L’immagine del fulmine che colpiva la Basilica di San Pietro sembrava quasi un presagio. Papa Benedetto XVI aveva infatti convocato l’11 febbraio del 2013 un concistoro per la canonizzazione dei Martiri d’Otranto. Il Papa però aveva in serbo ben altro per i cardinali presenti. Con quel messaggio annunciato in latino, Ratzinger stava dicendo ai fratelli cardinali che, dopo aver interrogato la sua coscienza, a causa dell’età avanzata (ingravescente aetate), non si sentiva più in grado di reggere il peso del Pontificato. La decisione era presa, e il 28 febbraio sarebbe divenuta definitiva, aprendo la strada al Conclave che il 13 marzo successivo avrebbe designato Jorge Mario Bergoglio come nuovo papa, col nome di Francesco. In Vaticano ci sarebbero stati ora due papi viventi e, tra polemiche e curiosità, la domanda che ci si poneva era se questa convivenza sarebbe stata possibile.

Benedetto XVI annuncia le sue dimissioni al Concistoro dei Cardinali

Benedetto XVI annuncia le sue dimissioni al Concistoro dei Cardinali

Benedetto: il Papa teologo

Ratzinger era una persona timida, molto timida, e questo suo temperamento riservato era stato spesso scambiato per fredda arroganza. Uomo di studi, professore e teologo rispettatissimo, Arcivescovo di Monaco di Baviera, il futuro papa era arrivato a Roma nel 1981, quando Giovanni Paolo II lo aveva designato Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede. Assumendo la veste del “Grande Inquisitore” sarà proprio lui ad occuparsi della tempesta che nel 2001 si abbatte sulla Chiesa Cattolica dopo che il caso Spotlight porterà alla luce centinaia, migliaia di abusi sessuali sui bambini da parte dei prelati.

Il Cardinale Ratzinger e Papa Giovanni Paolo II

Il Cardinale Ratzinger e Papa Giovanni Paolo II

Giovanni Paolo II in tuta da sci

Giovanni Paolo II in tuta da sci. A differenza dello sportivo predecessore, Ratzinger era una persona timida e riservata

Palese era anche la differenza di stile rispetto al predecessore. Prima che il Parkinson lo debilitasse del tutto, Wojtyla aveva abituato il pubblico ad un papa sportivo, che tra le mura vaticane si sentiva stretto, e dalle quali era sempre pronto a sgattaiolare fuori per andare a sciare in montagna o per incontrare folle oceaniche che lo attendevano nei suoi viaggi. Al contrario, Ratzinger preferiva chiudersi nelle sue stanze a studiare teologia o a rilassarsi suonando il pianoforte, e al contrario dell’informalità del papa “Santo Subito”, Benedetto XVI era un attento assertore del protocollo e del cerimoniale vaticano.

 

il Cardinale Ratzinger suona il pianoforte

il Cardinale Ratzinger suona il pianoforte

Francesco: il semplice sorriso

Papa Francesco aveva frequentato poco l’ambiente della Curia. Proveniente dall’Ordine dei Gesuiti, Bergoglio era cardinale arcivescovo di Buenos Aires. Era entrato in seminario in età adulta e aveva riscosso simpatia soprattutto nelle periferie per il suo impegno

Papa Francesco si affaccia per la prima volta a Piazza San Pietro

Papa Francesco si affaccia per la prima volta a Piazza San Pietro

a favore dei poveri. Quel “cari fratelli buona sera”, pronunciato da quella figura così semplice aveva provocato un boato in piazza San Pietro. Niente stola pontificia né mozzetta rossa, solo la talare bianca e un sorriso affettuoso.

Troppo semplice perfino per gli appartamenti papali del Palazzo Apostolico, il nuovo pontefice aveva scelto come residenza la Casa di Santa Marta, rendendosi protagonista di divertenti aneddoti, come il provare a prenotarsi da solo un viaggio  aereo per Lampedusa o preparare la colazione per la Guardia Svizzera che aveva fatto da sentinella tutta la notte alla sua porta. Patito di calcio, è stato definito da alcuni il “papa futbolero”: è un grande tifoso del San Lorenzo de Almagro, un club che un sacerdote fondò nel 1908 per salvare i bambini che vivevano sulla strada.

Il cardinale Bergoglio a bordo di un autobus

Il cardinale Bergoglio a bordo di un autobus

 

 Un rapporto speciale

Dopo l’elezione di Francesco, Benedetto ha assunto il titolo di papa emerito, ritirandosi in Vaticano nel Monastero di Mater Ecclesiae. «Il loro rapporto era molto buono, di grande affetto e di grande amicizia – spiega a Magzine il vaticanista di Mediaset Fabio Marchese Ragona, autore della biografia di papa Francesco – Life – La mia storia nella storia -. Papa Francesco ha sempre parlato di Benedetto XVI come del “nonno saggio in casa”. Purtroppo sono stati messi spesso in contrapposizione e questa è una cosa che ha fatto soffrire tanto sia papa Francesco sia papa Benedetto». Testimonianza di questo rapporto e’ il primo incontro tra i due, avvenuto a Castel Gandolfo, quando papa Francesco aveva rinunciato alla sedia speciale che Benedetto aveva fatto preparare per lui, invitando il predecessore a pregare insieme inginocchiati su una panca l’uno al fianco dell’altro, fino ad essere presenti entrambi alla messa di canonizzazione di Giovanni Paolo II e Giovanni XXIII.

Francesco e Benedetto pregano insieme a Castel Gandolfo

Francesco e Benedetto pregano insieme a Castel Gandolfo

È pur sempre vero che le differenze fra i due c’erano, e non solo nella forma ma anche nella sostanza. Un esempio ce lo fornisce l’ex vaticanista del Corriere della Sera Luigi Accattoli: «Momenti di contrasto ci sono stati. In particolare la differenza tra i due è stata forte in materia liturgica: sull’uso per esempio del rito tridentino che Benedetto aveva liberalizzato e che Francesco ha riportato alle restrizioni che erano state fissate da Paolo VI e da Giovanni Paolo II».

Nonostante la differenza di vedute, Ratzinger giurerà ubbidienza a Bergoglio e, anche se non rinuncerà a far sentire la sua voce, non interferirà nelle sue scelte. «Benedetto XVI è sempre stata una persona che ha detto ciò che pensa, e anche quando c’è stato qualcosa che non gli è andato a genio è intervenuto senza porsi problemi – continua Marchese Ragona -. Fu poi proprio papa Francesco a chiedere a Benedetto di venire a vivere qui in Vaticano, dicendogli “è bene che lei partecipi attivamente alla vita della chiesa”. L’idea iniziale di papa Benedetto era di stare nel nascondimento in preghiera».

Secondo Luigi Accattoli, la convivenza tra i due «è stata un esperimento inedito e pieno di incognite, e il buon esito di questa esperienza potrebbe favorirne la ripetizione. A differenza delle rispettive tifoserie che si sono scontrate, i due papi sono riusciti a mantenere un pieno rispetto reciproco. Credo inoltre che le due decisioni audaci di Benedetto, di dimettersi e di parlare da emerito, faranno scuola».