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	<title>magzine &#187; djokovic</title>
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	<description>un progetto della Scuola di giornalismo dell&#039;Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano</description>
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		<title>Niente vaccino, niente deroga: Djokovic salta i tornei negli Usa</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Mar 2023 06:38:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Lorenzo Mozzaja]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Australia, gennaio 2022. Djokovic arriva a Melbourne pronto a giocare l’Australian Open, certo di aver ottenuto un’esenzione medica per entrare nel Paese, nonostante non si fosse mai vaccinato contro il ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1000" height="643" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2023/03/djokovic-covid.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="djokovic covid" /></p><p>Australia, gennaio 2022. <strong>Djokovic</strong> arriva a Melbourne pronto a giocare <strong>l’Australian Open</strong>, certo di aver ottenuto un’esenzione medica per entrare nel Paese, nonostante non si fosse mai vaccinato contro il <strong>Covid</strong>. <mark class='mark mark-yellow'>In realtà quel torneo non lo giocherà mai: il visto viene revocato e viene mandato per quattro notti in un hotel dove risiedono rifugiati politici e richiedenti asilo. Interviene poi il ministro dell’immigrazione australiano, conferma l’annullamento del visto del tennista serbo che è costretto a risalire sull’aereo. Nel 2023, in un certo senso, la storia si ripete.</mark> Djokovic chiede una deroga per poter entrare negli <strong>Stati Uniti</strong> per giocare i Masters 1000 di <strong>Indian Wells </strong>e <strong>Miami</strong> nel mese di marzo. La richiesta è arrivata perché, fino al 15 maggio, gli stranieri non vaccinati contro il Covid non possono mettere piede nel Paese. <mark class='mark mark-yellow'>Questa deroga, però, non è stata accettata e il serbo non potrà andare in America, dopo che lo scorso anno aveva già dovuto rinunciare ai quattro Masters 1000 nordamericani e allo Us Open.</mark></p>
<p>“Sono d’accordo sul non ingresso negli Stati Uniti ai non vaccinati per la semplice ragione che non solo sono vaccinato, ma credo nei vaccini. Inoltre, penso sia sacrosanto rispettare la legge del posto”, è il commento di <strong>Giampaolo Pioli</strong>, direttore de <a href="https://lavocedinewyork.com/" target="_blank"><em>La voce di New York</em></a>. “Secondo me sarebbe meglio se lui si vaccinasse, così risolverebbe tutti i suoi problemi. Continuerebbe a vincere i suoi tornei e a stabilire nuovi record”. “<mark class='mark mark-yellow'>Ciascuno è artefice del proprio destino. La scelta di non vaccinarsi ha delle conseguenze, ma mi sembra le abbia accettate. Certo la sua assenza è una disdetta sportivamente parlando, però non c’è niente di sbagliato</mark>. La soluzione sarebbe vaccinarsi, ma non desidera farlo, quindi è giusto che non entri negli Stati Uniti”, sostiene <strong>Federico Ferrero</strong>, giornalista e telecronista di <em>Eurosport</em>. Questa volta di polemiche non ce ne sono state. La richiesta è stata respinta e lui è rimasto a casa. Il provvedimento è rivolto a tutti, non solo alle persone famose. “Se Djokovic ottenesse una deroga, allora allo stesso modo qualunque lavoratore potrebbe chiederla. In questo caso è giusto che la politica faccia quello che deve fare e lo sport sia sottoposto alle leggi generali”, continua Ferrero.</p>
