Secondo l’American Society of News Editors, sono i copy editor a risentire maggiormente della crisi dell’editoria. Oggi, nelle redazioni, sono meno della metà rispetto al 2007. Dall’inizio del 2015 sono stati tagliati più di 7.000 posti di lavoro e la situazione non sembra poter migliorare in futuro.

Le entrate dell’industria editoriale sono in continuo calo e i tagli degli ultimi anni hanno inciso sulla qualità dell’informazione. Il pubblico non legge i contenuti che non ritiene affidabili e questo incide in maniera negativa sulle vendite del settore.

La qualità dell’informazione ha un impatto diretto sulla credibilità delle testate: contenuti senza senso ed errori di battitura sono le conseguenze del licenziamento dei copy editor.

⇒ Continua a leggere su Poynter.org