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	<title>magzine &#187; Maria Gomiero</title>
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	<description>un progetto della Scuola di giornalismo dell&#039;Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano</description>
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		<title>Inchieste sotto copertura: due casi studio sulle destre europee con Peters e Scarano</title>
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		<pubDate>Wed, 14 May 2025 15:15:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Maria Gomiero]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Milano]]></category>

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		<description><![CDATA[Un’immersione nella vita degli altri, nelle scelte degli altri, in un mondo che non si racconta, ma che ribolle, fermenta, a volte esplode. Questo è il lavoro dei giornalisti sotto ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1810" height="887" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2025/05/WhatsApp-Image-2025-05-14-at-16.17.16-e1747234105386.jpeg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="WhatsApp Image 2025-05-14 at 16.17.16" /></p><p><span style="font-weight: 400;">Un’immersione nella vita degli altri, nelle scelte degli altri, in un mondo che non si racconta, ma che ribolle, fermenta, a volte esplode. Questo è il lavoro dei giornalisti sotto copertura per come lo raccontano<strong> Jean Peters</strong> e<strong> Luigi Scarano, </strong>nel corso di un workshop sulle tecniche di investigazione giornalistica, a<a href="https://zonaklife.it/" target="_blank">l festival LIFE nella Fabbrica del Vapore</a>. Qui le due inchieste sull’estrema destra in Germania e in Italia si sono intrecciate in una narrazione a specchio.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La prima, </span><a href="https://correctiv.org/aktuelles/neue-rechte/2024/01/10/geheimplan-remigration-vertreibung-afd-rechtsextreme-november-treffen/" target="_blank"><i><span style="font-weight: 400;">Schwarz Rot Braun</span></i></a><span style="font-weight: 400;"> (</span><i><span style="font-weight: 400;">Nero Rosso Marrone</span></i><span style="font-weight: 400;">), è stata condotta in prima persona da Peters che ha portato alla luce <strong>«il piano segreto contro la Germania»</strong> progettato da estremisti di destra legati al partito neonazista Alternative für Deutschland (AfD) e pubblicata dalla testata CORRECTIV. La seconda è invece </span><a href="https://www.youtube.com/playlist?list=PLMr9zEjxXS26LAhmHckkXMvQj6WkCQjyE" target="_blank"><i><span style="font-weight: 400;">Gioventù meloniana</span></i></a><span style="font-weight: 400;">, realizzata da Fanpage<strong> sul movimento giovanile di Fratelli d’Italia</strong>, l’ha coordinata da Luigi Scarano, direttore della sezione investigativa Backstair. Scarano ha seguito anche l’inchiesta sotto copertura </span><a href="https://www.fanpage.it/backstair/story/lobby-nera/" target="_blank"><i><span style="font-weight: 400;">Lobby nera</span></i></a><span style="font-weight: 400;">, che ha svelato un sistema di tangenti, influenze politiche e pressioni in vista delle elezioni amministrative del 2021. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">«In entrambi i casi i nostri giornalisti facevano parte di queste reti, <strong>ma non sono stati attori protagonisti</strong>: sono state proprio le persone su cui stavamo indagando a coinvolgerli e a svelare attivamente i loro segreti». La giornalista che si è occupata di </span><i><span style="font-weight: 400;">Gioventù Meloniana</span></i><span style="font-weight: 400;">, <strong><a href="https://www.magzine.it/author/selena-frasson/" target="_blank">Selena Frasson</a></strong>, ha iniziato a collaborare con il magazine del think-thank </span><a href="https://www.nazionefutura.it/" target="_blank"><i><span style="font-weight: 400;">Nazione Futura</span></i></a><span style="font-weight: 400;">, legato a Fratelli d’Italia, su proposta di chi gestiva la rivista. È stato questo a darle credibilità e a renderla automaticamente una persona affidabile e coinvolta nelle chat e nei progetti della sezione giovanile del partito. </span>Il parallelo tra le due inchieste mostra come<strong> l’estrema destra</strong> si muova su piani diversi, ma seguendo<strong> le stesse dinamiche</strong>. Da un lato, un progetto strutturato e segreto per rimodellare la società tedesca attraverso una <strong>«remigrazione»</strong> su base etnica. Dall’altro, la normalizzazione e la<strong> legittimazione di un’eredità fascista</strong>, interiorizzata come identitaria da una parte delle nuove generazioni italiane. «Non sono fascisti nel senso classico, non credo che andrebbero in giro a picchiare qualcuno o a censurarlo, ma sono cresciuti con l’idea che il fascismo sia parte della nostra tradizione. Fanno di un’ideologia un’eredità da tenere viva e trasmettere» aggiunge Scarano.</p>
<p><span style="font-weight: 400;">In entrambi i casi, il metodo usato è <strong>l’infiltrazione,</strong> ossia diventare parte dell’ambiente e del contesto in cui si indaga. «Ci vuole proporzionalità: non si rompe una rete lanciando una bomba, ma individuando tutti i nodi» spiega Peters, insistendo sul fatto che non si può capire la strategia dell’estrema destra se non si entra all’interno del sistema. È la <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/The_Chicago_Way" target="_blank">«Chicago way»</a>, dice, parafrasando un celebre film: bisogna <strong>adottare le regole del campo in cui si indaga </strong>e se il sistema è corrotto devi fingere di esserlo anche tu. C&#8217;è una linea sottile tra<strong> empatia e inganno</strong>, tra vicinanza umana e distanza professionale.</span>Entrare sotto copertura significa abitare le vite degli altri, senza mai dimenticare la propria funzione. Un’inchiesta di questo tipo richiede <strong>una preparazione meticolosa e un equilibrio delicato</strong> tra coinvolgimento personale e distacco professionale. Si parte da un’ipotesi iniziale. Jean Peters sottolinea l&#8217;importanza di non operare in solitaria: «<strong>Se lo fai da solo sei un narcisista</strong>», afferma, evidenziando come il lavoro di squadra offra supporto emotivo, aiuto concreto nella gestione del rischio e un’analisi spietata del valore dei materiali raccolti. L&#8217;empatia, in questo contesto, non è solo una qualità umana, ma uno strumento professionale, al contempo, aggiunge Peters: «Non credo sia qualcosa che si impari, credo sia qualcosa che si ha». Il <strong>nodo etico</strong> è il più intricato: «È faticoso – ammette il giornalista – <strong>mentire tutti i giorni</strong> alle persone con cui stai. Saranno anche dei corrotti, dei nazisti, dei criminali, ma sono comunque delle persone con cui passi le giornate, che sanno scherzare, avere cura, volere bene, che puoi chiamare amici. È molto difficile, ma bisogna saper separare la relazione personale dalla <strong>rilevanza pubblica</strong>».</p>
<p><span style="font-weight: 400;">La documentazione accurata è fondamentale per garantire la credibilità dell&#8217;inchiesta. Peters evidenzia l&#8217;importanza di avere almeno due fonti (in Italia di solito se ne chiedono tre) anonime e indipendenti per corroborare le informazioni raccolte, soprattutto quando si tratta di materiale sensibile. Questo<strong> approccio rigoroso</strong> è essenziale per evitare accuse di manipolazione o di comportamento simile a quello dei servizi segreti, critica che lui stesso ha ricevuto. L&#8217;inchiesta di Peters ha rivelato un incontro avvenuto il 25 novembre 2023 in un hotel di Potsdam, dove esponenti dell&#8217;AfD, membri del movimento neonazista tedesco e finanziatori del partito hanno discusso un piano denominato «remigrazione». Questo progetto prevedeva<strong> l&#8217;espulsione su larga scala</strong> di richiedenti asilo, cittadini tedeschi di origine straniera e di coloro che li aiutano, con l&#8217;idea di trasferirli in uno stato del Nord Africa. Su argomenti simili verterà il </span><a href="https://www.facebook.com/azioneculturatradizione.act/?locale=it_IT" target="_blank"><i><span style="font-weight: 400;">Remigration Summit</span></i></a><span style="font-weight: 400;">, <a href="https://prefettura.interno.gov.it/it/prefetture/varese/notizie/remigration-summit-2025" target="_blank">previsto per il 17 maggio 2025</a>. L&#8217;evento, organizzato da attivisti identitari europei, ha suscitato<a href="https://www.editorialedomani.it/politica/italia/remigration-summit-botta-e-risposta-tra-sala-e-salvini-d769yp8p" target="_blank"> polemiche e opposizioni</a> e attualmente, l&#8217;hotel a Somma Lombardo in cui era previsto il summit, ha ritirato la disponibilità, lasciando, per ora,<a href="https://ilmanifesto.it/milano-il-remigration-summit-perde-la-sala" target="_blank"> l&#8217;incontro senza una sede</a>. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La connessione tra l&#8217;inchiesta tedesca e l&#8217;evento milanese evidenzia come le ideologie estremiste si stiano diffondendo a livello transnazionale, utilizzando strategie simili per promuovere agende politiche radicali. Il giornalismo sotto copertura permette di <strong>svelare queste dinamiche</strong> dall&#8217;interno nei loro meccanismi più reconditi. Si conferma uno strumento cruciale per comprendere e documentare fenomeni che altrimenti rimarrebbero nascosti. </span><span style="font-weight: 400;">Il giornalismo sotto copertura, oggi, è meno diffuso rispetto al passato. Negli ultimi anni, soprattutto negli Stati Uniti, si è diffusa l’idea che un reporter non possa<strong> mentire, neanche per scoprire una verità più grande</strong>. Il prezzo è perdere tutta la credibilità nei confronti del pubblico. Anche in Germania, racconta Peters, c’è chi lo paragona ai metodi della Stasi. Ma, avverte, non è questione di nostalgia per un giornalismo d’avventura: «Un giornalista deve sempre essere critico verso le istituzioni, almeno come punto di partenza». E deve accettare che l’ipotesi di partenza venga smentita, se la realtà racconta altro. Perché, come ricorda Scarano, «molte cose interessanti nascono proprio da lì, <strong>dalla negazione di quello che potevamo aspettarci.</strong> A volte, le nostre inchieste faticano a essere digerite perché maneggiano materiale che è </span><i><span style="font-weight: 400;">stinky</span></i><span style="font-weight: 400;">, puzzolente». È però in quella materia incandescente, in quel magma ribollente e denso che si trova solo entrando sotto la superficie che il giornalismo deve affondare lo sguardo e le mani per scoprire com’è il mondo davvero.</span></p>