<p><span class='quote quote-left header-font'>Djokovic chiede una deroga per poter entrare negli Stati Uniti per giocare i Masters 1000 di Indian Wells e Miami nel mese di marzo. La richiesta è arrivata perché, fino al 15 maggio, gli stranieri non vaccinati contro il Covid non possono mettere piede nel Paese. Questa deroga, però, non è stata accettata e il serbo non potrà andare in America</span></p>
<p>La situazione Covid in America è comunque sotto controllo e si sta provando a tornare alla normalità. “Da New York a Los Angeles è però pieno di stand con dei giovani volontari che offrono test gratuiti a tutti”, racconta Pioli. “<mark class='mark mark-yellow'>Negli Usa c’è una differenza evidente da stato a stato. Per esempio a New York c’è una rigorosa attenzione ai vaccini, mentre in Florida (dove si gioca il torneo di Miami, ndr) è il contrario. Tra l’altro molti newyorkesi sono emigrati lì, soprattutto perché il governatore della Florida ha avuto tra i suoi cavalli di battaglia la non obbligatorietà al vaccino</mark>”. Nelle ultime ore ha anche inviato una lettera al presidente americano Joe Biden, in cui chiede di eliminare le restrizioni per permettere a Djokovic di entrare nel Paese e giocare almeno il 1000 di Miami.</p>
<p>Tornando al tennis giocato, come rivedremo il numero uno del mondo dopo questa pausa obbligata? “Secondo me è uno stop non troppo lungo perché già ad aprile ritornerà in campo per tutta la stagione sulla terra battuta. Il contraccolpo psicologico delle polemiche legate alla questione vaccino suppongo lo abbia ormai superato, mi sembra che sul campo non ne risenta. Lo scorso anno, invece, per lui è stata durissima, soprattutto dopo quello che è successo in Australia”, commenta Ferrero.</p>
<p>Oltre a Djokovic, quest’anno anche <strong>Nadal</strong> salterà i tornei di Indian Wells e Miami, ancora alle prese con gli infortuni. Sarà forse l’occasione per veder vincere qualche volto nuovo. Alcaraz e Medvedev sono le certezze, tanti gli outsider, tra cui il nostro <strong>Jannik Sinner</strong>. <mark class='mark mark-yellow'>“Senza Federer, Nadal e Djokovic è ovvio che i tornei non assomigliano più a quelli giocati qualche anno fa, ma questo è il tennis, uno sport individuale che vive anche di combinazioni particolari”, conclude Ferrero.</mark></p>
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		<title>Australian Open 2023: Djokovic imbattibile, gli italiani deludono</title>
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		<pubDate>Sun, 29 Jan 2023 21:14:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Lorenzo Mozzaja]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Australian Open]]></category>
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		<description><![CDATA[Un dominio inarrestabile, irreale, senza quasi mai dare l’impressione di fare fatica. Novak Djokovic continua la sua marcia trionfale. Il 35enne di Belgrado batte senza alcun problema Stefanos Tsitsipas per ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1024" height="576" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2023/01/128451717_djokovic_kiss_reuters.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="_128451717_djokovic_kiss_reuters" /></p><p>Un dominio inarrestabile, irreale, senza quasi mai dare l’impressione di fare fatica. <mark class='mark mark-yellow'><strong>Novak Djokovic</strong> continua la sua marcia trionfale. Il 35enne di Belgrado batte senza alcun problema<strong> Stefanos Tsitsipas</strong> per 63 76 76 e si aggiudica gli <strong>Australian Open</strong> per la <strong>decima volta in carriera</strong>. Diventano <strong>22 i titoli dello slam</strong> per Djokovic che aggancia così il suo eterno rivale <strong>Rafael Nadal</strong>, nella classifica relativa ai <i>Major </i>vinti. E non solo: con i 2000 punti conquistati con questa vittoria il serbo torna al <strong>numero uno della classifica mondiale</strong>.</mark></p>
