Sono ancora da chiarire le cause dell’incidente aereo avvenuto stamattina nei pressi dell’aeroporto di Vilnius, in Lituania. Nell’impatto, avvenuto intorno alle 5 e 30 locali, è morta una persona e almeno altre tre sono rimaste ferite. La vittima era uno dei quattro membri dell’equipaggio.
L’aereo, un Boeing 737 dell’azienda di logistica DHL gestito dalla compagnia spagnola Swiftair, si è schiantato su un palazzo in fase di atterraggio. Non si sono registrate vittime tra le persone residenti nell’edificio, mentre le autorità locali rendono noto che dodici persone sono state evacuate.
Il volo, secondo quanto riportato su X da Flightradar 24, era partito da Lipsia, nella Germania orientale, poco dopo le tre, ora locale. Proprio nella città tedesca si trova uno dei più importanti hub europei di DHL.
Al momento le autorità non escludono nessuna pista, compresa quella terroristica. «Questa è una delle ipotesi che deve essere indagata e verificata», ha dichiarato il capo della polizia, Arnas Paulauskas, in una conferenza stampa.
“È prematuro collegare l’incidente a qualcosa”, ha dichiarato Darius Jauniskis, capo dei servizi segreti lituani, che ha però aggiunto: “Non possiamo escludere la possibilità di un atto terroristico”. Jauniskis ha suggerito che dietro l’incidente potrebbe esserci la mano di Mosca: “Vediamo una Russia sempre più aggressiva, ma non possiamo ancora puntare il dito contro nessuno”.
“Da settimane se non da mesi si parla di possibili minacce ibride: aerei che vengono fatti saltare in aria, fabbriche che prendono fuoco, come successo qualche mese fa in Polonia e anche qui a Vilnius”, spiega Andrea Griffante, corrispondente Ansa dai Paesi baltici. Secondo Griffante, i media lituani hanno posto l’attenzione sulla possibilità di un attacco ibrido, sottolineando però che “ciò è stato fatto con moltissima cautela”.
La stessa cautela, prosegue Griffante, è stata adottata dalle istituzioni nazionali: “Sia la presidenza della Repubblica sia i ministeri degli Esteri e della Difesa hanno appoggiato la tesi dell’incidente causato da un errore umano o da un guasto tecnico, commentando solamente quello che ad oggi è conosciuto e dimostrato”.
Ben diverso è l’approccio della Germania. Già il 14 ottobre, in un’audizione al Bundestag, il capo dell’intelligence nazionale tedesca Thomas Haldenwang aveva infatti apertamente accusato il Cremlino di essere dietro al caso di un pacco che a luglio aveva preso fuoco proprio nell’hub DHL di Lipsia. Dopo lo schianto dell’aereo cargo, la ministra degli Esteri di Berlino Annalena Baerbock non ha escluso il sabotaggio: “Il semplice fatto che noi, insieme ai nostri partner lituani e spagnoli, dobbiamo ora chiederci seriamente se si sia trattato di un incidente o di un attacco ibrido, dimostra in quali tempi instabili stiamo vivendo”.
Il clamore suscitato dall’incidente, spiega Griffante, non sembra aver inciso sullo stato d’animo dei lituani, un popolo abituato a vivere in un perenne stato d’allerta a causa del vicino russo. “Quello che si è potuto vedere di più è un senso di pietà per la vittima e i residenti dell’edificio colpito: mi verrebbe da dire che un singolo incidente influisce poco sullo stato emozionale della popolazione”, commenta.
Nonostante i sospetti sul sabotaggio da parte della Russia, le ipotesi al momento più accreditate dalle autorità lituane rimangono quelle dell’errore umano o del guasto tecnico.
Al di là delle varie ipotesi sul tavolo, al momento le uniche prove certe provengono da una registrazione audio del Controllo traffico aereo di Vilnius. Circa dieci minuti prima dello schianto viene dato al Boeing il via libera per atterrare, senza però ricevere risposta. Da quel momento si perdono i contatti con l’aereo.
Intanto, nonostante i ritardi di alcuni voli, l’aeroporto di Vilnius continua a funzionare normalmente.