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		<title>TRUMP METTE A DURA PROVA IL GIORNALISMO USA</title>
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		<pubDate>Fri, 11 Apr 2025 16:40:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Maria Gomiero]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Lasciarsi tutto indietro e salpare, respirando l’aria della libertà. Per decenni, milioni di  persone hanno attraversato Pacifico e Atlantico per vivere nella “terra delle opportunità”. Il sogno americano è incarnato ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1800" height="1200" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2025/04/7IV8508.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="Foto di: Francesco Cuoccio" /></p><p><span style="font-weight: 400;">Lasciarsi tutto indietro e salpare, respirando l’aria della libertà. Per decenni, milioni di  persone hanno attraversato Pacifico e Atlantico per vivere nella “terra delle opportunità”. Il sogno americano è incarnato da Lady Liberty, protettrice non solo dei suoi cittadini. La prima cosa che faceva era gridare “America” dalle navi cariche di migranti con valige di cartone e sogni da realizzare. Gli<strong> Stati Uniti</strong> del 2025 sono molto diversi dalla terra accogliente e senza limiti raccontata da Hollywood. Il tornado <strong>Trump</strong> non lascia vittime, ma superstiti.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Cosa accade ai diritti e alle libertà quando persino la democrazia più grande del mondo sembra pronta a voltare le spalle a loro? Il giornalismo lo sta scoprendo sulla propria pelle. Durante la terza giornata del Festival Internazionale del giornalismo, <strong>Betsy Reed</strong>, direttrice di <a href="https://www.theguardian.com/us?INTCMP=CE_US">The Guardian US</a>, si è confrontata sul tema con <strong>Joel Simon</strong>, fondatore del <a href="https://www.journalism.cuny.edu/centers/journalism-protection-initiative/">Journalism Protection Initiative</a>. Nel panel <a href="https://www.journalismfestival.com/programme/2025/trump-and-the-press-what-to-expect-in-the-second-term">“Trump and the Press: What to Expect in the Second Term”</a>, Reed ha evidenziato come, nel primo mandato, l&#8217;amministrazione Trump abbia tentato di incarcerare giornalisti, indebolire le leggi sulla diffamazione, escludere dalla Casa Bianca reporter scomodi e fare pressioni sui proprietari dei media per attenuare la copertura critica.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Come è successo nel 2018 a <strong>Jim Acosta</strong>, corrispondente dalla Casa Bianca per la <a href="https://edition.cnn.com/">CNN</a>, a cui<a href="https://tg24.sky.it/mondo/2018/11/13/cnn-trump-causa-ritiro-credenziali-jim-acosta"> è stato revocato l’accredito</a> dopo aver rivolto domande considerate sgradite dal presidente. Ma non è stata una questione unica e personale: a farne i conti è stata anche una realtà editoriale storica come <a href="https://www.washingtonpost.com/">The Washington Post</a>. Durante la campagna elettorale 2024, per la prima volta dalla sua fondazione, il quotidiano non ha espresso l’endorsement per un candidato. Storicamente più vicino ai democratici, il </span><i><span style="font-weight: 400;">Post</span></i><span style="font-weight: 400;"> di Bezos ha preferito non sbilanciarsi e ridurre così il rischio di ripercussioni in caso di vittoria repubblicana.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">I media, in questo momento storico, sono sotto pressione. “Una delle lezioni che non abbiamo imparato dalla prima presidenza Trump è che quando c’è un leader forte e divisivo è difficile concentrarsi su altro. Il giornalismo dovrebbe raccontare le conseguenze di quello che i potenti fanno e non le loro dichiarazioni assurde”, ha spiegato<a style="font-weight: 400;" href="https://www.theguardian.com/world/2016/jan/16/iran-releases-washington-post-journalist-jason-rezaian"> <strong>Jason Rezaian</strong></a>, direttore of Press Freedom Initiatives al Washington Post. Mentre in tutto il mondo le testate locali affannano, i media nazionali seguono il copione che scrive qualcun altro. “Are we making news or making noise?”, provoca <a style="font-weight: 400;" href="https://www.rcmediafreedom.eu/News/Turkey-must-end-the-harassment-of-journalist-Can-Duendar-and-lift-the-block-of-his-online-radio"><strong>Can Dündar</strong></a><b> </b></span><span style="font-weight: 400;">- ex direttore del quotidiano turco </span><i><span style="font-weight: 400;">Cumhuriyet</span></i><span style="font-weight: 400;">, perseguitato da Erdoğan. La domanda vuole scuotere le coscienze dei giornalisti, in particolare quelli che vivono sotto “regimi democratici”.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Agire o reagire, in questa scelta consiste il futuro della libertà di informazione. “Immaginate che la vostra casa stia bruciando &#8211; insiste Dündar &#8211; come potreste restare fuori a guardare? Il mondo dell’informazione sta bruciando, non possiamo limitarci a raccontarlo come se fosse cronaca. Se fosse casa mia, io cercherei dell’acqua, farei di tutto per spegnere le fiamme”. Dalle basi di diritto che sostengono la professione si alza un sottile filo di fumo. Da spegnere prima che l’aria diventi irrespirabile. </span></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>OFF THE RADAR #87</title>
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		<pubDate>Sun, 23 Feb 2025 11:38:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Maria Gomiero]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News Lab]]></category>

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		<description><![CDATA[Torna Off The Radar, la rubrica settimanale di Magzine dedicata alle migliori notizie dal mondo su AI, giornalismo, tech e innovazione. E non solo. Dall’Europa agli Stati Uniti, passando per l’Africa, l’intelligenza ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img width="275" height="183" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2025/02/download1.jpeg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="download" /></p><p>Torna <strong>Off The Radar</strong>, la rubrica settimanale di Magzine dedicata alle migliori notizie dal mondo su AI, giornalismo, tech e innovazione. E non solo. Dall’Europa agli Stati Uniti, passando per l’Africa, l’intelligenza artificiale e la tecnologia continuano a ridisegnare il nostro mondo. Mentre la Francia punta su un piano miliardario per competere con USA e Cina, Microsoft sperimenta l’AI per generare gameplay su Xbox. I chatbot entrano anche nelle scuole americane come supporto psicologico e aiutano i giornalisti nigeriani nell’inchiesta sulle alluvioni. Ma l’innovazione porta con sé sfide: dal difficile rapporto tra scuola e ChatGPT alla proliferazione incontrollata di startup nel settore. Nel frattempo, una piccola città del Kansas viene sconvolta da una truffa sulle criptovalute, i giornalisti italiani devono ancora fare i conti con il trauma post-COVID. Tra etica, regolamentazione e nuove frontiere, questa settimana Off The Radar racconta come <strong>la tecnologia sta cambiando il nostro presente</strong>.</p>
<p>Ecco le dieci notizie imperdibili di questa settimana:</p>
<p>Il presidente francese Emmanuel Macron ha annunciato un piano di investimenti da <strong>100 miliardi di euro per accelerare lo sviluppo dell’intelligenza artificiale in Europa</strong>. Vuole cercare di colmare il divario con Stati Uniti e Cina. Parallelamente, un consorzio di 20 aziende e startup ha lanciato un&#8217;iniziativa da 150 miliardi per rafforzare l’ecosistema AI, semplificare le normative e<strong> attrarre investitori</strong> da tutto il mondo. Tra le oltre 60 aziende coinvolte ci sono giganti come ASML, Airbus, Siemens e Spotify. L’obiettivo è costruire un’industria tecnologica europea autonoma e competitiva. <a href="https://www.millionaire.it/macron-punta-sullintelligenza-artificiale-100-miliardi-di-euro-per-tenere-il-passo-di-usa-e-cina/" target="_blank">Millionaire</a></p>
<p><strong>Sam Altman</strong>, CEO di OpenAI, ha pubblicato un nuovo post sul suo blog in cui presenta tre osservazioni chiave sull’Intelligenza Artificiale Generale (AGI). Secondo Altman, siamo più vicini che mai a modelli di AI in grado di <strong>ragionare e apprendere come gli esseri umani.</strong> La sfida principale rimane quella del controllo e dell’allineamento con i valori umani. Inoltre, sottolinea che la regolamentazione sarà cruciale per garantire uno sviluppo etico e sicuro dell’AGI. <a href="https://blog.samaltman.com/" target="_blank" rel="noopener" data-start="1426" data-end="1472">Sam Altman Blog<br />