<p>Non è stata una finale indimenticabile ma Djokovic come al solito ha gestito senza patemi i momenti decisivi della sfida. Il<strong> primo set</strong> è un assolo del tennista serbo: nel quarto gioco si porta già avanti di un break che gestisce poi grazie a un servizio implacabile. Tsitsipas dal canto suo entra in campo molto contratto, sbagliando quasi tutte le scelte. Nel <strong>secondo parziale</strong> qualcosa cambia: Djokovic commette molti più errori mentre il greco appare più solido alla battuta e lascia andare il braccio durante gli scambi. Avanti 5-4 Stefanos ottiene la sua prima palla break che coincide anche col set point. <mark class='mark mark-yellow'>Ma l’occasione rimane tale visto che Djokovic non trema e si salva gestendo lo scambio in modo impeccabile. è il vero turning point della finale.</mark> Si arriva rapidamente al tie break dove la qualità del gioco cala ulteriormente: il serbo sale 4-1, si distrae e si fa rimontare sul 4-4. Ma ancora una volta piazza la zampata del campione e si aggiudica i successivi tre punti portandosi avanti 2 set a 0.</p>
<p><span class='quote quote-left header-font'>Dallo scorso luglio il serbo ha vinto 37 partite su 38. 93esimo titolo in carriera e decimo trofeo agli Australian Open </span></p>
<p>Per Tsitsipas la montagna da scalare diventa sempre più alta ma prova a non mollare e a inizio <strong>terzo parziale</strong> strappa per la prima volta il servizio all’avversario. Tuttavia è un fuoco di paglia: Djokovic non fa una piega, alza il livello del suo tennis e opera subito il contro-break. <mark class='mark mark-yellow'>Da lì di fatto la sfida si trascina senza sussulti al secondo tie break di giornata. Stavolta il serbo scappa subito avanti e quando l’ultimo recupero di Tsitsipas finisce fuori può alzare le braccia al cielo.</mark></p>
<p>Dallo scorso luglio il serbo <strong>ha vinto 37 partite su 38</strong>, con l’unica sconfitta subita nel 1000 di Parigi Bercy. <mark class='mark mark-yellow'><strong>93esimo titolo in carriera</strong> e decimo trofeo agli Australian Open: è il terzo giocatore ad andare in doppia cifra in un singolo slam dopo Rafael Nadal (14 Roland Garros) e Margaret Smith Court (11 Australian Open).</mark> Djokovic inoltre a Melbourne si è aggiudicato le ultime 28 gare e non perde dal 2018, quando nel momento più difficile della sua incredibile carriera fu battuto agli ottavi di finale dalla meteora Chung. Numeri impressionanti. E in questi Australian Open 2023 ha perso solo un set dando la sensazione di riuscire a vincere ogni gara senza giocare al suo massimo livello.</p>
<p>Emblematica infine l’immagine del dopo gara quando Djokovic è scoppiato in un pianto sfrenato e liberatorio tra le braccia della madre. Lacrime che chiudono il cerchio aperto un anno fa quando il 35enne di Belgrado fu cacciato da Melbourne a causa della sua volontà di non vaccinarsi contro il covid. <mark class='mark mark-yellow'>L’immagine e la carriera sembravano essere rovinate definitivamente ma nonostante tutto Djokovic è tornato più affamato di prima. E per il resto della stagione sarà lui l’uomo da battere.</mark></p>
<p><span class='quote quote-left header-font'>Emblematica l’immagine del dopo gara quando Djokovic è scoppiato in un pianto sfrenato e liberatorio tra le braccia della madre </span></p>
