Dalla vetrina si vedono esposte pagnotte di ogni forma e dimensione. Il piccolo locale ha lo stesso colore del grano che si vede stilizzato sull’insegna luminosa ed entrare è come immergersi in una di quelle michette che Leos prepara ogni giorno. Anche sulla sua maglietta bianca c’è una spiga di grano. Ha persino i capelli dello stesso colore.

Leos in realtà si chiama Leonid Lytvynenko. Vive in Italia da sette anni e viene dal sud dell’Ucraina, da Mykolaiv. È paziente, forse un poco rassegnato, quando mi trovo in difficoltà con questi nomi e li scrive su un tovagliolo di carta. Preferisce non raccontare del suo passato, dice solo che prima di partire era un insegnante di storia.

Nel laboratorio di Leonid, l’Est e l’Ovest Europa si incontrano in pace

Leos inizia la sua carriera da panettiere proprio a Milano. Lavora per anni nel panificio storico Danelli di piazza Gobetti. Lì impara a preparare dolci tipici come panettoni, veneziane e colombe. Poi due anni fa apre il suo negozio. Racconta che è stato difficile, soprattutto a causa della pandemia da Covid, ma con filosofia chiede: “Conosci qualcosa di facile nella vita?”

È di poche parole, ma soprattutto è stanco. La sua giornata lavorativa è iniziata prima dell’alba e durerà ancora qualche ora. Tra le preparazioni in cucina e il servizio ai clienti nella saletta, è sempre impegnato. Ad aiutarlo c’è la sua famiglia. Spiega che gestisce il negozio con la moglie, lei si è trasferita in Italia tre anni prima di lui ed ha aspettato che la raggiungesse.

Leos sa far viaggiare. Vende dalle crepes francesi alla torta Medovik e al pane nero di Kyiv, fino al panettone milanese. Per molti dolci è richiesta l’ordinazione, perché se restano invenduti vengono buttati “non solo i prodotti ma anche il lavoro”. A Milano la concorrenza non manca, su corso di Porta Romana basta fare qualche passo in qualsiasi direzione per trovare altri panettieri e Leonid sa che alcuni sono esercizi storici con clienti affezionati.

Manca poco a Natale e, in linea con il multiculturalismo, le ordinazioni del momento sono il panettone e il kolach, un pane intrecciato tipico di diversi Paesi dell’est dell’Europa. Sono dolci tradizionali di nazioni distanti, eppure entrambi hanno radici storiche antiche e materie prime semplici. Gli ingredienti di base sono gli stessi: farina, uova e burro. Al di là delle guarnizioni di uvette e canditi “sono simili, ma il panettone è più alto”.

In Ucraina il kolach è simbolo del Natale ed è anche un augurio di prosperità e buona fortuna. Leos mi mostra una foto e spiega che con la treccia si forma un cerchio e al centro viene posta una candela prima di servirlo. Poi torna nella sua cucina. In un attimo è già all’opera, e ci congeda: “Questa era l’ultima domanda? Perché ora devo fare l’impasto”.