</a></p>
<p>Mira Murati, ex-dirigente di OpenAI, è una delle figure più influenti nel campo dell’intelligenza artificiale. Dopo aver lasciato la compagnia di Altman, ha rilasciato un’intervista in cui racconta come immagina il futuro delle &#8220;macchine pensanti&#8221; e <strong>le implicazioni etiche di un’AI sempre più avanzata</strong>. Murati riflette sul ruolo che queste tecnologie potrebbero avere nella società, dalla creatività alla medicina, ma sottolinea anche i rischi di una <strong>regolamentazione inadeguata</strong>. <a href="https://www.wired.com/story/mira-murati-thinking-machines-lab/" target="_new" rel="noopener" data-start="1973" data-end="2044">Wired</a></p>
<p data-start="2132" data-end="2672">L’industria dell’intelligenza artificiale sta vivendo un boom senza precedenti, ma il numero crescente di startup e aziende che si affacciano sul mercato potrebbe portare a un inevitabile collasso. Secondo Casey Newton di <em data-start="2332" data-end="2344">Platformer</em>, la competizione feroce e la dipendenza dalle risorse computazionali potrebbero rendere <strong>insostenibile il business per molte società emergenti.</strong> Il rischio è che solo i giganti come OpenAI, Google DeepMind e Anthropic possano sopravvivere nel lungo termine. <a href="https://www.platformer.news/too-many-ai-companies/" target="_new" rel="noopener" data-start="2606" data-end="2670">Platformer</a></p>
<p data-start="2132" data-end="2672">La sfida dell&#8217;AI si declina anche in ambito educativo e culturale. I chatbot hanno messo le scuole di fronte a una sfida complessa. Da un lato, alcuni insegnanti stanno cercando di<strong> integrare l’uso dell&#8217;intelligenza artificiale nella didattica</strong>; dall’altro, esiste il timore che gli studenti possano usarla per copiare o ridurre il loro impegno nello studio. Ci sono però delle soluzioni possibili soluzioni, tra cui lo sviluppo di strumenti di verifica e l’insegnamento di un uso etico e <strong>consapevole della tecnologia</strong>. <a href="https://lucysullacultura.com/il-difficile-rapporto-tra-scuola-e-chatgpt/" target="_new" rel="noopener" data-start="3183" data-end="3277">Lucy Sulla Cultura</a></p>
<p data-start="5374" data-end="5983">Anche negli Stati Uniti le scuole stanno sperimentando chatbot basati sull’intelligenza artificiale. Non solo per l&#8217;apprendimento, ma anche per <strong>supportare la salute mentale degli studenti</strong>. Con la carenza di counselor scolastici, questi strumenti vengono utilizzati per offrire supporto psicologico e suggerimenti per la gestione dello stress. Ma gli esperti avvertono: <strong>un bot non può sostituire un vero terapeuta</strong>, e c’è il rischio che risposte automatiche non siano sempre adeguate alle esigenze emotive degli studenti. <a href="https://www.wsj.com/tech/ai/student-mental-health-ai-chat-bots-school-4eb1ba55?mod=tech_lead_pos1" target="_new" rel="noopener" data-start="5861" data-end="5981">Wall Street Journal</a></p>
<p data-start="2132" data-end="2672">Un banchiere di successo in una piccola città del Kansas, negli Stati Uniti, ha messo in crisi la sua comunità dopo aver perso milioni di dollari in <strong>speculazioni sulle criptovalute</strong>. Attraverso uno schema fraudolento, ha convinto i cittadini a investire i loro risparmi in token digitali, promettendo rendimenti irrealistici. Quando il mercato è crollato, la truffa è emersa, scatenando una battaglia legale che ha diviso l’intera città. Una storia di avidità, ingenuità e conseguenze devastanti. <a href="https://www.nytimes.com/2025/02/19/magazine/cryptocurrency-scam-kansas-heartland-bank.html?unlocked_article_code=1.yk4.G0Yg.uSq3-C-ZrzQP&amp;smid=url-share" target="_new" rel="noopener" data-start="3840" data-end="4009">New York Times</a></p>
<p data-start="2132" data-end="2672">Molti <strong>giornalisti italiani che hanno coperto la pandemia</strong> stanno ancora affrontando le conseguenze psicologiche di quel periodo. Stress, paura e burnout sono le conseguenze di queste esperienza. É l&#8217;evidenza del fatto che il continuo contatto con <strong>notizie tragiche</strong> e il sovraccarico di lavoro hanno impatto devastante sulla salute mentale. Per molti, la pandemia è stata non solo una sfida professionale, ma anche un’esperienza traumatica difficile da elaborare. <a href="https://niemanreports.org/trauma-covid-pandemic-italian-journalists/" target="_new" rel="noopener" data-start="4537" data-end="4623">Nieman Reports</a></p>
<p data-start="2132" data-end="2672"><em data-start="4700" data-end="4721">The Colonist Report</em>, una piccola redazione nigeriana, ha utilizzato strumenti di intelligenza artificiale per <strong>analizzare migliaia di pagine di documenti governativi</strong> in un&#8217;inchiesta sulle alluvioni. Grazie all’AI, i giornalisti sono riusciti a individuare discrepanze nei dati e a scoprire negligenze nelle risposte governative. Il caso dimostra come l’intelligenza artificiale generativa possa diventare<strong> un potente alleato per il giornalismo d’inchiesta</strong>, anche in contesti con risorse limitate. <a href="https://reutersinstitute.politics.ox.ac.uk/news/how-small-nigerian-newsroom-used-ai-flooding-investigation" target="_new" rel="noopener" data-start="5169" data-end="5296">Reuters Institute</a></p>
<p data-start="6075" data-end="6661">Microsoft sta aprendo una nuova frontiera nel gaming con lo sviluppo di un modello di intelligenza artificiale in grado di<strong> generare sequenze di gameplay</strong>. L’idea è quella di creare esperienze di gioco sempre più dinamiche e personalizzate, in cui l’IA può adattare la difficoltà, modificare scenari e persino scrivere trame alternative in tempo reale. Se il progetto avrà successo, potrebbe rivoluzionare il modo in cui vengono sviluppati e vissuti i videogiochi. <a href="https://www.theverge.com/news/615048/microsoft-xbox-generative-ai-model-gaming-muse?ref=platformer.news" target="_new" rel="noopener" data-start="6543" data-end="6659">The Verge</a></p>
<p data-start="6075" data-end="6661">
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		<title>L’attacco di disinformazione alla Germania: la rete Storm 1516</title>
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		<pubDate>Fri, 21 Feb 2025 20:10:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Maria Gomiero]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News Lab]]></category>

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		<description><![CDATA[A pochi giorni dalle elezioni in Germania è stata scoperta un’operazione di disinformazione russa. La testata indipendente Correctiv e il Threat Analysis Center di Microsoft hanno individuato 102 siti web ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1550" height="874" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2025/02/Screenshot-2025-02-21-at-23.11.34.png" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="Screenshot 2025-02-21 at 23.11.34" /></p><p><span style="font-weight: 400;">A pochi giorni dalle elezioni in Germania è stata scoperta <strong>un’operazione di disinformazione russa</strong>. La testata indipendente <em>Correctiv</em> e il </span><i><span style="font-weight: 400;">Threat Analysis Center</span></i><span style="font-weight: 400;"> di Microsoft hanno individuato 102 siti web di fake news. </span><span style="font-weight: 400;">La rete di propaganda è gestita da un ex marine e vicesceriffo di Palm Beach,<strong> John Mark Dougan, elemento dell’ Alt-Right americana</strong> che vive a Mosca. Ha collaborato con lui Valery Korovin, capo del </span><i><span style="font-weight: 400;">Center for Geopolitical Expertise</span></i><span style="font-weight: 400;"> (CPE) di Mosca, che ha sostituito la famigerata </span><i><span style="font-weight: 400;">Internet Research Agency</span></i><span style="font-weight: 400;"> (IRA) di San Pietroburgo, precedentemente guidata da Yevgeny Prigozhin (fondatore del gruppo Wagner).</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Questi siti, chiamati </span><a href="https://cyberscoop.com/tag/storm-1516/"><i><span style="font-weight: 400;">Storm 1516</span></i></a><span style="font-weight: 400;">, riproducono la struttura dei principali siti di informazione, ma rilanciano contenuti dell’estrema destra tedesca e della TV russa Russia Today, bloccata nell’Unione Europea. </span><span style="font-weight: 400;">La propagazione dei contenuti avviene anche grazie a<strong> influencer filo-russi</strong> e a politici estremisti. Le notizie diffuse sono diventate virali, raggiungendo milioni di persone, a volte anche attraverso la stampa tradizionale. La campagna di disinformazione ha trovato<strong> un alleato in Elon Musk</strong>, che con i suoi 217 milioni di follower su X (ex Twitter) ha permesso all’Alternative für Deutschland (AfD) di raggiungere un pubblico mai visto prima. </span><span style="font-weight: 400;"><a href="https://www.youtube.com/watch?v=cpjKbWKZn00">L’intervista alla leader dell’AfD Alice Weidel, in cui affermava che “Hitler era un comunista”</a>, è stata visualizzata 20 milioni di volte, senza essere contestata da Musk. Il modello algoritmico di </span><i><span style="font-weight: 400;">X</span></i><span style="font-weight: 400;"> favorisce i contenuti con più interazioni, amplificando quelli più estremisti.</span></p>
