Un gruppo di rifugiati entra in un supermarket di una piccola città tedesca vicino a Francoforte. Riempiono il carrello e, arrivati alla cassa, si rifiutano di pagare, sostenendo che il conto deve essere indirizzato alla Cancelliera, Angela Merkel. Attraverso i social network e la stampa, la voce si sparge alimentando il fuoco simil-nazionalista che la questione migranti solleva ormai da tempo.

Una vicenda che conferma la visione dei rifugiati che si prendono gioco (e traggono beneficio) dal sistema della Wilkommenskultur tedesca. Se non fosse per un piccolo, quasi minuscolo, dettaglio: la storia non è mai accaduta.

Quello di Francoforte è solo uno dei quasi 300 casi di bufale sui rifugiati finite nel mirino di Hoaxmap, il progetto avviato da due trentenni di Lipsia, Karolin Schwarz e Lutz Helm, che ha già fatto parlare di sé su alcuni dei più importanti media network del mondo. Il concetto di fondo è piuttosto semplice: un database, formato mappa, per il fact checking dei casi più rilevanti di notizie legate a profughi, rifugiati e richiedenti asilo. Hoaxmap copre Germania, Austria e una parte della Svizzera e porta avanti la sua opera di verifica dei fatti affidandosi alle voci più autorevoli e ufficiali presenti nei tre Paesi.

Infine, oltre a fornire un importante servizio di informazione, il progetto di Schwarz e Helm sta producendo interessanti risultati come strumento per l’analisi della diffusione di notizie sui principali social network, Twitter in primis.

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