Secondo cifre dell’agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati le persone in movimento nel mondo sono circa 60 milioni. Il numero di potenziali rifugiati più alto a partire dalla Seconda Guerra Mondiale. Un flusso di persone che ha messo in difficoltà le strategie e le strutture di accoglienza europee.

Si tratta molto spesso di viaggi rischiosi, in cui a partire dal 2000 hanno perso la vita circa 30 mila persone. Un bilancio in cui le responsabilità delle politiche europee per regolare i flussi in entrata non mancano.

È quanto emerge dal reportage Counting the dead, inserito all’interno di un progetto consorziato di giornalisti provenienti da oltre 15 pesi europei, coordinati da Journalism++: The migrants’ files. Accostando un rigido fact checking alla potenza evocativa delle immagini e alla chiarezza espositiva dei grafici, ogni contributo di The migrants’ files rende disponibili i dati e le fonti a partire dai quali le inchieste vengono costruite.

Stando a quanto messo in luce dall’inchiesta The money trails, oggetto dell’ultima uscita di The migrants’ files , migranti e rifugiati spendono circa 1 miliardo all’anno per raggiungere l’Europa. Dall’altra parte i cittadini dell’Unione spendono circa la stessa cifra per finanziare programmi come Fortress Europe. Un business di cui beneficiano alcuni gruppi industriali, come viene chiarito in uno dei tanti grafici interattivi presenti.

La profondità delle analisi e il coinvolgimento di giornali e giornalisti di diverse parti d’Europa hanno fruttato al progetto la vittoria nel 2014 del Data Journalism Award e nel 2015 dello European Press Prize.

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