<p>Per contrastare questo fenomeno il governo tedesco ha creato un<a href="https://www.verfassungsschutz.de/SharedDocs/hintergruende/DE/spionage-und-proliferationsabwehr/desinformation.html"> centro per il rilevamento della manipolazione dell’informazione straniera, </a>con sede a Berlino. Il partito dei Verdi, attualmente il bersaglio più colpito dalle fake news, ha creato una task force che supporta i deputati. Gli esperti ritengono che l&#8217;obiettivo principale della disinformazione russa non sia far credere alle fake news, ma <strong>minare la fiducia nelle istituzioni democratiche</strong>, rendendo difficile distinguere il vero dal falso. Allo stesso tempo, questa strategia punta a indebolire il sostegno all’Ucraina, creando divisioni interne in Germania sfruttando temi sensibili come immigrazione e crisi economica per rafforzare movimenti populisti contrari alle politiche dell’Unione Europea.</p>
<p><b>Per approfondire l’argomento <a class="ext-link" href="https://www.corriere.it/dataroom-milena-gabanelli/fake-news-germania-sotto-attacco-ecco-da-dove-arriva-l-ondata-di-disinformazione/98c5f6e1-f790-45de-b125-fb241ed00xlk.shtml" rel="external nofollow" data-wpel-target="_blank">clicca qui</a>.</b></p>
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		<title>Oltre la piramide: il futuro della Chiesa al femminile</title>
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		<pubDate>Wed, 29 Jan 2025 11:50:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Maria Gomiero]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Mondo]]></category>

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		<description><![CDATA[È un ottimo momento per essere donne in Vaticano. Suor Simona Brambilla sarà il primo prefetto del Dicastero per gli istituti di vita consacrata e le società di vita apostolica. ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img width="700" height="454" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2025/01/1.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="Diacone raffigurate in un mosaico della Basilica di Sant&#039;Apollinare Nuova" /></p><p class="LC20lb MBeuO DKV0Md">È un ottimo momento per essere<strong> donne in Vaticano</strong>. Suor Simona Brambilla sarà il primo prefetto del Dicastero per gli istituti di vita consacrata e le società di vita apostolica. Suor Raffaella Petrini sarà invece la prima governatrice del Vaticano. Negli ultimi dieci anni il numero delle donne impiegate in Vaticano è aumentato, raggiungendo quota 1.165. Mai prima d&#8217;ora così tante donne hanno lavorato nella Santa Sede. Crescono anche le nomine in posizioni di rilievo nella Curia romana, dove la percentuale di donne è passata dal 19,3 al 26,1%. Tra queste, suor Nathalie Becquart è diventata la prima donna con diritto di voto al Sinodo dei Vescovi. Nel 2021 il Papa ha nominato la biblista Nuria Calduch-Benages, religiosa spagnola, segretario della Pontificia Commissione Biblica, annessa al Dicastero per la Dottrina della Fede, e nel 2022 ha nominato la teologa argentina Emilce Cuda segretario della Pontificia Commissione per l&#8217;America Latina presso il Dicastero per i Vescovi.</p>
<div id="attachment_77662" style="width: 300px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2025/01/cq5dam.web_.1280.1280.jpeg"><img class="wp-image-77662 size-medium" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2025/01/cq5dam.web_.1280.1280-300x225.jpeg" alt="Suor Simona Brambilla" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">Suor Simona Brambilla</p></div>
<p><span style="font-weight: 400;">Ogni cambiamento strutturale porta con sé implicazioni simboliche. «La nomina di Suor Simona è significativa, ma il suo impatto dipenderà dal contesto in cui sarà inserita tra la questione del ruolo delle donne nella Chiesa e l’autorità», spiega <strong>Cristina Simonelli</strong>, presidente dal 2013 del coordinamento delle teologhe italiane e docente di teologia patristica alla Facoltà Teologica del Nord Italia. Nel suo percorso affronterà difficoltà simili a quelle che si possono trovare in altri ambiti, come quello accademico, parrocchiale o associativo. «Sono certa che ci saranno tanti uomini pronti a collaborare e a ripensare i ruoli reciproci, e allo stesso tempo ci saranno resistenze, sarcasmo malcelato e tentativi di minimizzare il suo apporto. Tuttavia, avrà accanto persone capaci di sostenere un cambiamento reale». Brambilla non è solo una donna e una suora, è stata in missione e responsabile della pastorale giovanile del centro studi Macua Xi Rima in Mozambico. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Le sfide principali nel processo di cambiamento riguardano infatti le resistenze culturali e personali. Non riguarda solo la percezione degli uomini, ma anche la <strong>consapevolezza delle donne</strong> delle proprie possibilità e dei ruoli che possono rivestire. Secondo Simonelli in «molti altri intravedono un segno dei tempi per riprendere il testo sulla speranza di Papa Francesco per il Giubileo: un segno dei tempi chiamato a diventare un segno di speranza». Lo sviluppo quindi di una consapevolezza personale, sociale e culturale che è sia interna che esterna.</span></p>
<h2>Le novità del Sinodo</h2>
<p><span style="font-weight: 400;">Il <a href="https://www.synod.va/it.html">Sinodo sulla sinodalità</a>, avviato nel 2021, ha aperto nuovi spazi per il dialogo, dando voce a tutte le componenti del Popolo di Dio, comprese le donne. Nei processi di consultazione sinodale, molte donne hanno espresso la necessità di una maggiore inclusione. Tra le richieste principali si evidenziano la partecipazione più concreta ai processi decisionali della Chiesa, l’apertura al<strong> diaconato femminile</strong> come ministero riconosciuto e il ripensamento globale del ruolo della donna nella teologia e nella pastorale. Nel dibattito non sono mancate le tensioni, in particolare <a href="https://www.vatican.va/roman_curia/synod/documents/rc_synod_doc_20181027_doc-final-synod_it.html">l’approvazione del numero 60 del documento finale</a>, un focus sul ruolo delle donne nella Chiesa. Infatti, è stato approvato con maggior numero di voti contrari (97) di tutto il documento finale. Per la teologa però «è molto interessante che anche quel numero 60 del documento finale, pure molto discusso, avrà un valore magisteriale». Non ci sarà infatti un documento Pontificio per recepire il frutto di questi tre anni di lavoro dell’assemblea. «Il processo è avviato, sia per la presenza di donne battezzate nei ruoli apicali sia per un dibattito serio sul diaconato e presbiterato femminile. Le cose dovrebbero procedere così, magari aumentando la velocità». </span></p>
<div id="attachment_77663" style="width: 300px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2025/01/cq5dam.thumbnail.cropped.750.422.jpeg"><img class="size-medium wp-image-77663" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2025/01/cq5dam.thumbnail.cropped.750.422-300x168.jpeg" alt="Sinodo sulla sinodalità" width="300" height="168" /></a><p class="wp-caption-text">Sinodo sulla sinodalità</p></div>
<p><span style="font-weight: 400;">Un cambiamento reale richiede di ripensare la struttura dei <strong>processi decisionali</strong>: «Portare donne in ruoli apicali senza modificare il sistema piramidale non è sufficiente. Bisogna evitare che il potere sia accentrato, indipendentemente da chi lo esercita. Serve un approccio sinodale, che coinvolga l’intera comunità ecclesiale e valorizzi la partecipazione collettiva. Senza una trasformazione strutturale, i cambiamenti rischiano di essere percepiti come interventi simbolici». Le riflessioni avviate dal Sinodo chiamano in causa una ridistribuzione del potere in modo equo e condiviso. È un desiderio che caratterizza anche le generazioni più giovani e che è trasversale anche ad altre confessioni cristiane.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Un esempio che cita Cristina Simonelli è l’esperienza all’interno della<a href="https://www.vaticannews.va/en/church/news/2022-09/kazakhstan-pope-jo-bailey-wells-anglican-bishop-interview.html"> Chiesa Anglicana</a>, per la vicinanza dal punto di vista della teologia del ministero. «La vescova anglicana Jo Bailey Wells è presbitera da 30 anni e la chiesa non è crollata. Anche nella chiesa anglicana c&#8217;erano molte resistenze e quindi hanno consentito di mantenere delle differenziazioni. Alcuni settori, che si potrebbero paragonare a singole conferenze episcopali per la Chiesa cattolica, che erano contrari all&#8217;ordinazione delle donne sono rimasti sulla loro posizione, mentre altri hanno aperto all’ordinazione».</span></p>
<div id="attachment_77664" style="width: 300px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2025/01/bishop-jo-bailey-wells.jpg"><img class="size-medium wp-image-77664" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2025/01/bishop-jo-bailey-wells-300x172.jpg" alt="La vescova di Dorking Jo Bailey Wells" width="300" height="172" /></a><p class="wp-caption-text">La vescova di Dorking Jo Bailey Wells</p></div>
