È ormai risaputo che l’intelligenza artificiale stia invadendo la nostra vita quotidiana in diversi campi, ma ora potrebbe arrivare a minacciare anche la nostra libertà creativa.

Oggi esistono, infatti, dei veri e propri generatori di immagini e di opere d’arte che agiscono attraverso algoritmi prodotti dall’intelligenza artificiale. Il meccanismo dei generatori di arte AI come, ad esempio, “Deep Dream Generator’s Text 2 Dream” è semplice: basta digitare alcune parole chiave e in meno di un minuto si crea un’immagine ex novo che ritrae ciò che abbiamo descritto a parole. Il fenomeno si sta espandendo un po’ ovunque, anche su piattaforme social come TikTok, dove spopolano il filtro AI Manga e altri generatori gratuiti che risvegliano la curiosità degli utenti. Nonostante creare nuove immagini sia divertente, si notano tuttavia numerosi difetti che assumono talvolta tinte grottesche, come volti deformati o immagini sovrapposte. Inoltre, l’intelligenza artificiale è in grado di creare immagini e illustrazioni solo a partire da opere già esistenti: produce nuove immagini copiandone e fondendone assieme altre, mai creandole dal nulla.

La generazione di immagini da parte dell’AI ha implicazioni potenzialmente di vasta portata e potrebbe coinvolgere vari ambiti, dai film alle graphic novel. Gli illustratori per l’infanzia sono preoccupati dell’impatto di questa tecnologia sui social media. L’autore e illustratore Rob Biddulph si è espresso così: «L’arte generata dall’AI è l’esatto contrario di ciò che credo sia l’arte, che ho sempre pensato consista nel tradurre esternamente qualcosa che si sente internamente. Qualunque sia la sua forma, la vera arte riguarda il processo creativo molto più che il risultato finale. E premere semplicemente un pulsante per generare un’immagine non è un processo creativo».

C’è anche un altro pericolo: l’AI potrebbe creare immagini potenzialmente illegali per violazione di copyright, ma non solo, e non ci sarebbe nessun individuo in particolare da incolpare, se non lo sviluppatore del generatore. Per questo, i contenitori di immagini AI dovrebbero essere regolati attraverso precise disposizioni etiche. L’ondata di proteste contro l’arte artificiale è stata tale da scatenare anche la campagna online #NotoAIArt. L’AI potrebbe essere impiegata in futuro per lavori come fan art, libri autopubblicati, loghi e ritratti di famiglia ed eliminare così piccoli lavori su cui gli artisti emergenti spesso costruiscono il proprio portfolio, ma è poco probabile che sostituisca immagini come le illustrazioni per bambini. Allo stesso tempo, l’arte artificiale potrebbe far nascere una nuova forma d’arte e di espressione, o potrebbe valorizzare ulteriormente le forme d’arte tradizionali, dato che non è autentica e non prevede una specifica carica emozionale da parte di un artista.

Il giudizio finale probabilmente spetterà proprio ai fruitori principali, tra i quali ci sono anche bambini e adolescenti che, rispetto all’arte generata con l’AI, in futuro potrebbero preferire una forma d’arte più autentica, emozionale e soprattutto umana.

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