I loro voti potevano pesare in maniera considerevole nella corsa alla Casa Bianca, e anche se alla fine il distacco tra Trump e Harris si è rivelato più accentuato delle previsioni, le preferenze delle minoranze hanno contribuito alla rielezione del Tycoon, pronto a diventare il 47esimo presidente degli Stati Uniti d’America.
In particolare, la presa di posizione delle comunità latino-americane in favore di Donald Trump sembrava un epilogo abbastanza inatteso fino a pochi mesi fa, e invece i Repubblicani sono riusciti ad avere la meglio in 14 delle 18 contee al confine con il Messico. Territori in cui, fino all’inizio degli anni Duemila, i Democratici avevano totale controllo.
Eppure, la comunicazione di Trump nel corso di questa campagna elettorale aveva lasciato immaginare un totale distacco tra lui e le comunità latinos: in uno degli ultimi comizi prima delle elezioni, tenuto al Madison Square Garden, l’ex presidente Usa aveva nuovamente dichiarato: «Siamo un paese occupato dai migranti. L’Election-Day sarà il nostro “giorno della liberazione”. Lancerò il più ambizioso piano di espulsioni della storia». Anche pochi mesi fa, nel corso di un comizio in Ohio, aveva definito i migranti “animali”. Una serie di dichiarazioni forti che avrebbero potuto allontanare l’elettorato composto dalle minoranze etniche.
Per Diego Battistessa, docente e ricercatore presso presso l’Istituto di studi internazionali ed europei Francisco de Vitoria, Università Carlos III di Madrid, «la prima cosa importante è capire fino a che generazione i migranti si definiscono Latinos. Spesso parliamo di cittadini nati in America con antenati di generazione precedenti provenienti dal Sud America, perciò perfettamente integrati nella cultura statunitense, con documenti ufficiali. Queste persone non vedono le politiche migratorie come una priorità, bensì l’economia. La loro principale preoccupazione è, ad esempio, l’accesso ad un’università di qualità senza dover rimanere indebitati a vita, e la possibilità di avere una situazione economica stabile. In questo senso, evidentemente, il programma di Trump ha dato loro maggiori garanzie». Battistessa è altresì d’accordo sul fatto che la politica di Trump sull’aborto possa aver influito sul sostegno delle comunità latinos al tycoon: «I latinos vengono da società con una visione conservatrice e religiosa. Il tema dell’aborto, sicuramente, ha giocato un ruolo importante, e anche il fatto che i Democratici abbiano sposato la Woke Culture, ha reso la sinistra identitaria statunitense molto lontana dalle difficoltà quotidiane delle persone che nella sfera politica si potrebbero collocare nel centro-sinistra.»