<p><span style="font-weight: 400;">Papa Francesco ha invitato la vescova Wells a partecipare al<a href="https://www.vaticannews.va/en/vatican-city/news/2024-04/c9-council-cardinal-advisors-pope-francis-april-session.html"> C9, il Consiglio dei Cardinali</a>, nel febbraio 2024. Durante il suo pontificato, ha introdotto alcune <strong>riforme significative</strong>: nel 2021 l’accesso delle donne ai ministeri del lettorato e dell’accolitato, tradizionalmente riservati agli uomini. Simonelli definisce il suo approccio come «una rilettura affabile del Concilio Vaticano II che ha permesso a figure femminili di acquisire competenze e autorevolezza in ambiti come la teologia e il diritto canonico. Inoltre, il clima è cambiato: le censure ecclesiastiche sono quasi scomparse, permettendo di discutere apertamente temi come l’ordinazione femminile».</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Nonostante le aperture di <strong>Papa Francesco</strong>, il processo verso l’inclusione femminile nei ruoli ministeriali rimane ostacolato da <strong>ambiguità</strong> e contraddizioni. La struttura piramidale limita ancora il coinvolgimento dell’intera comunità nei processi decisionali, rendendo i cambiamenti lenti e difficili. Il pontificato di Francesco ha avuto il merito di mettere al centro il tema della <strong>sinodalità</strong> e del protagonismo femminile al centro del dibattito ecclesiale. La sua eredità, se coltivata, potrebbe costituire un trampolino di lancio per riforme più coraggiose, sia durante il suo pontificato che con i suoi successori. Permangono infatti dei <strong>limiti</strong> nelle scelte del pontefice e soprattutto nelle sue dichiarazioni, che non hanno sempre lo stesso peso e autorità. Simonelli nota che «ci sono state alcune dichiarazioni contraddittorie, ma io credo che lo snodo della questione non sia giocare a ping pong con le parole del Papa».</span></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>DOSSIER &#124;Tutte le nostre prigioni</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Jan 2025 13:56:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Maria Gomiero]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Inchieste]]></category>

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		<description><![CDATA[Prigionieri e ostaggi. Bunker e celle. I fatti internazionali e la cronaca italiana ci riportano a considerare storie e persone racchiuse dentro perimetri angusti e, da questi, alcune -fortunate &#8211; ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img width="2186" height="1456" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2025/01/Screenshot-2025-01-20-at-14.46.04.png" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="Screenshot 2025-01-20 at 14.46.04" /></p><p>Prigionieri e ostaggi. Bunker e celle. I fatti internazionali e la cronaca italiana ci riportano a considerare storie e persone racchiuse dentro perimetri angusti e, da questi, alcune -fortunate &#8211; volte liberati.</p>
<p><mark class='mark mark-yellow'>La vicenda di Cecilia Sala e degli altri detenuti politici in Iran, la prigionia degli ostaggi israeliani detenuti da Hamas dal 7 ottobre 2023 per ben 5 mesi, la detenzione amministrativa di migliaia di carcerati palestinesi, anche minorenni, per motivazioni &#8220;preventive&#8221; e, dopo il 7 ottobre, senza accesso ad avvocati e senza giusto processo: questi sono solo alcuni dei casi che la cronaca degli ultimi mesi ha portato alla ribalta</mark>.</p>
<p><mark class='mark mark-yellow'>Ma poi ci sono gli affari interni: le carceri italiane scoppiano</mark>, i detenuti muoiono o si suicidano, le condizioni di vita dentro le carceri sono al limite storico dell&#8217;accettazione per il nostro ordinamento penitenziario.</p>
<p>Infine, ma non ultime, <mark class='mark mark-yellow'>ci sono le condizioni detentive in centinaia di Paesi del mondo: disumane. Nonché favorite da ordinamenti giuridici che non tutelano le persone</mark> accusate di reati, soprattutto se politici.</p>
<p>Un caso a sé lo costituisce <mark class='mark mark-yellow'>Guantanamo, la prigione creata dagli Stati Uniti sull&#8217;isola di Cuba per contenere persone accusate di terrorismo dopo l&#8217;11 settembre 2001</mark>. Cittadini di altri Paesi, soprattutto asiatici e a maggioranza islamica, detenuti anche 14 anni senza un capo d&#8217;imputazione.</p>
<p>Vi raccontiamo tutto questo nel nostro dossier.</p>
<ul>
<li><a href="http://www.magzine.it/il-disagio-cronico-delle-carceri-italiane/"><strong>Il disagio cronico delle carceri italiane</strong></a> &#8211; di Pietro Piga e Maria Gomiero</li>
<li><a href="http://www.magzine.it/forme-detentive-e-penitenziari-quali-sono-le-peggiori-condizioni-nel-mondo/"><strong>Forme detentive e penitenziari: quali sono le peggiori condizioni nel mondo</strong></a> &#8211; di Mirea D&#8217;Alessandro</li>
<li><a href="http://www.magzine.it/guantanamo-una-sconfitta-per-tutti/"><strong>Guantanamo: una sconfitta per tutti</strong></a> &#8211; di Luca Baldini</li>
</ul>
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		<title>IL DISAGIO CRONICO DELLE CARCERI ITALIANE</title>
		<link>https://www.magzine.it/il-disagio-cronico-delle-carceri-italiane/</link>
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		<pubDate>Mon, 20 Jan 2025 13:52:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Maria Gomiero]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
		<category><![CDATA[carcere]]></category>
		<category><![CDATA[San Vittore]]></category>
		<category><![CDATA[sovraffollamento]]></category>
		<category><![CDATA[suicidi]]></category>

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		<description><![CDATA[Gli appelli si sprecano. Il Papa richiama alla speranza, aprendo la “porta santa” di Rebibbia. Il Presidente della Repubblica invoca al rispetto della «dignità di ogni persona» stringendo la Costituzione. Le ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img width="800" height="581" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2025/01/carcere-98u776.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="" /></p><p>Gli appelli si sprecano. Il <a href="https://www.vaticannews.va/it/papa/news/2024-12/papa-francesco-giubileo-apertura-porta-santa-rebibbia-carcere.html">Papa</a> richiama alla speranza, aprendo la “porta santa” di Rebibbia. Il <a href="https://www.youtube.com/watch?v=tlZXxHkslKc">Presidente della Repubblica</a> invoca al rispetto della «dignità di ogni persona» stringendo la Costituzione. Le associazioni della società civile pubblicano report di denuncia. Ma la situazione dietro le sbarre non cambia. Anzi, peggiora. Le carceri, vecchie e dissestate, sono stracolme di detenuti che, al limite della sopravvivenza, continuano a togliersi la vita.</p>
<p>Al <a href="https://www.garantenazionaleprivatiliberta.it/gnpl/resources/cms/documents/e0b2ddabb22128ae1eb883eec545177e.pdf">10 gennaio</a> si registrano <strong>61.852 presenze</strong>. Due anni fa erano 54.482. Diminuiscono invece i <strong>posti disponibili</strong>: dal 30 giugno 2022 al 10 gennaio 2025 sono passati da <strong>47.539</strong> a <strong>46.839</strong>. Gli istituti penitenziari con un <a href="https://www.rapportoantigone.it/ventesimo-rapporto-sulle-condizioni-di-detenzione/">indice di affollamento</a> oltre il <strong>150%</strong> sono 59, si tratta principalmente delle case circondariali metropolitane.</p>
<div class="flourish-embed flourish-chart" data-src="visualisation/21142983"><script src="https://public.flourish.studio/resources/embed.js"></script><noscript><img src="http://magzine.it/wp-content/uploads/2025/01/%filename%" width="100%" alt="chart visualization" /></noscript></div>
<p>L’avvocato <strong>Sofia Antonelli</strong>, coordinatrice dell’ufficio del Difensore Civico di Antigone, a <em>Magzine</em> spiega che <strong>la crescita della</strong> <strong>popolazione carceraria</strong> «è un segno del nostro tempo e di alcune scelte politiche, non solo negli istituti per adulti, ma anche nelle carceri minorili. L’introduzione di nuovi reati, in particolare quello di “rivolta penitenziaria” porta chi già è in carcere a rischiare di essere condannato ad altri anni di detenzione. Per la giustizia minorile invece è stato il “decreto Caivano” ad ampliare le possibilità di entrare in carcere e in custodia cautelare, favorendo il trasferimento in istituti per adulti di ragazzi al compimento della maggiore età». La <strong>rivolta penitenziaria</strong>, introdotta dal <a href="https://www.camera.it/leg19/126?pdl=1660-A">ddl sicurezza</a> approvato il 18 settembre 2024, punisce anche chi protesta senza violenza e con forme di resistenza passiva. C’è il nodo dell’interpretazione della legge: vengono classificate come forme di protesta anche la pratica di battitura delle sbarre e il rifiuto di entrare nelle celle. Si tratta di <strong>eventi comuni</strong>, prima puniti con una sanzione disciplinare, ma che ora diventano reato. Secondo le <a href="https://www.rapportoantigone.it/ventesimo-rapporto-sulle-condizioni-di-detenzione/">rilevazioni</a> di Antigone al 9 dicembre del 2024 sono stati 1.397 nelle carceri per adulti.</p>
<p>Le criticità degli istituti non si riducono al <strong>sovraffollamento</strong>, per quanto sia un indicatore importante. Il 35,6% delle carceri visitate da Antigone è stato costruito prima del 1950 e il<strong> 23% prima del 1900</strong>. All’aumentare del numero delle persone incarcerate, dovrebbe aumentare il numero delle persone che se ne occupano. Confrontando i dati raccolti durante le visite di Antigone emerge che gli educatori sono in media <strong>uno ogni 68 detenuti</strong>. Un numero in crescita rispetto agli anni precedenti, ma ancora inadeguato per garantire percorsi di reinserimento sociale efficaci. Se si considera invece il personale di polizia penitenziaria si registra un calo in rapporto alle presenze. C’era in media un agente ogni 1,7 detenuti nel 2022, uno ogni 1,9 detenuti nel 2023 e <strong>uno ogni 2 detenuti</strong> <strong>nel 2024</strong>. «Il carcere è un mondo complesso, in cui le problematiche sono quotidiane. In queste difficoltà lavora la Polizia penitenziaria. Molti agenti, come gli educatori, devono gettare il cuore oltre l’ostacolo perché vivono in una situazione cronica: la carenza di risorse e le mancate assunzioni, che incidono sulla capacità risolutiva. Ma qualche risultato positivo arriva dai concorsi» dice a <em>Magzine</em> l’avvocato <strong>Irma Conti</strong>, membro del Collegio del Garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà personale.</p>
