«Sembra scontato, ma la cosa più importante che ho imparato facendo il tassista è di non giudicare le persone dalle apparenze. L’ho imparato molti anni fa, a mie spese. Quando arriva una chiamata da Quarto Oggiaro, sale un ragazzo mal vestito, con uno zaino militare gonfio fino a scoppiare, e io mi metto subito all’erta. Durante la tratta, invece, mi dice che è un proprietario di una discoteca, mi convince e mi rilasso: avevo cambiato completamente opinione su di lui.

A fine corsa comincia a fare storie sul pagamento e mi dice che non ha con sé i soldi. Una volta scesi dal taxi provo a farmeli dare e mi tira una testata tanto forte da farmi sanguinare il naso. Dopo la testata reagisco, nella colluttazione lo zaino si apre e cadono due o tre mazzette. Alla fine scappa e rimango interdetto in mezzo alla strada, ancora sanguinante. Mi rimetto in sesto e me ne vado. Una serata da dimenticare, che non ho mai dimenticato».

(Pietro, Cadorna)