Non solo Germania e Francia. Anche in Italia e in Lombardia, i coltivatori protestano contro le nuove misure europee sull’agricoltura. Da martedì, in centinaia si sono radunati in presidio permanente sull’autostrata A1, vicino Melegnano.

Luca, agricoltore di Pavia, ha deciso di presidiare a Melegnano: «C’è il problema del gasolio agricolo, un’agevolazione utile che l’Europa ci vuole togliere; per non parlare di nuove tasse che non riusciremo a pagare».

Trattori e raduni sulla A1

Ogni mattina, dalle ore dieci, parte l’adunata dei trattori, con corredo di bandiere italiane e cartelloni,. Campeggiano slogan antieuropeisti e rivendicazioni sindacali: da “Siamo pronti a bloccare tutto” e “L’Italia chiama, la Lombardia risponde”. Tutti i trattori in arrivo vengono accolti a colpi di clacson. Il piano di lotta è lungo: il sit-in dovrebbe permanere per almeno cinque giorni e cinque notti, come conferma Marco, giovane agricoltore 22enne che partecipa al presidio: «Cinque giorni di certo e anche di più se non verremo ascoltati». Al lato della strada si raduna un gruppo di manifestanti, con panchine, tendoni e legna per tenersi al caldo in questi giorni invernali. Gli agricoltori arrivano da diverse zone della Lombardia: Magenta, Treviglio, Lodi, Pavia e Brescia.Screenshot 2024-02-01 100412

Le rivendicazioni di chi si sente abbandonato dalle istituzioni

Luca, agricoltore di Siziano (Pavia), presente al presidio di Melegnano: «C’è il problema del gasolio agricolo, un’agevolazione utile che ci vogliono togliere; inoltre vogliono introdurre delle tasse che non riusciremo a pagare».Le motivazioni dietro a quest’ondata di manifestazioni in tutta Europa hanno la stessa base, ovvero il Green Deal europeo: la misura ridurrebbe i sussidi e aumenterebbe i costi di produzione in nome della sostenibilità ambientale. Allo stesso tempo, in Italia, sono mancate alcune importanti agevolazioni di sostegno al settore agricolo. Innanzitutto, è stata interrotta l’esenzione alla tassazione Irpef dei terreni agricoli nella nuova legge di bilancio. Questa misura era in vigore dal 2017, ma non è stata rinnovata per il 2024. Inoltre il gasolio per i mezzi agricoli, finora sottoposto ad agevolazione, potrebbe salire di prezzo secondo i piani del Pnrr, che prevedono la dismissione delle fonti energetiche ambientalmente dannose entro il 2026.Screenshot 2024-02-01 100813

La questione riguarda anche il divario creato dai prodotti agricoli d’importazione, di cui l’Italia fa ampio uso. Secondo le leggi italiane ed europee, nella produzione agricola vanno rispettate delle regole per garantire la qualità del prodotto, cosa che però fa lievitare i prezzi. In altri Paesi, queste regole non ci sono: i prodotti importati dall’estero hanno quindi un prezzo significativamente più basso. Nell’adeguarsi ai prezzi di mercato, gli agricoltori italiani si ritrovano penalizzati perché costretti a lavorare in perdita, vendendo i prodotti a un prezzo minore rispetto ai costi di produzione. Fa alcuni esempi pratici Paolo Brigatti: «Per esempio: l’orzo quest’anno si vende a 18 euro al quintale, l’anno scorso invece si vendeva a 29 euro al quintale». Paragonando i prezzi di gennaio dell’anno scorso rispetto a gennaio di quest’anno, ci dice che «il latte da 60 centesimi al litro è passato a 48 nel giro di cinque mesi». Paolo cita la riapertura delle esportazioni dall’Ucraina che ha abbassato i prezzi di vendita, e il “carrello tricolore”, una misura adottata dal governo per controllare i prezzi dei prodotti di prima necessità negli ultimi tre mesi del 2023 ma che secondo lui non ha funzionato.

Emanuele è giovane. Ha scelto questo mestiere e ha scelto di manifestare: «Le associazioni che dovrebbero occuparsi dei problemi degli agricoltori, ma non se ne occupano. Per esempio, la Coldiretti e Confagricoltura non vengono incontro ai nostri problemi».Alla luce del silenzio delle sigle di categoria, la sfiducia è il sentimento che prevale  tra i manifestanti. Che sia nei confronti delle istituzioni europee o quelle italiane, la sensazione è che nessuno si stia adoperando per aiutare la categoria degli agricoltori. Oggi si protesta in tutta l’Unione Europea: a Bruxelles gli agricoltori hanno appiccato roghi, lanciato uova e pietre contro il Parlamento Europeo e hanno danneggiato la statua di piazza Lussenburgo dedicata a John Cockerill, industriale e filantropo inglese.