Approvato il progetto ForestaMi nel PGT (programma governativo del territorio) per il 2030. Si tratta della più grande forestazione urbana che Milano dovrà affrontare nei prossimi dieci anni. Tre milioni saranno i nuovi alberi da piantare in città e nell’hinterland, che aumenteranno di un terzo le piante dell’area metropolitana, da 10 a 13 milioni. Verranno assimilate 5 milioni di tonnellate di CO2 l’anno, l’80 per cento di quella prodotta in città e proprio su questi dati, Rete Clima, ente del terzo settore no profit che promuove azioni di sostenibilità, spiega come “un albero è in grado di assorbire tra i dieci ed i venti kg CO2/anno”.
Stefano Boeri, alla guida del dipartimento di Architettura e studi urbani del Politecnico, è al lavoro sulla ricerca di zone dove poter operare, provando a creare anche una coesione sociale con gli abitanti dei quartieri. Infatti molti sono ancora gli interrogativi per capire dove intervenire e l’idea più controvera è sostituire le aree di sosta in favore degli alberi. L’idea più controversa è sostituire le aree di sosta in favore degli alberi. Trasformarli in aree verdi vorrebbe dire 150mila nuovi alberi che ridurrebbero del dieci per cento l’anno la pavimentazione urbana così da guadagnare 15 mila alberi ogni 12 mesi. Resta critico il capogruppo di Forza Italia Gianluca Comazzi: «Verranno tagliati migliaia di posteggi. Si va contro la logica e le esigenze dei milanesi». Allo stesso tempo, l’assessore all’Urbanistica, Pierfrancesco Maran, specifica: «Non immaginatevi che scompaiano in un anno». Si potrebbero realizzare strutture per mantenere i posti auto, liberando le aree attualmente occupate: un esempio è trasformare tutte le fermate dei capolinea in parcheggi stile Bisceglie o Molino Dorino.
Lo studio prosegue puntando sui «tetti verdi» che oggi coprono solo un milione di mq, ma potrebbero arrivare a 11 milioni piantando fino 200mila nuove piante. Un’idea potrebbe essere quella anche di ampliare questo progetto, puntando anche sui cortili scolastici e condominiali da trasformare in vere e proprie oasi green. Il forte contributo verrà rappresentato dai venti nuovi parchi previsti nei prossimi anni, dall’allargamento del Parco Sud, ai 200mila mq di connessioni ecologiche lungo i binari ferroviari, dalla futura nascita del Parco metropolitano attraverso il collegamento tra i parchi a Nord e Sud della città, al verde che il Comune chiederà ai privati che intendono costruire. «Vogliamo che le piante siano sempre più presenti anche nelle piazze e nelle strade, in maniera capillare in tutti i quartieri», prosegue Maran.
Gli esempi sono le piantumazioni all’interno della riqualificazione di alcune parti della città: dalle piazze già ridisegnate come Leonardo da Vinci, Beccaria, Negrelli, agli interventi in corso, come in Sant’Agostino. Servirebbe comunque piantare ogni anno 300mila alberi. Se questi numeri fossero rispettati, ci troveremmo dinanzi ad un primato; solo nel triennio 2006-2009 fu rispettato il progetto di forestazione, ed infatti in città furono piantati circa 500mila alberi.Si tratterebbe di una vera e propria inversione di marcia. Basti pensare che nel 2018 sono stati piantati 6062 alberi, nel 2017 14891 alberi e nel 2016 erano stati 9200, per un totale di circa 30mila alberi, mentre nei prossimi tre anni si dovrebbe raggiungere una quota di un milione di alberi piantati. L’aspetto economico di questo progetto è di portata epocale, visto che, se si dovessero piantare tutti i 3milioni di alberi, è come se si realizzassero 200 Central Park a New York. Si prevede una spesa di circa 300 euro ad albero, arrivando in dieci anni così al quasi miliardo speso.
Dal punto di vista tecnico, al progetto ForestaMi lavora un gruppo di ricercatori in coordinamento con il docente Maria Chiara Pastore del Politecnico di Milano. Tra i partner del progetto, oltre al Comune di Milano, c’è AXA Italia, il brand assicurativo che ha stanziato 100mila euro per le iniziative di forestazione urbana. “AXA vuole avere un impatto positivo per la società e sostenendo il progetto di forestazione urbana ForestaMi”. “La politica da sola non può fare molto e Axa sta dando una grande mano: serve una collaborazione da parte di tutti”, ha concluso il sindaco di Milano Giuseppe Sala.”.