Un collettivo nato circa cinque anni fa e finanziato grazie alle donazioni dei lettori. Questo è Unicorn Riot, il gruppo giornalistico indipendente che sta coprendo sul campo le proteste a Minneapolis. Da quando l’agente Derek Chauvin ha ucciso il cittadino afroamericano George Floyd, i reporter di Unicorn Riot con il loro stile stile d’assalto hanno seguito la guerriglia urbana dando voce ai manifestanti. Il gruppo, fondato proprio a Minneapolis, è attivo anche a Boston, Denver e Philadelfia.

Su Twitter i follower sono più di duecentomila e già nel 2017 la Columbia Journalism Review aveva parlato di questa nuova e rampante realtà giornalistica. Non è la prima volta che Unicorn Riot copre questo tipo di manifestazioni. Da sempre la mission del gruppo giornalistico è questa: dare voce a chi voce non ce l’ha e dedicarsi interamente a tematiche di natura sociale e ambientale.

Mezzi ridotti e tanta passione per il giornalismo sul campo. Se i bravi giornalisti devono consumare la suola delle scarpe, i membri del collettivo Unicorn Riot sono dei professionisti con la lettera maiuscola.

Per saperne di più NiemanLab