<p><mark class='mark mark-yellow'>Nel torneo femminile invece primo successo in uno slam per <strong>Aryna Sabalenka</strong>. La 24enne bielorussa ha battuto in rimonta la kazaka <strong>Elena Rybakina</strong> col punteggio di <strong>46 63 64</strong>.</mark> Una partita molto equilibrata e decisa da pochi dettagli. Le due giocatrici hanno regalato un grande spettacolo al pubblico: ben 83 colpi vincenti complessivi di fronte a soli 53 errori non forzati. Nel finale però si è rivelata decisiva la maggiore solidità al servizio di Sabalenka. Dopo una scorsa stagione piena di occasioni mancate per Sabalenka è un inizio di 2023 da sogno: due tornei conquistati &#8211; prima del trionfo di Melbourne era arrivato il successo nel Wta 500 di Adelaide- e 11 partite vinte su 11. Col successo di Sabalenka il circuito femminile vede ancora una volta una nuova vincitrice slam nel giro di pochi anni. Dopo l’improvviso ritiro di Ashleigh Barty solo l&#8217;attuale numero 1 del mondo Iga Swiatek è riuscita a vincere con continuità. Ma ora, soprattutto sulle superfici veloci, Sabalenka e Rybakina (campionessa a Wimbledon 2022 e giustiziera proprio di Swiatek negli ottavi di questi Australian Open) si candidano come alternative credibili per provare a spezzare il dominio della tennista polacca.</p>
<p>Se Djokovic è stato impeccabile, lo stesso non si può dire della pattuglia italiana. l&#8217;Australian Open 2022 è un lontano ricordo: la scorsa stagione <strong>Berrettini</strong> in forma smagliante veniva sconfitto in una semifinale abbastanza equilibrata dal futuro campione Nadal (quest’anno fuori al secondo turno e tartassato dai problemi fisici), mentre <strong>Sinner</strong> raggiungeva i quarti capitolando nettamente contro Tsitsipas. <mark class='mark mark-yellow'>Fra tutti gli italiani quello che ha raggiunto il miglior risultato quest&#8217;anno è stato proprio lui, un ottavo di finale che grida vendetta perso proprio contro lo stesso avversario della scorsa edizione. Sinner si è arreso solamente al quinto dopo aver recuperato due set di svantaggio, cedendo alla lunga fisicamente e mentalmente contro un giocatore più esperto. L’impressione è che il giovane azzurro si stia avvicinando sempre di più ai big del tennis mondiale. Manca però quel qualcosa che gli consenta di ottenere il grande exploit.</mark> “Il suo potenziale è ancora inespresso”, sostiene l’ex tennista John McEnroe. Ci fidiamo del suo parere, non ci resta che attendere.</p>
<p><span class='quote quote-left header-font'>Se Djokovic è stato impeccabile, lo stesso non si può dire della pattuglia italiana. Il 2022 è un lontano ricordo</span></p>
<p><mark class='mark mark-yellow'>Chi, invece, ha deluso è stato sicuramente Matteo Berrettini. Certo il primo turno con Murray era insidioso, ma le ultime uscite pre Australian Open avevano dato segnali di ripresa dopo i tanti (e troppi) acciacchi.</mark> Alla fine il quinto set si è rivelato fatale anche nel suo caso, con tanto di match point sprecato. Il rammarico più grande è stato non sfruttare un tabellone che era diventato un’autostrada per la semifinale. Fuori all’esordio anche il veterano <strong>Fognini</strong> e il giovane <strong>Musetti</strong>, sconfitto al tie-break del quinto set dal sudafricano Harris, al rientro dopo un intervento al polso: anche in questo caso tanti rimpianti. Il parziale decisivo si è rivelato fatale anche per <strong>Sonego</strong> che si è arreso, al secondo turno, al polacco Hurkacz, giocatore che naviga intorno alla Top-10.</p>
<p>Anche le nostre ragazze non hanno certo brillato ma le aspettative erano sicuramente inferiori. Chi è andata più avanti nel torneo è stata <strong>Camila Giorgi</strong> che al terzo turno è stata sconfitta dalla svizzera Bencic. <mark class='mark mark-yellow'>In generale il movimento femminile è sembrato in ripresa dopo anni un po’ bui: non è paragonabile a quello maschile, ma pian piano qualcosa sta nascendo. La stagione è ancora lunga, i risultati del tennis italiano arriveranno, i giocatori sono pronti.</mark></p>
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		<title>Australian Open al via: riparte la stagione del grande tennis</title>
