Alcuni minuti prima che la saracinesca si sollevi, qualche cliente inizia già a mettersi in coda davanti alla vetrina della Pasticceria G. Motta, un’istituzione per gli abitanti del quartiere Precotto.
All’interno, si viene accolti dal profumo di burro e dalla vista di invitanti brioches disposte ordinatamente sul bancone. «Le sfoglie sono la nostra specialità e tutti quelli che provano le nostre brioche dicono che sono speciali». Così ci confida la proprietaria, Fiorina “Rina” Motta, con sguardo orgoglioso. Del resto, lei è cresciuta in questa pasticceria, fondata nel 1957 da suo padre, Giuseppe Motta.
L’attuale pasticciere è suo genero Angelo Malanchini, 54 anni, che si è avvicinato al mestiere quasi casualmente e l’ha poi reso la professione di tutta una vita. Angelo ha iniziato a lavorare nella Pasticceria G. Motta come barista e solo laddove ve ne fosse bisogno dava una mano in laboratorio: così ha scoperto la sua passione per l’arte dei dolci. Ha quindi affinato sempre più le sue abilità, tra scuole serali e lavori diurni in diverse attività, per poi tornare a gestire personalmente il laboratorio della Pasticceria G. Motta nel 2013.
Nelle vetrine della pasticceria si possono trovare tutti i dolci tipici: dalle famose torte da credenza alle mousse, dalle crostate alle sacher
Nel corso degli anni, l’impronta della bottega è comunque rimasta molto classica. Nelle vetrine della pasticceria si possono trovare tutti i dolci tipici: dalle famose torte da credenza alle mousse, dalle crostate alle sacher. La tradizione risulta essere fondamentale anche per la produzione dei dolci natalizi: a detta di Angelo, il panettone più venduto è il «tradizionale, basso, milanese, con uvetta, canditi e cedro»; ma una costante resta anche la veneziana, «senza uvetta e con glassa di zucchero e mandorle».
Negli anni non sono però mancate anche proposte innovative, volte a soddisfare soprattutto i clienti più giovani, spesso alla ricerca di sapori inediti o da riscoprire. «L’anno scorso abbiamo prodotto il panettone al cioccolato e yuzu, qualche anno fa alle prugne e cioccolato, ma anche con lo zenzero candito, con l’albicocca, con i marron glacés…», ricorda Angelo.
Non solo la cucina, ma tutto il locale è destinatario di incommensurabile cura, come testimoniano le numerose decorazioni natalizie che ogni anno la signora Rina sceglie e dispone in maniera minuziosa nell’intero negozio.
L’accuratezza che caratterizza questa realtà è del resto evidente ai clienti della zona che continuano a preferirla ai vicini centri commerciali, e non solo a loro. In particolare, Angelo racconta di come un pasticciere dalle Hawaii, che per molti anni aveva lavorato nelle catene alberghiere Hilton in giro per il mondo e che ora è maestro di pasticcieria, sia rimasto estasiato dalla loro bottega. «Quell’anno il pasticciere hawaiano stava svolgendo un tour delle pasticcerie delle più importanti città europee e si è innamorato di questo posto. Essendo del mestiere, ha capito subito la differenza nella qualità dei prodotti, nella manualità. Ogni anno ci viene a trovare, tanto che si è creato un bel rapporto di amicizia».