“Credo che fino a quando Putin non avrà la certezza che l’Ucraina non entrerà mai nella Nato questa situazione non si risolverà”. Ad affermarlo èMarta Ottaviani, giornalista e scrittrice, autrice del libro Brigate russe – la guerra occulta del Cremlino tra troll e hacker, appena pubblicato da Ledizioni. Un libro in cui si spiega cosa siano i troll e i bot russi e quale strategia nascondano questi attacchi informatici. Fa parte della cosiddetta ‘Dottrina Gerasimov’, che prende il nome dal Generale che l’ha teorizzata, ed è il punto di partenza della guerra non convenzionale che vede come strumenti principali internet, le nuove tecnologie e i social network. Una guerra occulta, che si combatte anche in tempo di pace e che ha, fra i suoi obiettivi, la manipolazione dell’opinione pubblica e l’uso dell’informazione come arma a largo spettro.In questo libro Marta Ottaviani illustra come Mosca sia riuscita a influenzare alcuni grandi conflitti e appuntamenti internazionali attraverso attacchi hacker ai danni di molti Paesi europei e legioni di troll al soldo del Cremlino, che operano per accrescere la popolarità di Putin e screditare gli oppositori. L’obiettivo è quello di far filtrare la versione dei fatti russa, ribaltando la realtà. La giornalista italiana, esperta di Turchia ed Est-Europa e Russia, soprattutto per il quotidiano Avvenire, è attualmente a Mosca per seguire da vicino le strategie adottate dal presidente russo Vladimir Putin sulla potenziale guerra con l’Ucraina.
Marta Ottaviani, che aria si respira a Mosca in questi giorni? Com’è percepita la tensione?
La tensione non si sente. Si sente la volontà della Russia di mettere le cose in chiaro e di sedersi ai tavoli diplomatici, certa che le sue richieste verranno prese in considerazione.
Quali sono le richieste della Russia?
Avere l’Ucraina fuori dalla Nato in modo ufficiale. Ovvero chiede, soprattutto agli Stati Uniti, l’impegno a non fare entrare l’Ucraina nella Nato e, probabilmente, chiederà il riconoscimento internazionale della Crimea. Quest’ultimo è un argomento che a Putin interessa meno, perché la Crimea se l’è già presa, di fatto. Avere l’Ucraina fuori dalla Nato è però la condizione per ritirare tutte le truppe dal confine.
Putin dice che non invaderà l’Ucraina: è credibile?
Per il momento l’intervento non c’è stato e credo che non ci sarà. Ma non è detto, i soldati sul confine ci sono ancora, e il presidente russo sta aspettando un gesto concreto da parte della comunità internazionale per ritirarli.
Marta Ottaviani, autrice del libro Brigate russe: “Per il momento l’intervento militare non c’è stato e credo che non ci sarà. Maggiore attenzione merita la guerra informatica tra troll e hacker già in atto da anni
Secondo alcune fonti le truppe russe si stanno ammassando in altri punti al confine, non c’è un abbandono. Putin sta aspettando un gesto concreto per ritirarli. Alcune truppe russe sono state ritirate, a quanto emerge.
C’è stato un arretramento, questo è certo. Secondo alcune fonti, però, si stanno ammassando in altri punti del confine. E’ una situazione decisamente in divenire.
In questo periodo sono aumentati anche gli attacchi hacker della Russia verso l’Ucraina?
Gli attacchi hacker ai danni dell’Ucraina sono ricorrenti: è chiaro che in questo periodo si sono intensificati, come si sono intensificati anche gli allarmi di pacchi bomba: tutte cose per far crescere il senso di insicurezza all’interno della popolazione. È chiaro che hanno un impatto mediatico minore rispetto a 150mila soldati appostati al confine.
Dopo anni di diffidenza tra Russia e Ucraina, perché proprio adesso nasce questo grande allarme?
L’ammassamento delle truppe è iniziato da febbraio, un mese dopo l’elezione del presidente americano Joe Biden. Vladimir Putin ha iniziato lentamente, ma progressivamente, ad ammassare truppe. A giugno c’è stato un incontro tra i due presidenti, ma lui ha continuato a posizionare soldati. Questo è un messaggio per Joe Biden: Putin sta testando la volontà del presidente americano e probabilmente la capacità di Washington di reagire a una guerra non lineare.
E qual è la posizione degli storici nemici della Russia, gli Stati Uniti? Sono impreparati, al momento?
Mi sembra che si siano fatti cogliere con le mani nel sacco. Gli Stati Uniti dal 2016 sicuramente hanno subìto la guerra non lineare russa: i tentativi di destabilizzazione delle elezioni americane del 2016 e 2020 parlano abbastanza chiaro. Hanno lasciato a Putin la conduzione del gioco e il fatto che non abbia ancora ritirato le truppe significa che comunque il presidente russo non si fida degli Stati Uniti.
Mentre le ripercussioni per l’Europa e l’Italia quali sono? Perché questa crisi interessa anche a noi?
Noi siamo legati all’Ucraina e alla regione per motivi energetici. In più, avere una destabilizzazione così forte alle porte dell’Europa non è per niente una bella prospettiva. Anche perché i rapporti della Russia con diversi Stati europei sono molto forti, e in questo momento l’Europa non riesce a portare avanti una politica estera coesa e compatta.