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		<pubDate>Sat, 14 Jan 2023 05:46:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Alessandro Stella]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Australian Open]]></category>
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		<category><![CDATA[Federico Ferrero]]></category>
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		<description><![CDATA[Lo spettacolo del grande tennis sta per cominciare. Nella notte di lunedì prenderà il via l’Australian Open, il primo dei quattro slam stagionali. Sui campi di Melbourne i migliori tennisti ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1080" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2023/01/australian-open-2022-011422_rp7ywi9r9nu71allc1prfz08s.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="australian-open-2022-011422_rp7ywi9r9nu71allc1prfz08s" /></p><p><mark class='mark mark-yellow'>Lo spettacolo del grande tennis sta per cominciare. Nella notte di lunedì prenderà il via l’<strong>Australian Open</strong>, il primo dei quattro slam stagionali. Sui campi di <strong>Melbourne</strong> i migliori tennisti del mondo si sfideranno per portare a casa l’ambito trofeo.</mark> Tra gli uomini, nonostante l’assenza per infortunio dello spagnolo Carlos Alcaraz, numero uno della classifica, sono molti i giocatori di altissimo livello che scenderanno in campo. Tra i più attesi ovviamente il campione in carica <strong>Rafael Nadal e Novak Djokovic</strong>, nove volte vincitore nel torneo australiano. Il serbo torna a giocare a Melbourne dopo due anni visto che nel 2022 non aveva potuto competere in Australia a causa del suo rifiuto a vaccinarsi contro il Covid. Tra le donne, invece, è caccia alla polacca <strong>Iga Swiatek</strong>, numero uno del ranking e autentica dominatrice nella stagione passata.</p>
<p><mark class='mark mark-yellow'>Ma anche l’Italia, soprattutto in campo maschile, punta quantomeno ad ottenere piazzamenti di valore. Da pochi giorni, per la prima volta nella storia, sono ben tre gli italiani tra i primi venti giocatori del mondo: <strong>Matteo Berrettini, Jannik Sinner e Lorenzo Musetti</strong>.</mark> Pur senza avere i gradi di favoriti, i tre azzurri proveranno a riportare in patria un trofeo slam che ormai manca dal lontano 1976. Oltre a loro nel tabellone principale sono presenti Fabio Fognini, Lorenzo Sonego e Mattia Bellucci.</p>
<p><strong>Federico Ferrero</strong>, giornalista e telecronista di Eurosport (il network che detiene i diritti televisivi per la messa in onda degli Australian Open), presenta il torneo e prova a tracciare le previsioni sull’andamento della stagione tennistica.</p>
<p><strong>Cosa dobbiamo aspettarci da questi Australian Open? Chi è il favorito in campo maschile?</strong></p>
<p>Innanzitutto, ci aspettiamo un forte caldo. Le condizioni di gioco possono influire parecchio sui risultati. Nadal, ad esempio, preferisce giocare quando il campo è più rapido perché il suo “spin” funziona meglio. Il giocatore da battere comunque è Djokovic. Dipenderà molto dal sorteggio anche se, grazie alla vittoria nel torneo 250 di Adelaide, il serbo non incrocerà Nadal prima delle semifinali o della finale. Non è scontato, però, che lo spagnolo riuscirà ad arrivare in fondo al torneo: tra la fine della scorsa stagione e l’inizio di questa non è stato molto brillante. <mark class='mark mark-yellow'>A costo di essere scontato, per me il favorito è Djokovic perché ha più esperienza, ha più armi tecniche e fisicamente sembra non invecchiare mai. Poi, certo, in uno slam, al meglio dei cinque set, può capitare di tutto.</mark></p>
