Radetzky cafe apre a Milano nel 1988 grazie alla genialità imprenditoriale di Vincenzo Iannetti, che nove anni prima, arrivato dall’Abruzzo appena 24enne, aveva inaugurato Panino Giusto. A raccontarlo è Nicolò Iannetti, che dopo una laurea in Scienze della comunicazione ha deciso di lavorare nell’attività del padre, “il titolare”, come con discrezione lo chiama lui. «Magari questa non era la mia vocazione, ma una volta che ti metti a fare una cosa, perché farla male?» — dice Nicolò — quando racconta l’impegno costante che richiede un locale aperto tutti i giorni dalle 08.00 del mattino all’1.30 di notte.  La clientela stessa varia nel corso della giornata: «La mattina qua lo usano come ufficio» — continua Nicolò — mentre di sera chiunque si può fermare per un aperitivo o una cena in compagnia. Negli anni ’90 il bar era frequentato nella sua quasi esclusività da milanesi, ma oggi sulle poltrone di pelle rossa che circondano l’ingresso siedono sempre più turisti. Questa tendenza è diretta conseguenza del profondo cambiamento che ha attraversato Corso Garibaldi (dove si trova Radetzky) e le zone limitrofe.  L’area è stata riqualificata, divenendo uno dei punti di riferimento della movida milanese. Nicolò volge il suo sguardo verso le ampie vetrate del bar e indicando gli esercenti di fronte dice: «Vent’anni fa Radetzky era l’unico, gli altri sono arrivati dopo. Vedi dove c’è Chinese Box c’era una lavanderia, la gelateria era una valigeria e oltre c’era una videoteca». Il passeggio costante che caratterizza oggi corso Garibaldi è merito della pedonalizzazione della via, avvenuta nei primi anni Duemila. Nicolò lo ricorda bene: «prima ci passavano i pullman qui e tutti andavano a camminare in corso Vittorio Emanuele». Radetzky è rimasto fedele al suo stile originale e ha in egual modo rinnovato ed ampliato i suoi spazi. Tra i giornali offerti ai clienti manca da sempre per espressa volontà del titolare La Gazzetta: «Ognuno porta avanti le sue convinzioni, un po’ per fortuna e per caparbietà», dice. Novità degli ultimi tempi è la gastronomia, confinante con il bar e parte integrante di esso, che garantisce qualità e freschezza dei prodotti, secondo lo spirito originale del creatore di Panino Giusto. Nicolò continua a raccontarsi, mostrando un animo demodè:«Io sono un giovane atipico. Mi trovo meglio con le vecchie generazioni. Se viene qui un novantenne è il mio pane». Il tempo scandito da festività ha per il barista un significato diverso: «Nel commercio tu lavori quando gli altri sono in vacanza». Così anche i nostri minuti sono terminati. Nicolò, 36enne sorridente e gentile, deve riprendere il turno, per consentire ai suoi colleghi di andare in pausa pranzo.