Per capire al meglio cosa è Balon Mundial bisogna immaginarsi di sfogliare un libro che racconta storie. Ogni capitolo ne ha una diversa, tutta sua. Spesso fatta di sofferenza, lotta e poi vittoria. Con un grazie speciale all’integrazione. Già, perché Balon Mundial è la Coppa del Mondo delle comunità di Torino e si disputa ogni anno cercando di unire ragazzi provenienti da culture e nazioni differenti che si trovano a stare insieme in un clima che sa di lezione per il mondo intero. Nell’aria si respira un clima di festa, dando un calcio alle differenze.
Lo slogan è “impossible is nothing” e i sorrisi dei ragazzi, sia in campo che fuori, lo raccontano meglio di ogni striscione. Fuori fanno quasi 40 gradi, ma a loro non importa. Figuriamoci se si fanno fermare dal sole. Parlano a testa alta del loro passato e della strada fatta per arrivare fin qui, dribblando problemi e difficoltà. A Balon Mundial si sta tutti insieme, si mangia e si ascolta musica. Oggi sorridono e hanno tutte le ragioni del mondo.
Poi ci sono le storie, quelle di vita che ti aprono gli occhi e ti fanno riflettere. Alcune hanno avuto un lieto fine con e grazie al calcio. Da Gyasi al viaggio di Messias, che ha esordito sui campi in italia proprio a Balon Mundial e la cui moglie segna a grappoli da centravanti con la maglia del Perù. Destini che si incrociano, partono dal nulla e si ritrovano nella vita, magari in Serie A. Messias e Gyasi infatti si sono affrontati in un Milan-Spezia lo scorso 17 gennaio ma non era la prima volta: cinque anni fa si erano sfidati in semifinale in un Ghana-Brasile proprio a Balon Mundial. Lì vinse Messias, a San Siro invece ha vinto Gyasi con tanto di gol decisivo allo scadere. Chissà se avrà ripensato a quel lontano pomeriggio di giugno in cui entrambi inseguivano un sogno. Remake. Una storia che insegna a non arrendersi mai, i sogni sono fatti per essere realizzati. Leggere per credere.
Quella di Junior Messias più che una storia è una favola. Oggi è campione d’Italia con il Milan ma dietro i suoi gol c’è una schiena spezzata, un campo amatoriale e un sms fortunato: “Alleno un fenomeno, vieni a vederlo”. Niente repliche. Da lì partirà la sua ascesa nel mondo del calcio. Prima però Junior fa il suo esordio in nel nostro paese a Balon Mundial: dove va lui, si vince. Due edizioni con il Brasile, una con il Peru dove giocano tanti suoi amici oltre a sua moglie nella squadra femminile. Mattina e pomeriggio consegna frigoriferi, poi la sera va a segnare.
“È stata una grande emozione vederlo vincere lo scudetto. Ci siamo sentiti un po’ campioni anche noi nel nostro piccolo”. Parola del presidente Tommaso Pozzato. Nella strada fatta per arrivare a quella medaglia ci sono anche loro. Il segno che ha lasciato lì Messias lo fotografi nei sorrisi di chi ti parla mentre te lo racconta.“È cresciuto con noi, gli vogliamo tutti un gran bene”. Storia nella storia.
Spesso i giocatori si conoscono tra loro tramite le comunità, che in fondo sono mondi molto piccoli che al loro interno contengono tanti episodi di sofferenza e rinascita. Ci sono tanti aneddoti e racconti sparsi che sanno di vita vissuta. Oggi tutti lavorano in Italia, si sono sistemati e guardano al passato senza paura di descriverlo. Il sorriso sui loro volti parte dagli occhi. A Balon Mundial sono tutti uguali, attori protagonisti di un torneo che ti apre gli occhi e la mente. Calcio, ma mai solo calcio.