Utilizzava l’intelligenza artificiale generativa per creare centinaia di migliaia di canzoni che poi venivano pubblicate sulle principali piattaforme di streaming musicale. Successivamente, tramite l’aiuto di bot, le riproduceva ripetutamente per gonfiare i numeri di ascolti e ottenere i pagamenti delle royalties, generando illegalmente oltre dieci milioni di dollari di profitto. Michael Smith, 52 anni e musicista, vive Cornelius, una cittadina di 30mila abitanti nello stato americano del North Carolina, e negli ultimi anni ha ottenuto quella cifra come pagamento dai principali servizi di streaming, ovvero Spotify, Amazon Music e Apple Music. Scoperta la cosa, l’uomo è stato accusato di truffa contro le piattaforme.

Una truffa unica nel suo genere

Le accuse sono di riciclaggio di denaro, frode telematica e associazione a delinquere. Se condannato, Michael Smith rischia un massimo di venti anni di carcere per ognuna di esse. Secondo l’atto, dal 2017 Smith ha cominciato a usare vari software basati sull’intelligenza artificiale per generare tantissime canzoni, caricarle sulle varie piattaforme di streaming con nomi di band inventate – come “Callous Post”, “Calorie Screams” e “Calvinistic Dust” – e poi “farle ascoltare” da migliaia di account falsi e automatizzati in modo da gonfiare i numeri di ascolti giornalieri calcolati dalle piattaforme e ottenere le stesse royalties di artisti di fama mondiale.

Ma com’è riuscito ad agire impunito per così tanto tempo? Stando a quanto riportato dai quotidiani statunitensi, si tratta del primo caso penale che riguarda la manipolazione dello streaming musicale. Il piano sembra esser stato studiato in modo meticoloso: per identificare possibili casi di frode, questi sistemi si concentrano normalmente sui brani musicali ascoltati milioni di volte senza che l’artista sia effettivamente conosciuto. Per aggirare il problema, Smith aveva invece deciso di distribuire gli ascolti dei propri account automatizzati fasulli su un grande numero di finti artisti da lui inventati, evitando per diversi anni di finire nel mirino delle autorità.