Immaginate di affidare la vostra identità a un robot. Potrebbe sembrare un film di fantascienza, ma nel 2022 questa è la realtà. L’azienda russa Promobot, tra le più grandi produttrici di servizi di robotica in Europa, sta reclutando persone disposte a cedere la propria identità ad Android Robo-C: questo il nome del robot umanoide che prende le nostre sembianze in cambio di 180mila euro. Ebbene sì, chi decide di compiere questa scelta riceverà una somma di denaro. L’azienda russa ha, infatti, deciso di offrire un compenso a chi si affiderà a loro per consentire la produzione di queste macchine automatiche dall’aspetto umano, in cambio di una vera e propria cessione dei diritti d’immagine. Nel contratto stipulato tra Promobot e la persona interessata viene indicato il periodo temporale di questo passaggio, che può anche essere a tempo indeterminato.
Il robot viene ricreato sullo stampo tridimensionale del viso e del corpo del volontario e non è solo una una copia dell’aspetto fisico, ma lo è anche dei movimenti del viso, della voce e delle espressioni linguistiche utilizzate. Per arrivare a questo, il candidato disposto a vendere la propria identità deve registrare più di cento ore di dialoghi. Android Robo-C sostituisce una persona fisica, utilizzabile sia per uso domestico che per uso professionale, ed è in grado di riprodurre più di seicento espressioni facciali differenti. Insomma, si tratta di una nuova persona, non in carne ed ossa, ma quasi, considerando che per ricreare il viso viene utilizzata pelle artificiale. Il risultato finale deve risultare incredibilmente realistico. Per candidarsi bisogna avere minimo 25 anni e un volto amichevole, ma soprattutto si deve essere consapevoli di trovarsi davanti ad un passaggio di identità a tutti gli effetti.
L’azienda russa, leader nel settore, ha esportato i suoi robot in più di 40 paesi nel mondo e un giorno spera di poterli utilizzare anche in occasione di eventi e all’interno degli aeroporti. “Siamo pronti a produrre dieci nuovi robot con diverse identità ogni mese” riferisce Oleg Kivokurtsev, co-fondatore di Promobot. Forse, tra qualche anno, non saremo più in grado di capire se chi ci “cammina” accanto è una persona vera oppure Android Robo-C.
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