Il 20 marzo si è tenuta a Berlino l’annuale conferenza Digital Innovators Summit: tra i relatori, c’era anche Jay Lauf, presidente ed editore di Quartz.[/mark]

Lauf ha spiegato alcune delle regole auree che hanno consentito alla testata di raddoppiare il proprio fatturato anno dopo anno: lanciato nel 2012, il sito ha visto il proprio pubblico che accede da smartphone passare dal 40 per cento del totale al 70 per cento attuale.

Gli utenti che visualizzano i contenuti da mobile sono molto più immersi nella fruizione di coloro che invece accedono da pc: questi ultimi, infatti, potendo passare da una finestra all’altra, possono distrarsi molto più facilmente.

Lauf ha visto in questo dettaglio una grande opportunità, ma anche dei rischi: se da un lato si possono coinvolgere gli utenti in maniera più profonda, dall’altro è anche molto facile infastidirli e spingerli alla fuga con annunci e pubblicità.

Il problema, ha spiegato il presidente di Quartz, non è la cattiva pubblicità: piuttosto, lo è il modo stesso in cui la pubblicità viene imposta ai lettori, “mettendo un muro fra loro e il contenuto per il quale sono arrivati sulla pagina”.

Ogni anno Quartz studia il proprio pubblico – per lo più uomini d’affari e giovani imprenditori – redigendo il Global Executives Study, che quest’anno documenta le abitudini in fatto di 1357 dirigenti in tutto il mondo, per quanto riguarda la fruizione di contenuti di carattere giornalistico.

Il team di Quartz ha così scoperto una serie di informazioni preziose, a partire da dove il pubblico cerca le notizie, a cosa lo spinge a condividere un contenuto e che cosa ne pensa della pubblicità.

Ad esempio, è emerso che i professionisti del mondo degli affari amano i contenuti grafici e visivi, come la visualizzazione di dati, infografiche e fotografie: la redazione ne ha fatto tesoro e ha cercato di fornire i contenuti sotto questa forma.

Un altro aspetto fondamentale è il design del sito, che deve essere allo stesso livello dei contenuti prodotti e deve rendere agevole la lettura anche sui dispositivi mobili.

Quartz cerca anche di non intralciare la lettura, evitando che le pubblicità compaiano prima del caricamento di una pagina, e rifiutando di ricorrere a pop-up o agli articoli da clickbait, che generano confusione e non hanno alcun nesso col contenuto visualizzato.

“Generiamo traffico con pubblicità di maggiore qualità, che fa parte dell’esperienza di fruizione, è piacevole,  insegna loro qualcosa che non sapevano e li coinvolge di più”, ha spiegato Lauf.

 

 

⇒ Leggi di più su Journalism.co.uk