Negli Stati Uniti è pratica comune che, prima di ogni elezione presidenziale, i principali quotidiani si schierino per l’uno o l’altro candidato principale. Il meccanismo si chiama endorsement e anche quest’anno, in vista del duello tra Donald Trump e Hillary Clinton, i quotidiani hanno dichiarato la loro preferenza.

Il direttore del Tg la7 Enrico Mentana ha scritto un post su Facebook a riguardo, pubblicando un grafico in cui evidenzia la percentuale degli endorsment per i candidati repubblicani e democratici dalle elezioni del 1988 in avanti. Si nota un fenomeno particolare: tranne nel 2004, quando la maggior parte delle testate supportò John Kerry, ma George W. Bush fu confermato presidente, ha sempre vinto il candidato che aveva ricevuto il maggior supporto da parte della stampa.

grafico

Per il 2016, però, c’è qualcosa che non torna: nella altre tornate in margine di endorsement tra un candidato e l’altro era comunque relativo, mentre quest’anno nessun grande giornale ha esplicitato il suo favore per Donald Trump. In altre parole, c’è un vero e proprio plebiscito della stampa per Hillary Clinton, candidata democratica.

Eppure, questo squilibrio collide con i sondaggi, che danno Trump su percentuali non così lontane da quelle dell’ex first lady. In altre parole, sembra che la capacità di influenzare l’opinione pubblica dei grandi media americani non sia più così rilevante, almeno stando a queste presidenziali.

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