Uno stato sanguigno, bianco, contadino, storicamente repubblicano, che ha dato il titolo a un album scarno e commovente di Bruce Springsteen e a un film di Alexander Payne sulla vecchiaia e sulla decadenza. Uno stato che, nell’immaginario collettivo, rappresenta l’America centrale più radicale e meno urbanizzata, dove il terreno è prevalentemente agricolo e in cui si trovano alcuni dei più grandi allevamenti di bestiame degli Stati Uniti. Negli ultimi cinquant’anni, il Nebraska, considerato una roccaforte rossa, ha assegnato soltanto nel 2008 uno dei suoi voti elettorali a un candidato democratico. Ma le elezioni presidenziali del 2020 dovrebbero essere l’occasione per una storica seconda volta. Gli ultimi sondaggi relativi al secondo distretto vedono Donald Trump dietro a Joe Biden di ben sette punti percentuali. I sobborghi e le periferie stanno voltando le spalle alla politica dell’attuale Presidente. Ciononostante, la maggior parte dei politici repubblicani dello stato si dichiara serena, riportando l’esempio di quattro anni fa, quando Trump ha stravinto contro Hillary Clinton in tutto il Nebraska con un distacco di 25 punti percentuali.

Tre studentesse della UNL College of Journalism and Mass of Communications di Lincoln hanno commentato questo possibile cambio di scenario. Secondo Christa, “Joe Biden è una figura che alle persone piace molto di più di Hillary Clinton, perché appare più affidabile ed è un personaggio politico che può convincere anche coloro che in passato hanno votato i repubblicani. La gente del Nebraska è conservatrice ma non testarda, se il lavoro di un politico non piace non gli viene data fiducia a prescindere. Il mio timore però è che alla fine vinca di nuovo Trump”. Un’opinione non condivisa da Brooke, che è anche un’appassionata cheerleader dei Nebraska Cornhuskers, squadra universitaria di football americano: “Il mio voto va a Donald Trump, e sono sicura che vincerà anche questa volta. Penso che in queste elezioni il Partito Repubblicano avrà la meglio, perché trasmette molta più sicurezza alle persone rispetto ai Democratici”.

Una terza differente lettura viene offerta da Ryley, appassionata di giornalismo medico e in prima linea nella lotta contro il Covid-19: “Vincerà Biden, perché l’emergenza sanitaria ha convinto la maggior parte degli elettori che Donald Trump non è un presidente adeguato. Si è dimostrato un politico assolutamente non preparato e non è stato in grado di affrontare in maniera seria e istituzionale questa terribile pandemia”. Nell’ambiente universitario dello stato del Nebraska sembra esserci poca uniformità e la sensazione è che questa indecisione rispecchi il sentimento generale del Paese. In quello che per molti è ritenuto “lo stato più rosso dei rossi”, potrebbe esserci però una significativa inversione di tendenza. Ma le precedenti tornate elettorali ci hanno insegnato che nulla è già deciso.