Nuovi guai per il colosso di Mark Zuckerberg, che deve fare i conti con una nuova accusa, proveniente dalla Francia. Il garante francese per la sicurezza dei dati personali (CNIL) ha redatto un documento di 17 pagine contenente numerose infrazioni che Facebook starebbe commettendo nei confronti dei cittadini.
Una delle più gravi sarebbe l’utilizzo, da parte del social network, di dati appartenenti a utenti privi di un account sul sito, ma che capitano sulle sue pagine tramite semplici ricerche online. Facebook inoltre non chiederebbe agli utenti l’esplicito consenso a raccogliere informazioni sensibili, come il credo religioso o l’orientamento sessuale e politico.
La Francia invita ora il social network a sospendere l’invio di dati negli Stati Uniti, come previsto dal “Safe Harbour”, invalidato dalla Corte dell’Unione Europea ormai cinque mesi fa.
Dai vertici di Facebook fanno sapere di essere certi di rispettare tutti i vincoli legislativi, ma il CNIL sembra fare sul serio: ha dato tre mesi di tempo alla società di Zuckerberg per adeguarsi alle regole, pena la multa di 150mila euro.