<p><strong>Capitolo italiani: da questa settimana abbiamo per la prima volta tre azzurri tra i primi venti giocatori della classifica mondiale, ma allo stesso tempo questi ragazzi hanno dovuto fare i conti subito con dei piccoli problemi fisici. Cosa possiamo attenderci da loro in questo primo slam stagionale?</strong></p>
<p>Il problema infortuni c’è e sicuramente ciò non è positivo. Tuttavia, sembrano essere stati degli stop lievi, a partire da Berrettini che non aveva digerito la parmigiana di melanzane mangiata prima della sfida con Fritz alla United Cup. Ma credo gli basterà cambiare dieta&#8230; Scherzi a parte, l’incognita infortuni a inizio stagione lascia perplessi considerando anche che questo torneo è molto impegnativo dal punto di vista fisico. <mark class='mark mark-yellow'>Però cerchiamo di vedere il lato positivo: Berrettini e Sinner hanno già dimostrato di poter fare bene su questi campi l’anno scorso. Il primo era arrivato in semifinale e il secondo ai quarti. Anche Musetti secondo me è già pronto per fare un risultato di alto livello.</mark> Certo per lui soprattutto dipenderà molto dal sorteggio <em>(Da tabellone Musetti e Sinner potrebbero sfidarsi al terzo turno, prima di un’ipotetica difficile sfida col greco Tsitsipas, numero 4 del ranking, ndr).</em></p>
<p><span class='quote quote-left header-font'>Secondo Federico Ferrero il favorito per gli Australian Open è Djokovic perché ha più esperienza, ha più armi tecniche e fisicamente sembra non invecchiare mai.</span></p>
<p><strong>Spostiamo lo sguardo sul torneo femminile: chi vede come possibili vincitrici?</strong></p>
<p>In campo femminile negli ultimi anni solo Swiatek e poche altre giocatrici si sono rivelate delle certezze negli slam. Mi piacerebbe che a vincere stavolta sia Caroline Garcia. La francese ormai ha trenta anni ed è una promessa quasi mai confermata del circuito, anche se nel 2022 ha dimostrato di poter fare bene. Ammiro molto anche il tennis di Ons Jabeur: ha un gioco affascinante. <mark class='mark mark-yellow'>Ma, come già dimostrato durante la scorsa stagione, tra Swiatek e la tunisina vince sempre la prima. La polacca quindi è ancora favorita.</mark></p>
<p><strong>Quali previsioni si possono invece fare per il resto della stagione? Ci potrebbe essere un nuovo vincitore slam?</strong></p>
<p><mark class='mark mark-yellow'>La domanda sul vincitore slam ce la poniamo ogni anno a gennaio. Pensiamo sempre Djokovic e Nadal caleranno vista l’età avanzata. Pensiamo che i tennisti più giovani possano prendere definitivamente il sopravvento. Ma poi tutto ciò puntualmente non succede mai.</mark> A mio avviso, ad esempio, quest’anno Nadal è favorito solo al Roland Garros e forse nemmeno lì. Ma pure l’anno scorso si dicevano queste cose. E invece poi lo spagnolo ha vinto i primi due slam e solo l’infortunio a Wimbledon gli ha impedito di lottare al meglio per vincerne altri. Djokovic invece nel 2022 praticamente ha perso solo quando non ha potuto giocare. Per quanto riguarda possibili sorprese Alcaraz non lo inserirei tra queste, visto che ormai è il numero uno della classifica. Invece, giocatori come Tsitsipas e Medvedev mi sembra abbiano problemi strutturali. Quindi, se dovessi scommettere punterei su tennisti più giovani come Auger-Aliassime e Rune.</p>
<p><strong>Tolti i soliti noti, chi tra i giovani azzurri emergenti secondo lei può stupire nel 2023? E il veterano Fognini può tentare un ultimo colpo di coda prima del ritiro?</strong></p>
<p>Fognini gioca a tennis meglio di gran parte dei suoi avversari, bisogna però vedere se ha ancora motivazioni. Al di là di qualche episodio non edificante, nella sua carriera ha ottenuto ottimi risultati e battuto giocatori del calibro di Nadal. Negli slam purtroppo non è mai arrivato in semifinale o in finale e questo mi dispiace. Tra i giovani ci sono invece tanti ragazzi tra i 19 e 21 anni molto forti: tra questi Passaro, Brancaccio, Nardi, Bellucci e Darderi. Spero che tutti riescano ad entrare in top 100 entro fine anno. In generale, per me che faccio il telecronista da tanto tempo è una grande soddisfazione vedere così tanti italiani competitivi nei tabelloni degli slam. In passato, dopo i primi due giorni erano quasi sempre già stati eliminati.</p>
