Negozi e locali alla moda non mancano, e nemmeno la gente. In corso Garibaldi se cerchi qualcosa la trovi: gioiellerie, negozi di abbigliamento, buoni ristoranti. Molte sono le persone che si recano qui per fare acquisti o semplicemente per bere uno spritz e godersi una buona serata; moltissima è la gente di passaggio che riempie la lunga via che si estende per più di un chilometro.
Eppure sembra che manchi qualcosa, e basta guardarsi intorno per capire cosa. Ben poche sono le ghirlande e le luminarie esposte fuori dai negozi e dalle case. Sembra quasi che, più che all’inizio, il Natale sia già quasi passato; e che quelle decorazioni non siano quelle dei pochi che hanno deciso di celebrarlo; sembrano piuttosto quelle di quei pochi ostinati che si attardano sempre a toglierle quando le feste sono passate. L’unica nota natalizia degna di nota pare essere l’albero di Natale predisposto a Porta Garibaldi dal noto brand di profumi Jo Malone, decorato con la sorridente sagoma di un omino di pan di zenzero, circondato da scatoloni regalo.
Fatto salvo l’albero di pan di zenzero del brand di profumeria di lusso Joe Malone, anche Garibaldi langue. «Molti negozi storici chiudono e vengono sostituiti da bar o ristoranti, soprattutto legati ai grandi brand. Mi manca l’atmosfera familiare del passato», dice una residente, la signora Patrizia.
Forse che questo clima sia legato al cambiamento generale che la zona ha subito nel corso del tempo, quando l’atmosfera era molto più familiare e popolare. Sebbene sia sempre stata una zona commerciale, tempo fa il quartiere pullulava di botteghe artigianali e piccoli negozi a conduzione familiare; e anche se la gente di passaggio non mancava, erano le famiglie residenti lì ad animare il piccolo commercio. «Mi manca» dice la signora Marena, riferendosi all’atmosfera famigliare che oggi pare scomparsa. «Molti negozi storici chiudono e vengono sostituiti da bar o ristoranti, soprattutto legati a dei grandi brand», ci conferma la signora Patrizia. Oggi sono i negozi dei grandi marchi a dominare la scena, e ben poche sono le botteghe storiche rimaste sulla piazza, sebbene alcune continuino a sopravvivere.
A farci un quadro generale della situazione è Giovanni Sartoris, titolare di un negozio di casalinghi fondato addirittura nell’Ottocento: “Il lavoro è cambiato perché con i grandi supermercati, con internet, i piccoli negozi stanno scomparendo». In corso Como, poco al di là di corso Garibaldi, abbiamo incontrato il signor Roberto, titolare della storica bottega di elettricità “Comoretto”. Roberto ammette che la situazione è difficile, anche soprattutto a causa della concorrenza di internet: «Spesso i clienti ci usano come consulenti, vengono qui e fanno le domande su un prodotto per poi comprarlo online». Questo vale anche per alcuni negozi legati a grandi catene, come ci spiega Giorgia, impiegata nello store locale del gruppo Seletti: «Le presenze fisiche nel negozio sono diminuite e molti dei nostri prodotti vengono acquistati direttamente online”.
L’atmosfera è cambiata, e anche le feste vengono celebrate e vissute in un modo diverso rispetto al passato. Come sarà il Natale negli anni a venire non possiamo saperlo, ma il modo in cui la zona si evolverà sicuramente influirà in maniera decisiva.