Da notti magiche a notti tragiche il passo è breve. A soli otto mesi dalla vittoria degli Europei di calcio, l’Italia fallisce la qualificazione ai prossimi Mondiali invernali di Qatar 2022. A Palermo la Nazionale incappa in una serata storta e perde 0-1 con la Macedonia del Nord, avversario sicuramente alla portata. Adesso saranno proprio i macedoni ad affrontare il Portogallo nello scontro decisivo per andare ai prossimi Campionati del Mondo. Trajkovski condanna gli azzurri ad una sconfitta inattesa con un preciso destro da fuori area nei minuti di recupero. Il tiro schizza sul bagnato dello stadio Barbera, Donnarumma è in ritardo e la palla entra in porta. È un segno del destino che a segnare il gol della vittoria sia un macedone che ha giocato proprio al Palermo per quattro stagioni. I nostri avversari sono compatti, giocano in difesa, l’Italia non sfonda. La formazione di Mancini crea moltissime occasioni, ma spreca troppo. Proprio quando la partita sembra destinata ai tempi supplementari arriva la beffa. Al triplice fischio gli azzurri vengono fischiati dal caloroso pubblico siciliano: alcuni scoppiano a piangere, altri scappano in spogliatoio. È una immagine che colpisce: l’Italia perde l’accesso ai Mondiali per la seconda volta consecutiva dopo il fallimentare spareggio con la Svezia del 2017.

L’Italia perde l’accesso ai Mondiali per la seconda volta consecutiva dopo il fallimentare spareggio con la Svezia del 2017. Per il giornalista Maurizio Compagnoni è un “disastro” annunciato

Ma per il giornalista di Sky Sport Maurizio Compagnoni questa disfatta a tinte azzurre, non è nemmeno una disfatta. E’ proprio un “disastro”. «Il termine giusto è proprio disastro perché uscire dai Mondiali per la seconda volta di fila è qualcosa di inaccettabile. Non puoi neanche appellarti alla sfortuna. La Macedonia in casa era, sulla carta, uno degli avversari più deboli tra tutte le squadre che partecipavano a questi playoff. È un’umiliazione per il nostro calcio che deve far riflettere».

Cosa è successo alla Nazionale dopo la vittoria agli Europei?

«Dopo l’Europeo ci siamo sentiti dei fenomeni e a settembre abbiamo visto delle partite inammissibili da parte dell’Italia, penso al pareggio in casa con la Bulgaria o alla prova oscena con l’Irlanda del Nord. Contro la Macedonia è andato in confusione anche il CT Mancini che ha messo in campo giocatori fuori ruolo, buttati sul terreno di gioco senza sapere dove andare».

Alla luce di questa sconfitta, l’Italia ha meritato di vincere gli Europei?

«Parliamoci chiaro: all’Europeo abbiamo avuto anche tanta fortuna come nella clamorosa partita con l’Austria quando ai nostri avversari sono stati annullati due gol per fuorigioco millimetrico. Fossimo andati fuori con l’Austria, non solo non avremmo vinto l’Europeo ma la Nazionale sarebbe stata travolta dalle critiche e dalle polemiche. Qui invece è accaduto il contrario: se Jorginho avesse segnato il rigore con la Svizzera noi avremmo passato tranquillamente il girone e ci saremmo qualificati ai Mondiali. All’Europeo gli episodi sono quasi sempre andati a nostro favore: qui, per quanto abbiamo giocato male, gli episodi ci hanno sfavorito».

Mancini resterà alla guida della Nazionale?

«Dopo la partita ha comprensibilmente detto che non è il momento di parlare del suo futuro. Io penso che sia giusto che lui rimanga sia perché è campione d’Europa in carica, sia perché non credo voglia lasciare dopo questa sconfitta umiliante: non sarebbe da Mancini. Dopo aver smaltito la delusione, è corretto ripartire con il giusto entusiasmo».

Da dove deve ripartire l’Italia?

«Si riparte con quella che si crede sia la miglior formazione possibile. Resto dell’idea che comunque abbiamo una buona squadra perché ci sono tante alternative. Contro la Macedonia mancavano dei giocatori importanti come Chiesa e Spinazzola che sono fondamentali per questa Nazionale. Il problema più grande sarà superare anche questa delusione dopo quella con la Svezia».