Quando ci si è resi conto che neppure la potentissima macchina del Festival fosse riuscita a ottenere una deroga dal Ministero del Lavoro per far salire sul palco, dopo la mezzanotte, i bambini che accompagnavano Mr Rain, si è capito che le sorprese eran finite. Nemmeno il dato degli ascolti di stamattina ci ha fatto strabuzzare gli occhi: è chiaro, forse siamo così abituati a vedere percentuali mastodontiche che vorremmo sempre un nuovo record.La 73esima edizione del Festival di Sanremo si è confermata una tra le più seguite degli ultimi trent’anni, ma la finale di ieri sera ha fatto registrare un numero minore di telespettatori rispetto a quella dell’anno scorso: 12.256.000, pari al 66% di share – addirittura 70 % dalle 23 in poi con 10 milioni di persone – un milione in meno.
Vince Marco Mengoni ma le rivelazioni di questa edizione sono state Mr Rain e Lazza, rispettivamente terzo e secondo. I due brani sono molto diversi ma rappresentano bene due artisti seguiti dalla generazione zeta
Questa è stata l’edizione del plebiscito, la più prevedibile dal punto di vista della classifica finale: fin dal primo ascolto, Due vite di Marco Mengoni è sembrata la canzone vincitrice del Festival. Un brano classico, uno di quelli che paiono scritti apposta per vincere la palma, interpretato in modo magistrale per tre sere. Ogni volta appariva più coinvolgente. Questa crescita emotiva legata al numero di ascolti ha riguardato quasi tutte le ventotto canzoni in gara. Se mercoledì si aveva l’impressione che i brani fossero meno incisivi rispetto al 2022, col passare dei giorni la prospettiva è cambiata ed è stato spontaneo affezionarsi anche ai meno celebrati, come Duemila ore di Mara Sattei o Vivo di Levante. Tuttavia, nel quintetto dei finalisti una sorpresa c’è stata: Tango di Tananai ha scalzato la più quotata Il Bene nel male di Madame. La sua cavalcata si è fermata al quinto posto, un grande passo avanti dopo l’ultima posizione dell’anno scorso. Le rivelazioni di questa edizione sono ovviamente state Mr Rain e Lazza, rispettivamente terzo e secondo. Due brani molto diversi, ma entrambi figli di artisti seguiti dalla generazione zeta. Si sono confermati una certezza anche Colapesce e Dimartino che con Splash hanno bissato il successo in sala stampa di Musica leggerissima. Peccato che il televoto non li abbia premiati come ci si poteva aspettare. Inspiegabile il premio di miglior testo assegnato ai Coma_Cose per la loro L’addio.
Da Madonna e Britney Spears a Rosa Chemical e Fedez, in musica è tutta colpa di un bacio
Amadeus, arrivato al quarto Festival, è sempre in forma e sembra già pronto a ricominciare. Gianni Morandi è stato ancora più bravo: senza mai prendersi sul serio, passando persino la scopa sul palco per ripulire i cocci lasciati dalla furia di BLANCO, è risultato uno dei personaggi più simpatici, capace di smorzare ogni polemica in maniera intelligente. Lui sì, mette sempre d’accordo tutti. Le co-conduttrici quest’anno hanno convinto un po’ meno, invece: ad esclusione di Chiara Francini, le altre sono sembrate un po’ fuori contesto. Ma passiamo alle cose serie: gli eventi memorabili di ieri sera.
Tutti temevano per le parole di Zelensky che, da discorso, si sono trasformate prima in collegamento, poi in una lettera. Quando Amadeus ha letto il messaggio del presidente ucraino erano le due passate: c’era lo share più alto perché tutti erano in attesa di conoscere il vincitore, ma la questione si è risolta con l’esibizione degli Antytila, band di Kiev che ha cantato un inno rock alla resistenza. Di certo dei sottotitoli avrebbero agevolato. In sintesi, un nulla di fatto.
Nessuno, al contrario, si aspettava chissacché da Gino Paoli, se non un’emozionante esibizione sulle note de Il cielo in una stanza: ecco che, invece, a microfono aperto, inizia a raccontare di Little Tony e del tradimento di sua moglie. Questo è solo il primo di una serie di momenti iconici che avvengono in successione. Poco dopo, sale sul palco Rosa Chemical che dà vita alla performance più fuori controllo della serata. Made in Italy fa ballare l’Ariston, Rosa si avvicina alla prima fila e coinvolge Fedez. Prima un twerk che si trasforma presto in qualcos’altro, poi sul finale un bacio appassionato, il tutto sotto lo sguardo imbarazzato della moglie di Fedez e co-conduttrice Chiara Ferragni. In un modo o nell’altro proprio il rapper milanese, dopo il tanto discusso freestyle con strappo della foto del viceministro di Fratelli d’Italia Galeazzo Bignami, è diventato uno dei protagonisti di Sanremo, pur non essendo in gara. Anzi, ha creato molto più scompiglio da spettatore e ospite, più che da concorrente. Era tutto talmente sopra le righe che Achille Lauro – che si è esibito subito dopo dal palco in Piazza Colombo – è sembrato incolore e privo della propria trasgressività. A proposito di ospiti, un’ultima menzione la meritano i Depeche Mode che hanno presentato in anteprima mondiale il loro nuovo singolo Ghosts Again e hanno trasformato il teatro in un club inglese con Personal Jesus.
Il 73esimo Festival di Sanremo è stato un successo sotto vari punti di vista: gli ascolti, la musica e l’intrattenimento.Uno spettacolo sempre più intergenerazionale, grazie alla mente di Amadeus che si è preso un rischio importante facendo gareggiare tutti i giovani e alzando il numero di artisti a 28. Scommessa vinta su tutti i fronti, anche quello dell’orario: ieri la finale è finita addirittura in anticipo, le presentazioni sono state più snelle e i cantanti hanno avuto la possibilità di parlare e aprirsi per qualche secondo con il pubblico. Amadeus rimarrà al timone anche nella prossima edizione. È probabile che stia già pensando alla scenografia. Noi siamo già pronti.