<p><strong>Invece, tra le ragazze italiane, c’è un nome particolare su cui puntare per questa annata?</strong></p>
<p>Ci sono senza dubbio giocatrici che hanno i numeri per fare buone cose, pur senza poter ambire a rimpiazzare grandi ex-tenniste azzurre come Schiavone, Errani, Vinci e Pennetta. Dire un nome non è facile, sicuramente Lucrezia Stefanini ha ottime qualità. In ogni caso anche il nostro movimento femminile sta facendo passi avanti. Mi aspetto quindi dei bei risultati durante questo 2023.</p>
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		<title>Tra Milano e Torino, il grande tennis passa dall&#8217;Italia</title>
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		<pubDate>Sun, 13 Nov 2022 17:53:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Lorenzo Mozzaja]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ventuno anni fa Roger Federer vinceva a Milano il primo titolo della sua lunga e incredibile carriera. Adesso al Palalido Allianz Cloud di Piazza Stuparich giocano i migliori otto tennisti ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img width="4032" height="3024" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2022/11/IMG-9362.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="Foto di Lorenzo Mozzaja" /></p><p><mark class='mark mark-yellow'>Ventuno anni fa <strong>Roger Federer</strong> vinceva a <strong>Milano</strong> il primo titolo della sua lunga e incredibile carriera. Adesso al <strong>Palalido</strong> <strong>Allianz Cloud</strong> di Piazza Stuparich giocano i <strong>migliori otto tennisti under21</strong> della stagione: il futuro del tennis mondiale passa da qui.</mark> Un albo d’oro di tutto rispetto considerando che il torneo si disputa solamente dal 2017: Chung, Tsitsipas, Sinner e Alcaraz sono stati i giovani Maestri degli ultimi anni. Quella del <strong>2022</strong> potrebbe essere stata però l’ultima edizione a Milano, spetterà all’Atp decidere se rinnovare la partnership oppure mirare su altre nazioni. Certo è che la città ha risposto presente con tanto pubblico sugli spalti durante i cinque giorni di gare. Il tennis è ormai diventato uno sport popolare che coinvolge e attira.</p>
<p><span class='quote quote-left header-font'> Al Palalido Allianz Cloud di Piazza Stuparich giocano i migliori otto tennisti under21 della stagione: il futuro del tennis mondiale passa da Milano </span></p>
<p><mark class='mark mark-yellow'>Le <strong>Next Gen Finals</strong> si sono concluse ieri sera con la vittoria dello statunitense <strong>Brandon Nakashima</strong>, numero 49 del mondo, sul ceco <strong>Lehecka</strong>. Una finale senza storia, tre set a zero: <strong>4-3 4-3 4-2</strong>.</mark> Il torneo si gioca con regole sperimentali, una di queste i set più brevi (si arriva a quattro game e non ai canonici sei). Il giovane americano ha comunque sempre convinto perché ha superato il girone da imbattuto e ha vinto senza particolari problemi sia la semifinale che la finale. Le Next Gen non danno punti per la classifica Atp, ma solo un lauto premio in denaro.</p>
