte per intitolarli sono delle dicotomie: “Donne e uomini”, “Eroi e tiranni”, “Oriente e Occidente”. Ogni sezione s’ispira a un racconto diverso e si basa sulla sua immensa bibliografia. La Fallaci considerava i suoi libri come dei figli e dunque i due autori per costruire la sceneggiatura si sono affidati ai suoi testi. I titoli sono anche una provocazione e invitano a una riflessione. D’altronde, come conferma la disegnatrice Paola Cannatella, “Oriana ci ha insegnato il valore del dubbio e ad ascoltare chi abbiamo davanti. Forse, infatti, sono le interviste che lei faceva anche ai grandi protagonisti della storia ad essere ricordate di più”. La giornalista ha attirato su di sé giudizi e critiche, proprio per la sua personalità forte e libera, che non si piegava mai a niente e che ha sempre lottato con tutta se stessa per i suoi principi. Come quando, ad esempio, volle iniziare il suo percorso universitario in medicina, in quanto concepiva questa disciplina come una delle forme più complete per scoprire l’essere umano. La scienza e la tecnica sono gli strumenti fondamentali per capire come è fatto l’individuo al suo interno.

Il fumetto è suddiviso in otto capitoli e le parole scelte per intitolarli sono delle dicotomie: “Donne e uomini”, “Eroi e tiranni”, “Oriente e Occidente”. Ogni sezione s’ispira a un racconto diverso e si basa sulla sua immensa bibliografia. La Fallaci considerava i suoi libri come dei figli e, dunque, Paola Cannatella e Giuseppe Galeani si sono affidati ai suoi testi per costruire la sceneggiatura.

“Credo che Oriana Fallaci sia un personaggio fondamentale come donna e giornalista. Innanzitutto per la sua attenzione all’individuo. Oggi c’è bisogno di guardare e intervistare l’individuo come faceva lei. Occorre ricordare che dietro ad ogni mito, in realtà, c’è una persona che si esprime attraverso tutta la sua umanità”, spiega Paola Cannatella. La realizzazione della graphic novel per i due autori è stata un viaggio entusiasmante, difficile e tortuoso allo stesso tempo. Specchio della complessità che ha caratterizzato la vita di Oriana Fallaci. Per la fumettista una delle tavole più problematiche da rappresentare è stata quella dedicata al libro Niente e così sia, considerato un classico della letteratura e un romanzo di guerra. Nell’autunno 1967 Oriana Fallaci era in partenza per il Vietnam come inviata dell’Europeo, settimanale italiano pubblicato dal 1945. Invece, l’eposodio della vita della Fallaci che più ha coinvolto Paola Cannatella è l’incontro amoroso della giornalista con Alexandros Panagulis, il rivoluzionario e poeta greco. La fumettista racconta: “È bello vedere questa Oriana così leggendaria e forte insieme a un eroe come Panagulis. Lei sapeva di essere l’unica compagna possibile per lui. Forse lo amava di più per quello che avrebbe potuto essere rispetto invece a quello che in realtà era. Per tutta la sua vita la Fallaci ha cercato ritrovare negli uomini la figura dell’eroe”.

Paola Cannatella, fumettista di "Oriana. Una donna libera"

Paola Cannatella, fumettista di “Oriana. Una donna libera”

Nel libro sono presenti soltanto sei colori. “Ho pensato che la palette non dovesse essere ricca di tinte perché i colori non devono distrarre il lettore. Devono significare qualcosa ed essere messi al posto giusto. Per le sfumature del rosso mi sono ispirata ai tramonti: mi hanno ricordato subito lei”. La Fallaci è sempre stata una donna e un’intellettuale attenta all’uso delle parole e al loro significato. Per questo gli autori hanno voluto mantenere questo suo tratto caratteristico anche attraverso la grafica: “Non ho voluto racchiudere Orianina all’interno dei quadri che compongono le tavole. Orianina deve essere libera di muoversi, parlare e raccontare la sua storia. Una libertà che già si esprime nella copertina della graphic novel”.