«Davvero [le donne] vogliono leggersi le notizie di politica, mentre in realtà stanno solo cercando notizie sulle ultime tendenze e su quelle fantastiche scarpe che tutti voi ragazzi state indossando?»

Così nel 2014 Guy Benson durante una puntata di Outnumbered, programma trasmesso da Fox News, aveva stigmatizzato l’iniziativa di Cosmopolitan, nota rivista femminile, di seguire le elezioni di metà mandato negli Stati Uniti, incoraggiando le donne ad andare a votare.

Mandy Velez ha tratto spunto dall’infelice uscita di Benson per analizzare a fondo su NiemanLab la questione dei pregiudizi di genere nella fruizione delle notizie. L’idea, in sintesi, è che le donne preferiscano tenersi aggiornate su scarpe e vestiti piuttosto che su cosa accade nel mondo. Stando a uno studio pubblicato dal Pew Research Center nel 2008, sarebbe solo del 5% la differenza tra la percentuale totale degli uomini e delle donne che si informano regolarmente. Segno che il pubblico femminile è interessato a seguire altro oltreché il gossip e la moda. Eppure lo stereotipo persiste.

Velez, ha chiesto ad alcuni dei sui contatti Facebook «di origini, background e livelli educativi diversi» se leggerebbero su una tradizionale rivista femminile, le notizie fondamentali, substantial news. Il ‘no’ è stato pressoché unanime. Secondo Velez, la scarsa credibilità dei giornali femminili sulle news, è in parte imputabile alle stesse riviste, che in molti casi non avrebbero fino a ora affrontato in modo sufficientemente approfondito la questione.

Nel 2015, tuttavia, si sono visti i primi segnali di un cambio di direzione: l’Huffington Post ha lanciato HuffPost WomenHearst, editore di Cosmopolitan, ha costituito un digital team per migliorare Cosmo.com; infine Refinery29, rivista femminile online in continua crescita e che tratta una molteplicità di temi (dalla politica al gossip) per il pubblico di donne, ha dimostrato che un tipo diverso di giornalismo femminile è possibile.

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