<p>L’anno scorso, i <strong>suicidi</strong> negli istituzioni penitenziari hanno raggiunto il <a href="http://www.ristretti.it/areestudio/disagio/ricerca/">numero più alto di sempre</a>. Sono stati <strong>90</strong>, di cui uno nel <a href="https://www.rainews.it/articoli/2024/02/roma-22enne-trovato-morto-nel-cpr-di-ponte-galeria-disordini-in-corso-sassi-contro-il-personale-6bb6fe9a-a57c-4887-963d-cb4f581fa1d7.html">Centro di permanenza per i rimpatri di Ponte Galeria</a>. Almeno 40 sono stati commessi da <strong>persone straniere</strong>. E quest’anno degli 8 morti suicidi, 5 non sono italiani.</p>
<div class="flourish-embed flourish-chart" data-src="visualisation/21144058"><script src="https://public.flourish.studio/resources/embed.js"></script><noscript><img src="http://magzine.it/wp-content/uploads/2025/01/%filename%" width="100%" alt="chart visualization" /></noscript></div>
<p>Il suicidio è un evento che non può essere banalizzato o ascritto in termini di causa effetto. «Dietro un numero c’è una vita. Il problema dei suicidi va letto in maniera complessiva, tenendo conto del disagio interno agli istituti penitenziari, della tipologia di reato commesso e dell’esecuzione della pena. Perché ogni singolo ha la propria storia e vive in condizioni particolari. Basti pensare che parte dei detenuti che si sono tolti la vita era in misura cautelare, non condannato definitivamente» afferma Conti.</p>
<p>In carcere risulta più difficile prendersi cura della <strong>salute mentale</strong> delle persone detenute. Sono in aumento le persone con fragilità: senza fissa dimora, con disagi psichici, problemi di tossicodipendenza, ma soprattutto persone molto giovani che si tolgono la vita dopo una breve permanenza in carcere. La <a href="https://www.rapportoantigone.it/ventesimo-rapporto-sulle-condizioni-di-detenzione/">maggior parte dei casi di suicidio</a> <strong>(l’80%) avviene all’intero di sezioni chiuse</strong> (isolamento, nuovi giunti), un dato che Antonelli definisce «allarmante ed emblematico per capire che l’isolamento penitenziario è una pratica dannosa, sia per la quotidianità del detenuto, ma soprattutto per la sua salute psicofisica».</p>
<div class="flourish-embed flourish-chart" data-src="visualisation/20897947"><script src="https://public.flourish.studio/resources/embed.js"></script><noscript><img src="http://magzine.it/wp-content/uploads/2025/01/%filename%" width="100%" alt="chart visualization" /></noscript></div>
<p>«La nostra società deve superare pregiudizi e stereotipi. Rendendo un mondo migliore alle persone che hanno commesso dei reati ed espiato la loro pena. Bisogna intraprendere un percorso per accoglierli di nuovo nella società, dando loro un’occasione di lavoro, un’opportunità che ne riaccenda la speranza», sostiene Conti.</p>
<p>Quello che si dovrebbe implementare, per Antigone, sono le <strong>misure alternative</strong> alla detenzione, cioè l&#8217;affidamento in prova al servizio sociale, la detenzione domiciliare, il regime di semilibertà e la liberazione anticipata. Queste misure dovrebbero far sì che la persona possa scontare la pena all’interno della società senza interrompere i propri rapporti familiari e lavorativi. «L’interesse &#8211; spiega Antonelli &#8211; non è solo della persona in questione, ma anche di tutta la società, perché le misure alternative hanno un costo inferiore anche in termini economici. Ma c’è un <strong>vantaggio per la sicurezza</strong>: è dimostrato che chi sconta la pena all&#8217;esterno del carcere ha un tasso di recidiva molto inferiore». Per rafforzare il rapporto con le famiglie, evitando di tagliare anche i legami con la società civile, Antigone da anni si impegna per la liberalizzazione delle telefonate in carcere. Attualmente, dove non ci sono particolari requisiti di sicurezza, le <strong>telefonate</strong> a disposizione per i detenuti sono da 4 a 6 al mese della durata di 10 minuti. «Sebbene questo governo abbia incrementato le telefonate, il numero è ancora assolutamente insufficiente. A maggior ragione in caso di stranieri o persone recluse lontano da casa che spesso non riescono a incontrare i propri parenti nei colloqui», racconta Antonelli. <a href="https://www.rapportoantigone.it/ventesimo-rapporto-sulle-condizioni-di-detenzione/">L’unica nota positiva</a> del 2024 è il numero più basso di sempre di bambini in carcere con le <strong>madri detenute</strong>: al 31 dicembre erano <strong>12</strong>. Trovare soluzioni diverse è possibile.</p>
<h2><strong>Il caso San Vittore</strong></h2>
<p><span style="font-weight: 400;">Il manifesto delle condizioni del sistema carcerario italiano è<strong> San Vittore</strong>. L’istituto penitenziario di Milano, uno dei più antichi d’Italia (1879), incarna ogni problema: il sovraffollamento, i tentativi e i suicidi, l’autolesionismo, la penuria del personale. San Vittore ha un primato che detiene da anni: è</span><a href="https://www.garantenazionaleprivatiliberta.it/gnpl/resources/cms/documents/e0b2ddabb22128ae1eb883eec545177e.pdf"> <span style="font-weight: 400;">il più sovraffollato</span></a><span style="font-weight: 400;"> della Penisola <strong>(218,3%)</strong>, ospita <strong>1026</strong> <strong>detenuti</strong> ma dispone di <strong>470</strong> <strong>posti</strong>. E alcuni di loro non dovrebbero essere reclusi per via di disturbi psichiatrici. Non avrebbero dovuto essere in una cella a San Vittore</span><a href="https://www.ilpost.it/2024/09/06/san-vittore-carcere-incendio-18enne-carbonizzato/"> <span style="font-weight: 400;">Youssef Mokhtar Loka Barsom (18 anni)</span></a><span style="font-weight: 400;">, morto carbonizzato in settembre, e</span><a href="https://www.ilpost.it/2022/06/07/suicidio-san-vittore-rems/"> <span style="font-weight: 400;">Giacomo Trimarco (21)</span></a><span style="font-weight: 400;">, suicidatosi due anni fa.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La convivenza tra detenuti avviene in</span><a href="https://www.antigone.it/osservatorio_detenzione/lombardia/98-casa-circondariale-di-milano-san-vittore"> <span style="font-weight: 400;">spazi stretti e fatiscenti</span></a><span style="font-weight: 400;">: in diverse celle non sono garantiti i tre metri calpestabili e mancano docce, riscontra Antigone. La loro, è una <strong>prova di sopravvivenza</strong> anche per altre due ragioni: l’</span><a href="https://www.ilpost.it/2024/03/29/carcere-san-vittore-assistenza-psicologica-ferma/"><span style="font-weight: 400;">assistenza psicologica</span></a><span style="font-weight: 400;"> stenta, l’organico degli psicologi è stato ridotto da 9 a 5; il</span><a href="https://www.google.com/search?q=MINISTERO+GIUSTIZIA+SAN+VITTORE&amp;rlz=1C1YTUH_itIT1086IT1086&amp;oq=MINISTERO+GIUSTIZIA+SAN+VITTORE&amp;gs_lcrp=EgZjaHJvbWUyCQgAEEUYORigATIHCAEQIRigATIHCAIQIRigATIHCAMQIRigATIHCAQQIRifBdIBCDU4OTBqMGo0qAICsAIB&amp;sourceid=chrome&amp;ie=UTF-8"> <span style="font-weight: 400;">numero di agenti della Polizia penitenziaria</span></a><span style="font-weight: 400;"> è insufficiente, gli effettivi sono 562 ma ne servono 655. Ciò si ripercuote su supporto e controllo dei carcerati, portati anche a compiere</span><a href="http://www.ristretti.it/areestudio/disagio/ricerca/"> <span style="font-weight: 400;">gesti estremi</span></a><span style="font-weight: 400;">. Nel 2024, i <strong>decessi</strong> <strong>totali</strong> sono stati 3: un detenuto si è suicidato a ottobre, dopo i 4 del 2022 e del 2023. Lo scorso anno, inoltre, i tentativi di suicidio accertati sono stati 77, il secondo dato nazionale più alto, e gli atti di autolesionismo appurati sono stati i più alti (1234).</span></p>
<div id="attachment_77210" style="width: 2000px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2025/01/147004-hd.jpg"><img class="size-full wp-image-77210" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2025/01/147004-hd.jpg" alt="Un detenuto nella sua cella nel carcere di San Vittore. (Nanni Fontana, In transito. Un porto a San Vittore)" width="2000" height="1333" /></a><p class="wp-caption-text">Un detenuto nella sua cella nel carcere di San Vittore. (Nanni Fontana, In transito. Un porto a San Vittore)</p></div>
<p><span style="font-weight: 400;">Negli ultimi anni, le <strong>condizioni precarie</strong> di San Vittore hanno portato i detenuti a</span><a href="https://www.agi.it/cronaca/news/2024-08-20/carcere-san-vittore-situazione-disagio-trattamento-inumano-27545206/"> <span style="font-weight: 400;">rivolgersi</span></a><span style="font-weight: 400;"> al Tribunale di Sorveglianza della Corte d’Appello di Milano. Violerebbero l’articolo 3 della Convenzione per la salvaguardia dei Diritti dell’Uomo e delle Libertà fondamentali, che recita: «Nessuno può essere sottoposto a tortura né a pene o trattamenti inumani o degradanti». Uno dei reclami più recenti è stato presentato da un detenuto, che ha chiesto il risarcimento danni per «la privazione dello spazio standard previsto dalla normativa nazionale ed europea nel periodo compreso tra il 20 ottobre 2022 e il 20 aprile 2023». Ma è stato</span><a href="https://www.agi.it/cronaca/news/2024-08-20/carcere-san-vittore-situazione-disagio-trattamento-inumano-27545206/"> <span style="font-weight: 400;">rigettato</span></a><span style="font-weight: 400;"> nell’agosto 2024 perché, pur essendo «una struttura vetusta, con spazi comuni non sempre adeguati», la situazione nell’istituto penitenziario è «di mero “disagio”, collegata a un contesto murario poco confortevole che non costituisce però un trattamento inumano o degradante».</span></p>
