Si definiscono sciovinisti occidentali, non accettano donne al loro interno e sono noti al grande pubblico per i loro atteggiamenti aggressivi e violenti, tanto da essere stati classificati come gruppo d’odio.Sono i Proud Boys, i ragazzi orgogliosi, tornati alla ribalta della cronaca dopo gli assalti a Capitol Hill, di cui sono stati artefici e co protagonisti. Fondato nel 2016 da Gavin Mcinnes – peraltro anche fondatore di VICE, che da anni cerca di allontanarsi pubblicamente dal suo ex leader – il gruppo è in realtà uno dei movimenti più attivi dell’alt right, la nuova estrema destra americana che da diversi anni porta avanti idee razziste e misogine appellandosi alla libertà di espressione. L’organizzazione è composta unicamente da uomini e, seppur si definisce un drinking club, un gruppo di amici di bevute, è accusato dai media americani di legami con i suprematisti bianchi, gli stessi che il Dipartimento per la sicurezza interna degli Stati Uniti ha stabilito essere la minaccia terroristica più grave per gli Stati Uniti al momento.

Il nome dei Proud Boys ha iniziato però a circolare con più insistenza soprattutto dopo uno dei dibattiti tra Biden e Trump, nel quale quest’ultimo li ha letteralmente chiamati a raccolta:Stand back and stand by”, ossia “State indietro e state in allerta. Da quel momento molti riflettori vennero puntati sul gruppo, facendo cogliere più dettagli e sfumature, come ad esempio quella del vestiario. Fin dai primi tempi, infatti, McInnes – che si è distaccato nel 2018, ma continua in realtà ad essere ancora una figura centrale, citando anche in giudizio il Southern Poverty Law Center per aver designato l’organizzazione come un gruppo di odio – ha incoraggiato i membri a indossare una polo Fred Perry gialla e nera.L’idea dovrebbe essere quella di un movimento “duro e puro”, radicato nella classe lavoratrice, rifacendosi dunque all’immagine dei mod britannici degli anni Sessanta, un movimento della sottocultura inglese distintosi per le polo di Fred Perry, i jeans attillati e agli scarponcini Dr. Martens. Capi d’abbigliamento che fossero abbordabili economicamente ma che fossero anche prerogativa delle classi borghesi.

Quello però con Trump è un nodo sottile e delicato, cruciale per capire le ragioni che spingono questo movimento.Questo perché quello che si è riversato a Washington per contestare la vittoria di Biden e sfociando poi nell’assalto a Capitol Hill, la sede del Congresso degli Stati Uniti, è un gruppo ampio e variegato al proprio interno. In prima fila proprio loro, i Proud Boys, il cui attuale leader, Enrique Tarrio – tra l’altro anch’egli ex dipendente VICE –, è stato arrestato e poi rilasciato per aver bruciato una bandiera dei Black Lives Matter. Suprematisti bianchi insomma, ai quali si aggiungono anche i Bogaloo e gli esponenti di QAnon. Un universo variegato formato da un insieme di compagini estremiste, rimasto per decenni ai margini della vita sociale del Paese ai quali Trump, nei suoi quattro anni di mandato, ha dato voce.