“Non basta saper fare click per definirsi fotografi, ma si deve essere autori e ricoprire tanti ruoli assieme: il fotografo deve essere sceneggiatore, scenografo, regista, direttore della fotografia e solo alla fine operatore alla macchina”. A Palazzo Reale risuonano le parole di Oliviero Toscani, tra i più famosi fotografi italiani nel mondo. “Chi ha qualcosa da dire e lo vuole dire per immagini deve imparare a vedere delle cose interessanti, non imparare a fotografare. Infatti, per me la fotografia è solo un mezzo” dice Toscani.

La mostra “Oliviero Toscani. Professione fotografo”, cominciata da pochi giorni e che durerà fino al 25 settembre, è l’occasione perfetta per festeggiare i suoi 80 anni compiuti il 28 febbraio 2022. Sono 800 gli scatti esposti a Palazzo e realizzati da Toscani dalla fine degli anni Sessanta ad oggi.

Tra le centinaia di fotografie scattate da Toscani ce n’è una che richiama l’attenzione anche per l’importanza del protagonista: Andy Wahrol. «Wahrol era a metà tra un impiegato di Pittsburgh e un alieno, ma mi diceva sempre che non c’era niente che lo divertisse più di fare il mio modello». Infatti, i due rimasero amici fino alla morte del grande artista statunitense.

USA e URSS, Oliviero Toscani.

USA e URSS, Oliviero Toscani.

«La fotografia è un mezzo tecnico per esprimere e far vedere quello che vedo», esordisce così Oliviero Toscani quando comincia la nostra video chiamata. Una chiacchierata veloce ma che ci lascia molti spunti di riflessione. «La fotografia è una critica socio-politica, quindi bisogna imparare a capire cos’è la società, chi sono i personaggi, cos’è il paesaggio e cosa sono le cose». Quella di Toscani è infatti un continuo «imparare a guardare, analizzare e a criticare» e nei suoi lavori, infatti, ci sono anche scatti che catturano la realtà e la società. Tra le foto più iconiche, e che nel 2007 in occasione della settimana della moda di Milano, scosse il mondo della moda, c’è il nudo della modella francese Isabella Caro, malata di anoressia.

Un altro dei temi trattati da Toscani è quello della guerra. Fotografie diventate emblematiche senza mostrare il campo di battaglia, ma si tratta di semplici immagini di fili spinati, di vestiti sporchi e di visi di persone. Tra le fotografie esposte in questa sezione c’è quella di due gemelli, nati però in luoghi diversi e lontani, uno in URSS e l’altro negli Stati Uniti: sono la rappresentazione della guerra fredda. 

Continuando la visita a Palazzo Reale vediamo scatti di Valentino Rossi, del calciatore Marco Materazzi immortalato su GQ e del pugile Muhammad Ali. Tra campagne pubblicitarie per Benetton, Valentino, copertine di Elle e molto altro, ci sono due fotografie che immortalano la band italiana più famosa del momento, i Måneskin.

La mostra si conclude con la gigantografia de Il Bacio tra prete e suora del 1992 perché «esagerare è una forma di creatività che appartiene all’arte».