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		<title>India, attenzione al nuovo laboratorio dell&#8217;odio</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Jan 2025 18:58:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Maria Gomiero]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Mondo]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;India è una potenza indubitabile: Paese popolosissimo, dotato della bomba atomica e di una classe dirigente economicamente potente e politicamente influente, ha anche una classe di scienziati e lavoratori dell&#8217;hi-tech ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1232" height="826" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2025/01/Screenshot-2025-01-02-at-20.57.31.png" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="Screenshot 2025-01-02 at 20.57.31" /></p><p>L&#8217;India è una potenza indubitabile: Paese popolosissimo, dotato della bomba atomica e di una classe dirigente economicamente potente e politicamente influente, ha anche una classe di scienziati e lavoratori dell&#8217;hi-tech che l&#8217;hanno fatta diventare uno dei primi hub al mondo per lo sviluppo dell&#8217;AI. Allo stesso tempo, è diventata un laboratorio di odio e di hate speech contro ogni diversità che non sia la <em>whelthy high class</em> di Mumbai o Nuova Delhi, induista e sostenitrice del premier Narendra Modi, definito anche il Trump indiano. Le cronache del 2024, anno delle elezioni parlamentari in India, sono state rivelatrici. Per questo, il grande Paese dell&#8217;Asia meridionale, quest&#8217;anno, va tenuto davvero d&#8217;occhio.</p>
<ul>
<li><a href="http://www.magzine.it/le-elezioni-in-india-e-linfluenza-della-religione/"><strong>Le elezioni in India e l&#8217;influenza della religione</strong></a> &#8211; di Mattia Tamberi</li>
<li><a href="http://www.magzine.it/politica-e-ia-il-laboratorio-indiano-sul-futuro/"><strong>Politica e IA: il &#8220;laboratorio&#8221; indiano sul futuro</strong></a> &#8211; di Ginevra Gori</li>
<li><a href="http://www.magzine.it/il-volto-del-potere-in-india-amit-shah/"><strong>Il volto del potere in India: Amit Shah</strong></a> &#8211; di Maria Gomiero</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Il volto del potere in India: Amit Shah</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Jan 2025 18:49:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Maria Gomiero]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[Lo chiamano banyan o, i botanici, ficus bengalensis. É un albero sempreverde simbolo nazionale dell’India, dove è considerato sacro. Può arrivare fino ai 30 metri di altezza, ma i suoi ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1600" height="1000" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2024/12/d986850a-india-amit-shah-wikimedia-commons.png" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="Amit Shah" /></p><p><span style="font-weight: 400;">Lo chiamano </span><i><span style="font-weight: 400;">banyan </span></i><span style="font-weight: 400;">o, i botanici, </span><i><span style="font-weight: 400;">ficus bengalensis.</span></i><span style="font-weight: 400;"> É un albero sempreverde simbolo nazionale dell’India, dove è considerato sacro. Può arrivare fino ai 30 metri di altezza, ma i suoi rami possono distendersi per migliaia di chilometri, il più grande ricopre una superficie di 19mila metri quadrati. Da questi rami lunghissimi e orizzontali scendono delle radici, fitte e verticali, come colonne che si impiantano nelle profondità della terra per reggere il peso della chioma. La leadership politica che governa l’India da 10 anni è strutturata secondo lo stesso schema. <strong>Narendra Modi</strong>, alla guida della nazione dal 2014 &#8211; a giugno è stato riconfermato per il terzo mandato &#8211; è riuscito a intercettare le spinte nazionalistiche induiste traducendole in consensi per il suo partito Bharatiya Janata (BJP). Se Modi è arrivato a questo punto è grazie ad <strong>Amit Shah</strong>, che, come le radici del bayan, ha posto e continua a porre i sostegni su cui si regge il potere di Modi, anche a costo di affondare nel fango.</span></p>
<h2>La militanza nel BJP</h2>
<p><span style="font-weight: 400;">Amit Shah è nato nel 1964 a Mumbai, ha iniziato il suo percorso politico a 16 anni come membro del<em> Rashtriya Swayamsevak Sangh</em> (RSS), che tradotto in italiano sarebbe l'&#8221;Associazione Nazionale dei Volontari Patriottici&#8221;. Si tratta di un&#8217;organizzazione paramilitare fondata nel 1925, che promuove l<strong>&#8216;ideologia del nazionalismo indù</strong>. L&#8217;RSS è considerato il ramo giovanile del partito tradizionalista BJP. L’ideologia sottesa, sia al RSS che al BJP, è un’India unita sotto i principi e i valori della religione e della spiritualità induista. Shah e Modi, negli anni hanno scalato i ranghi del partito, ritrovandosi a governare insieme nel Gujarat, lo stato in cui nacque Mahatma Gandhi e uno dei centri economici principali del Paese.</span></p>
<div id="attachment_75789" style="width: 361px" class="wp-caption alignright"><img class="wp-image-75789" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2024/12/Webp-300x168.png" alt="Amit Shah durante una manifestazione del BJP" width="361" height="202" /><p class="wp-caption-text">Amit Shah durante una manifestazione del BJP</p></div>
<p><span style="font-weight: 400;">Durante l’amministrazione Modi del Gujarat (2001-2014) il rapporto tra i due si è sviluppato fino a diventare quasi <strong>simbiotico</strong>. Questo legame è diventato fondamentale a livello nazionale dopo l&#8217;ascesa di Modi a Primo Ministro nel 2014. Shah come presidente del BJP ha trasformato il partito in una macchina elettorale, ottenendo vittorie storiche in stati dove fino a pochi anni prima sarebbe stato impensabile e garantendo così il dominio del BJP nelle elezioni generali del 2019. Sotto la sua direzione il partito ha rivoluzionato il suo approccio sia per quello che riguarda le strategie di mobilitazione nel paese, sia per quello che riguarda la targettizzazione dell&#8217;elettore sulla base dei dati. </span><span style="font-weight: 400;">Shah ha introdotto il sistema </span><em><b>panna pramukh</b></em><span style="font-weight: 400;">, in cui i volontari del partito sono diventati i responsabili di ogni pagina del registro elettorale. In questo modo il partito ha potuto connettersi direttamente con gli elettori, anche nelle aree più remote del Paese, direttamente attraverso i seggi. Questa connessione ha permesso la diffusione dell’ideologia e della propaganda nazionalista anche nelle regioni nordorientali e nel Bengala, tradizionalmente lontani dal BJP. Così negli anni, piano piano, ma senza mai fermarsi, il </span><i><span style="font-weight: 400;">banyan </span></i><span style="font-weight: 400;">Modi-Shah si estendeva in tutta la penisola, rigoglioso e incontrastato. </span></p>
<h2>Il caso Sheikh</h2>
<p><span style="font-weight: 400;">Non sono mancate però le pietre di inciampo. Uno dei casi più significativi è stata l’accusa mossa nel 2005 a Shah, all’epoca Ministro degli Interni del Gujarat, di aver ordito l’<a href="https://caravanmagazine.in/politics/how-amit-shah-helped-modi-sideline-his-political-rivals-in-gujarat" target="_blank"><strong>omidicio di Sohrabuddin Sheikh</strong>,</a> di sua moglie Kauser Bi e di un suo associato, Tulsi Prajapati, materialmente compiuto dalla polizia del Gujarat. Sheikh era coinvolto in attività illegali, ma fin da subito si è legato a cospirazioni politiche. Si ipotizza che avesse conoscenze di affari politici sensibili in Gujarat, motivo per cui  Shah tentò personalmente di insabbiare la sua morte connettendola ad attività terroristiche. </span><span style="font-weight: 400;">Shah, nel luglio 2010, eluse l&#8217;arresto </span><span style="font-weight: 400;">per quattro giorni, prima di riemergere in una conferenza stampa per negare ogni illecito. Disse alla stampa di essere vittima di una caccia alle streghe politica, orchestrata dal governo centrale, che all&#8217;epoca era gestito dal partito del Congresso Nazionale Indiano.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Bandito dal suo stesso stato, i giornalisti si riferivano informalmente a Shah come </span><i><span style="font-weight: 400;">tadipaar </span></i><span style="font-weight: 400;">, il fuggitivo. Gestiva<a href="https://caravanmagazine.in/reportage/organiser" target="_blank"> 12 diversi portafogli di governo</a>. Nel 2012, gli fu permesso di tornare quando la corte suprema trasferì il caso penale dal Gujarat a Mumbai, a 500 km di distanza. Tuttavia, dopo che Modi divenne primo ministro, nel 2014, il primo giudice che stava esaminando il caso Sheikh fu trasferito, poco dopo aver chiesto a Shah di comparire in tribunale. Sei mesi dopo, a dicembre, il secondo giudice, Brijgopal Harkishan Loya, morì inaspettatamente di infarto (<a href="https://caravanmagazine.in/vantage/death-judge-loya-medical-documents-rule-heart-attack-forensic-expert" target="_blank">i fatti che circondavano la sua morte sono stati contestati</a></span><span style="font-weight: 400;">) mentre partecipava a un matrimonio. Il terzo giudice nominato per il caso rigettò le accuse contro Shah entro tre settimane dall&#8217;assunzione dell&#8217;incarico.</span></p>
