L’ultima tornata elettorale di Hong Kong potrebbe aver inaugurato una nuova era per la politica. Un numero inatteso di elettori ha votato per la nomina del Consiglio legislativo dell’ex colonia inglese e i risultati del voto hanno colto tutti di sorpresa: questo perché una parte di politici ha fatto campagna elettorale sui social, Facebook in particolare.

Ora che le elezioni presidenziali degli Stati Uniti si avvicinano, gli analisti si stanno interrogando sull’impatto che Facebook potrebbe avere sull’affluenza alle urne e, in particolare, su che tipo di elettorato. È proprio qui che il voto di Hong Kong può fornire alcuni spunti interessanti: qui il cosiddetto effetto Facebook” ha influito sull’elettorato più giovane e di ispirazione liberale, portando ad un risultato elettorale sorprendente in particolare in uno dei distretti più tradizionali e conservativi della città.

Come molte persone nel mondo, anche i 7,8 milioni di abitanti di Hong Kong sono diventati sempre più diffidenti nei confronti dell’informazione passata dalle televisioni di Stato e dai giornali politicamente schierati. Per questo Facebook è diventato il loro punto di riferimento per apprendere in autonomia le notizie e per valutare a chi credere e chi sostenere.

I politici più attenti hanno colto questa tendenza e l’hanno sfruttata a loro vantaggio, realizzando nuovi format apposta per il social network di Mark Zuckerberg. Così Facebook si è trasformato in un vero e proprio all-news, con trasmissioni in diretta, botta e risposta in tempo reale tra i candidati sfidanti, clip video e cortometraggi elettorali sempre più accattivanti. Dalla Cina all’America, questo nuovo modello informativo ha preso sempre più piede, rubando un’importante fetta di pubblico a Tv e giornali, e dando nuovo potere ai candidati.

⇒ Continua a leggere su Quartz.com