Wagner è uno dei quartieri simbolo della borghesia milanese. Maria Callas, durante i suoi soggiorni, amava raccontare agli ospiti come l’eleganza di piazza Buonarroti le ricordasse la Bella Époque parigina. Un contesto all’apparenza perfetto per descrivere la magia del Natale: attività economiche che pullulano di clienti, sciure vestite elegantemente che si accingono ad acquistare regali ai nipoti. Uomini e donne in carriera che si regalano qualche piccolo piacere avendo ottenuto una cospicua paga.

Vito, un ex dirigente Mediaset oggi in pensione, confida: «L’assenza di luminarie e decorazioni natalizie sono il sinonimo perfetto della decadenza economica vissuta dalla classe media negli ultimi anni. Io percepisco una buona pensione ma ho dovuto comprare le Air Pods a mio nipote perché mio figlio è in difficoltà».

Passeggiando in quartiere, incrociando gli sguardi delle persone che lo popolano quotidianamente, si può comprendere come la realtà non sia all’altezza della fantasia descritta poc’anzi. La difficoltà delle attività economiche è evidente, Giorgio Canella, titolare della storica pasticceria Cremeria Buonarroti racconta come la crisi abbia colpito la sua impresa: «Voglio darti dei dati matematici, quattro anni fa nel periodo natalizio abbiamo venduto quattromila panettoni artigianali. Oggi siamo fermi a duemilacinquecento. Le persone anche in questa zona non possono più spendere venti euro per un dolce».

Roberto, titolare del bar in via Buonarroti Hole in One, un uomo con sessanta di esperienza nel settore, racconta in maniera sincera come questo sia il Natale più difficile degli ultimi anni: «La gestione del locale è oramai quasi interamente familiare: fare attività oggi è impossibile. Tutti parlano della crisi, il quartiere è vuoto, sono tutti in vacanza. Ti assicuro che le attività economiche come la mia non sono certe di festeggiare un altro Natale».

Un barlume di luce si registra nel mercato comunale di piazza Wagner, dove i titolari delle attività nonostante le difficoltà quotidiane preferiscono la speranza alla rassegnazione: è di questa idea Luca, un siciliano di nascita e milanese di adozione, titolare della pescheria Vassallo: «Sono sicuro che, come lo scorso anno, gli ultimi giorni a ridosso della vigilia saranno intensi. Non voglio immaginare uno scenario differente». Le aspettative pessime delle attività economiche si personificano in maniera perfetta con l’assenza totale di decoro natalizio del quartiere.

Vito, un ex dirigente Mediaset oggi in pensione, confida: «L’assenza di luminarie e decorazioni natalizie sono il sinonimo perfetto della decadenza economica vissuta dalla classe media negli ultimi anni. Io percepisco una buona pensione ma ho dovuto comprare le Air Pods a mio nipote perché mio figlio è in difficoltà».