Si chiama Climate Capital ed è un hub online creato dal Financial Times dedicato unicamente al macro argomento del cambiamento climatico. Quella che potrebbe sembrare una semplice sezione a parte del sito, in realtà, possiede una particolarità: è stata richiesta espressamente dai suoi lettori. Da qualche anno, infatti, la più importante testata d’informazione economica ha modificato il suo modello di business, cercando di curare la parte editoriale partendo dai desiderata della sua community.

Climate Capital, quindi, è l’ultima idea del gruppo di ricerca e sviluppo di FT e dei suoi “member”. Questa, oltre ai classici articoli sui cambiamenti climatici, offre agli abbonati un programma di eventi (virtuali e non), con cui fornisce loro informazioni sui rischi e sulle opportunità emergenti nell’ottica della sostenibilità ambientale. Sarà guidato da giornalisti, i quali cercheranno di soddisfare le esigenze dei lettori e degli utenti del giornale.

Renée Kaplan, il responsabile dello sviluppo editoriale digitale del quotidiano della City, in una recente intervista ha detto di aver notato che “tutto ciò che serve a raccontare il clima attira percentuali superiori alla media sia di abbonati che di lettori anonimi”. L’intento di Climate Capital, poi, è quello di creare “un’esperienza ancora più preziosa per i nostri lettori paganti, e creare in loro la consapevolezza di avere conoscenze differenziate su un argomento così importante”.

Partendo quindi da un sondaggio condotto nell’agosto 2020 tra i lettori globali del Financial Times, è stato possibile rilevare che più di tre quarti degli intervistati hanno espressamente definito il cambiamento climatico un argomento “estremamente” o “molto” importante. “I nostri lettori vogliono trovare fatti, cifre, grafici e citazioni chiave – ha detto Kaplan -. Vogliono essere in grado di utilizzare le informazioni sia per comprendere i cambiamenti in sé, che ovviamente per i loro affari”.

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