Pochi secondi: tanto impiega un link a caricarsi su uno smartphone. Un lasso di tempo brevissimo, ma sufficiente a far innervosire il lettore, spingendolo a cercare contenuti altrove. Un lusso che gli editori non possono più permettersi.
Per questo molti tra i grandi protagonisti della rete si sono impegnati a risolvere il problema: Facebook ha introdotto gli instant articles e a fine mese Google lancerà la sua Accelerated Mobile Page Initiative che permetterà agli editori che vorranno aderirvi di caricare i contenuti in modo molto più veloce, riducendo notevolmente il rischio di perdere lettori preziosi.
AMP è la versione più snella di HTML, si basa su AMP HTML, framework che consente ai siti di caricare pagine web più leggere. Gli AMP articles saranno accessibili da Google, Twitter, Pinterest e LinkedIn.