<h2>L&#8217;opposizione ai musulmani</h2>
<p><span style="font-weight: 400;">Nel 2018 ha <a href="https://www.nytimes.com/2018/07/20/world/asia/india-jayant-sinha-lynch-mob.html" target="_blank">personalmente elogiato delle persone che avevano linciato alcuni musulmani</a>. </span><span style="font-weight: 400;">Questi eventi, tra cui attacchi contro commercianti musulmani e atti di violenza ripresi in video, hanno evidenziato un clima di impunità che sembra caratterizzare la leadership di Modi e Shah.<br />
</span>Il 5 agosto 2019 Shah ha <a href="https://www.youtube.com/watch?v=bCeqstYdgHM">annunciato l&#8217;abrogazione dell’</a><strong><a href="https://www.youtube.com/watch?v=bCeqstYdgHM">Articolo 370 della Costituzione</a></strong> che prevedeva lo status speciale al <a href="https://www.reuters.com/article/world/thousands-protest-in-indian-kashmir-over-new-status-despite-clampdown-idUSKCN1UZ0OO/" target="_blank"><strong>Kashmir</strong></a>. La regione è stata divisa in due Territori dell’Unione: Jammu e Kashmir. La decisione è stata accompagnata da un massiccio dispiegamento militare, il blocco delle comunicazioni, e la detenzione preventiva di oltre 500 leader politici locali. É iniziato un periodo di segregazione del Kashmir, regione e maggioranza musulmana, giustificata dalla volontà di integrare la regione e combattere il terrorismo. Osservatori internazionali, come Amnesty International, hanno evidenziato violazioni dei diritti umani, tra cui restrizioni alla libertà di espressione e alla mobilità.</p>
<div id="attachment_75790" style="width: 253px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2024/12/35760794003_816b684c42_z.jpg"><img class="wp-image-75790" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2024/12/35760794003_816b684c42_z-300x243.jpg" alt="Amit Shah offre dei dolcetti a Narendra Modi" width="253" height="205" /></a><p class="wp-caption-text">Amit Shah offre dei dolcetti a Narendra Modi</p></div>
<p><span style="font-weight: 400;">A distanza di pochi mesi ha proposto di sottoporre tutti  i cittadini indiani (1,3 miliardi) a un <strong>test di cittadinanza</strong>, creando un registro nazionale di controllo dei cittadini. Allo stesso tempo ha caldeggiato la possibilità di una legge che permettesse l’ottenimento della cittadinanza a immigrati dei paesi limitrofi con l’esplicita esclusione, e discriminazione su base religiosa, dei musulmani. Questa proposta ha suscitato molte polemiche, soprattutto dopo che Shah aveva definito gli immigrati musulmani illegali come &#8220;termiti&#8221; che il BJP avrebbe cacciato.<br />
E ancora, <a href="https://www.theguardian.com/world/2024/nov/17/canada-hindus-sikhs-growing-tensions" target="_blank">nel 2023 un ufficiale canadese ha accusato Shah di aver orchestrato una campagna di violenza e intimidazioni contro i separatisti sikh</a> in <strong>Canada</strong>. Le accuse sono emerse dopo l&#8217;omicidio di Hardeep Singh Nijjar, un attivista sikh canadese. Il governo indiano ha negato ogni coinvolgimento, mentre il Canada ha espulso i diplomatici indiani. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Amit Shah si occupa del lavoro sporco, lui è lo <strong>scudo politico</strong> che protegge Narendra Modi dalle controversie, affrontando in prima persona le <a href="https://www.theguardian.com/news/audio/2024/may/27/he-likes-scaring-people-how-modis-right-hand-man-amit-shah-runs-india-podcast" target="_blank">questioni più critiche e assumendosi gli oneri di politiche che possono risultare impopolari</a>, ma che sono la linfa della propaganda nazionalista e suprematista indù. Sono due personaggi complementari, che condividono la stessa visione. É impossibile tracciare il percorso della vita e dell’esperienza politica di uno separandolo dall’altro. Shah incarna impunemente la violenza e lo spirito intimidatorio che si respirano in India. La tutela dei diritti umani in India è in caduta libera e le condizioni umanitarie, nonostante la continua crescita economica, sono in continuo peggioramento. I rami del </span><i><span style="font-weight: 400;">bayan </span></i><span style="font-weight: 400;">si estendono per chilometri e chilometri, ma non si riesce più a vedere cosa ci sia sotto, fin dove si debbano spingere le radici per sostenerlo, in che cosa affondino. Forse, Amit Shah lo sa.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Corea del Sud: doppio impeachment e crollano i mercati</title>
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		<pubDate>Sun, 29 Dec 2024 14:20:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Maria Gomiero]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Mondo]]></category>

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		<description><![CDATA[E&#8217; terremoto politico totale in Corea del Sud da almeno due giorni, ossia da quando il Parlamento sudcoreano ha messo sotto accusa anche il presidente ad interim in carica, Han ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1614" height="846" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2024/12/Screenshot-2024-12-29-at-15.19.26.png" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="Screenshot 2024-12-29 at 15.19.26" /></p><p>E&#8217; terremoto politico totale in Corea del Sud da almeno due giorni, ossia da quando il Parlamento sudcoreano ha messo sotto accusa anche il presidente <em>ad interim</em> in carica, Han Duck-soo, ritenendolo colpevole di aver &#8220;partecipato attivamente all&#8217;insurrezione&#8221; del suo predecessore, Yoon Suk-yeol, che ai primi di dicembre ha dichiarato la legge marziale.  &#8220;Tutti i 192 parlamentari che hanno votato hanno approvato l&#8217;impeachment&#8221;, ha dichiarato il presidente dell&#8217;Assemblea nazionale sudcoreana, Woo Won-shik. Il nuovo presidente <em>ad interim</em> è il ministro delle Finanze Choi Sang-mok.</p>
<p>Si tratta del primo <em>impeachment</em> di un presidente <em>ad interim</em> dopo quello del presidente titolare nella storia della Corea del Sud. Il ruolo di capo di Stato <em>ad interim</em> spetta ora al ministro delle Finanze Choi Sang-mok.  I deputati hanno accusato Han di aver &#8220;partecipato attivamente all&#8217;insurrezione&#8221; dopo il fallito tentativo del suo predecessore di istituire la legge marziale il 3 dicembre. Il 14dicembre l&#8217;Assemblea nazionale di Seul aveva votato a favore della destituzione del presidente conservatore Yoon Suk-yeol, che il 3 dicembre aveva imposto la legge marziale e inviato l&#8217;esercito in Parlamento, per poi fare marcia indietro poche oredopo.</p>
<p>La Corte Costituzionale deve ancora convalidare o invalidare la deposizione di Yoon entro sei mesi. Ma l&#8217;opposizione, che ha presentato l&#8217;istanza di <em>impeachment</em> contro il suo successore <em>ad interim</em>, ha accusato Han di aver rifiutato di nominare tre dei nove giudici della Corte, che è chiamata a decidere con una maggioranza di due terzi l&#8217;<em>impeachment</em> di Yoon. Han, come capo di stato<em> ad interim</em>, si legge nel testo della mozione di impeachment approvata oggi, &#8220;ha intenzionalmente ostacolato l&#8217;indagine speciale volta a interrogare le persone coinvolte nella ribellione e ha chiarito la sua intenzione di respingere le nomine di tre giudici della Corte Costituzionale&#8221;, rimasti vacanti a causa del pensionamento dei titolari. Queste azioni &#8220;violano il dovere di ogni funzionario pubblico di rispettare la legge&#8221;, si legge nella mozione.</p>
<p>Per il presidente del Partito democratico, Lee Jae-myung, &#8220;l&#8221;autorità provvisoria&#8217; (conferita a Han dopo la destituzione di Yoon) si è trasformata in &#8216;autorità insurrezionale'&#8221;.   In questi giorni  il won sudcoreano è crollato al livello più basso degli ultimi 16 anni rispetto al dollaro: segno della preoccupazione degli investitori sul futuro della quarta economia dell&#8217;Asia. E in Borsa, sono sotto attacco soprattutto titoli come E-Mart, la più grande catena di ipermercati del Paese (-9,40%), che si prepara a fondere la sua filiale digitale con il colosso cinese dell&#8217;e-commerce Alibaba commerce. Sul valutario, il won, che già all’inizio di dicembre aveva subito un forte calo dopo la fallita proclamazione della legge marziale, è sceso a 1.487,03 per dollaro, il livello più basso dal primo trimestre del 2009.</p>
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<li><a href="http://www.magzine.it/le-conseguenze-del-fallito-tentativo-di-legge-marziale-in-corea-del-sud/"><strong>Le conseguenze del fallito tentativo di legge marziale il Corea del Sud</strong> </a>- di Mattia Tamberi</li>
<li><a href="http://www.magzine.it/corea-del-sud-una-democrazia-resiliente-oltre-la-minaccia-autoritaria/"><strong>Corea del Sud: una democrazia resiliente oltre la minaccia autoritaria</strong></a> &#8211; di Ginevra Gori</li>
<li><a href="http://www.magzine.it/controllati-e-oppressi-il-volto-della-societa-sudcoreana/"><strong>Controllati e oppressi: il volto della società sudcoreana</strong></a> &#8211; di Maria Gomiero</li>
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