Parzialmente vero / Berlusconi: “Con i miei governi, l’Italia ha toccato il minimo della pressione fiscale negli ultimi 20 anni. Avevamo raggiunto il 39%”

 Ospite di Giovanni Floris a DiMartedì su La7, il 21 maggio 2019 Silvio Berlusconi ha sostenuto che, soltanto nel contesto dei suoi governi, l’Italia è riuscita a toccare il minimo della pressione fiscale negli ultimi 20 anni, raggiungendo il 39%.

L’operato del Cavaliere è davvero riuscito a limitare al minimo quest’indicatore? Prima di rispondere al quesito, è assolutamente necessario premettere che attribuire un dato livello di pressione fiscale a questo o a quel governo è piuttosto complesso perché, in alcuni casi, le decisioni prese dal Presidente del Consiglio dimostrano di avere un effetto posticipato.

Nel caso preso in considerazione, se il dato viene verificato sulla totalità dei governi insediatisi in Italia tra il 1999 e il 2019, l’affermazione si dimostra corretta: fu, effettivamente, solo sotto il secondo governo Berlusconi, nel 2005, che si raggiunse il 39%. Circostanza non rintracciabile fino al 2005 né riprodottasi più dal 2006 al 2019. In realtà, quel che dichiara il leader di Forza Italia è vero solo in parte perché, anche se la pressione fiscale al minimo è stata palesemente una sua conquista, non si è trattato sicuramente di un fenomeno che è riuscito a ripetersi in tutti e tre i governi berlusconiani, nonostante le differenze tra le percentuali calcolate non siano ampie.

Analizzando e confrontando le informazioni fornite dall’Aggiornamento del quadro economico e di finanza pubblica curato dal Ministero dell’Economia e della Finanza per il periodo 2018-19, dall’ISTAT (vedi i report relativi al periodo 1999-2013, 2013-2015, 2016-2017) e dall’Ufficio Studio CGIA di Mestre (pagina 6), si nota chiaramente come, nel secondo e nel terzo governo Berlusconi (in carica, senza soluzione di continuità, dal giugno 2001 al maggio 2006), la pressione fiscale abbia oscillato più o meno regolarmente tra 39.3% e 40.2%, scendendo fino al 39.1% soltanto nel 2005. Situazione che non si è ripetuta nel range temporale del quarto governo Berlusconi (in carica dal maggio 2008 al novembre 2011) nel quale il dato si colloca tra il 41.3% e il 41.6%. Seppur minimo, l’aumento c’è stato.

In sostanza, alla luce del raffronto con i dati raccolti, l’affermazione di Silvio Berlusconi può reputarsi parzialmente vera, in quanto la soglia minima di pressione fiscale negli ultimi 20 anni (dal 1999 al 2019) è stata raggiunta proprio nel corso di uno dei suoi governi (quello del 2005), riuscendo a staccarsi più o meno nettamente, dalle percentuali del Governo Prodi (che, tra 2006 e 2007, passa dal 40.2% al 41.5%), del Governo Monti e del Governo Letta (che, tra 2012 e 2013, raggiungono un 43.6%), di quello di Renzi e Gentiloni (il primo, dal 2014 al 2016, si sposta da un 43.3% a un 42.4%; il secondo, invece, nel 2017, riesce a scendere a un 42.2%) fino ad arrivare a quello di Conte (il cui dato di pressione fiscale aggiornato al 2019 è pari al 42.3%), ma il fenomeno non è certo una costante di tutti gli esecutivi berlusconiani, come erroneamente fatto intendere dal Cavaliere nel corso dell’intervista con Giovanni Floris.

Fact-checking realizzato dagli studenti del Master in Giornalismo dell’Università Cattolica per il progetto Eufactckeck  di Ejta. Visitate il sito europeo: https://eufactcheck.eu/