<p>Al Palalido c’era tanta Italia in campo. <mark class='mark mark-yellow'><strong>Tre giovani azzurri</strong> si sono qualificati per il torneo. Il favorito, anche per la vittoria finale, era sicuramente <strong>Lorenzo Musetti</strong> che ha però un po’ deluso le attese uscendo sconfitto in due delle tre partite del suo girone.</mark> Nell’ultima gara è parso proprio stanco e sfiduciato. Adesso deve recuperare energie per la Coppa Davis, ultimo appuntamento di questa lunga stagione. Gli altri due italiani presenti alle Next Gen erano <strong>Passaro</strong> e <strong>Arnaldi</strong>, entrambi in crescita, ma ancora lontani dal livello degli avversari.</p>
<p><span class='quote quote-left header-font'> Dalla Lombardia al Piemonte in meno di ventiquattro ore, dal futuro al presente del tennis: i big, i migliori otto della stagione 2022 scendono in campo a partire da oggi al Pala Alpitour di Torino </span></p>
<p>A Milano i grandi assenti (giustificati) sono stati <strong>Carlos Alcaraz</strong>, il campione uscente, ora fermo ai box per infortunio, che nel giro di un anno è diventato il numero uno del mondo, il nostro <strong>Jannik Sinner</strong>, anche lui alle prese con problemi fisici, e il danese <strong>Holger Rune</strong> che una settimana fa batteva Djokovic nella finale del Master1000 di Parigi-Bercy, diventando così la prima riserva per le <strong>Atp Finals</strong> che si giocano a <strong>Torino</strong> questa settimana.</p>
<p><mark class='mark mark-yellow'>Dalla Lombardia al Piemonte in meno di ventiquattro ore, dal futuro al presente del tennis: i big, <strong>i migliori otto</strong> della stagione 2022 scendono in campo a partire da oggi al Pala Alpitour. Senza Alcaraz, senza il campione uscente Zverev e, ahinoi, senza l’ormai pensionato Federer, i riflettori sono puntati su <strong>Nadal</strong> e <strong>Djokovic</strong>.</mark> Lo spagnolo guida il Gruppo Verde insieme a Ruud, Auger-Aliassime e Fritz, mentre il serbo è nel Gruppo Rosso, quello più equilibrato, con Medvedev, Rublev e Tsitsipas. Passano i primi due di ogni girone che si affrontano poi in semifinali incrociate. Difficile al momento individuare un favorito per diventare il Maestro del 2022. <mark class='mark mark-yellow'>Con Nadal acciaccato e Djokovic non sempre continuo, potrebbe essere l’occasione di <strong>Medvedev</strong> o di <strong>Auger-Aliassime</strong>. Adesso però parola al campo: silence please, players are ready.</mark></p>
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		<title>Wimbledon 2022: Djokovic re per la settima volta, novità Rybakina</title>
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		<pubDate>Mon, 11 Jul 2022 15:36:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Lorenzo Mozzaja]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><img width="457" height="306" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2022/07/djokovic-ansa.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="Foto Ansa" /></p><p>Le braccia al cielo, il sorriso e il solito ciuffo d’erba strappato dal campo e messo tra i denti. La musica non cambia neanche quest’anno. Qualcuno sicuramente lo ha pensato, ma lui no, non voleva cedere lo scettro. <mark class='mark mark-yellow'><strong>Novak Djokovic</strong> trionfa a <strong>Wimbledon</strong> per la quarta volta consecutiva, <strong>settimo titolo a Church Road </strong>e <strong>ventuno Slam</strong> conquistati. Stacca Roger Federer, fermo a venti, e si avvicina ai ventidue di Rafael Nadal.</mark></p>
<p>In finale il tennista serbo ha affrontato l’istrionico <strong>Nick Kyrgios</strong>, l’australiano dal talento sconfinato, ma dalla testa molto fragile che ama e allo stesso tempo odia il tennis. <mark class='mark mark-yellow'>Dopo un primo set praticamente perfetto vinto <strong>6-4</strong>, Kyrgios ha, piano piano, iniziato a staccare la spina: monologhi con se stesso, insulti al proprio team, urla, grida e solito warning per “verbal abuse”, oscenità verbali.</mark> Neanche il campo più prestigioso al mondo è riuscito a dare una calmata al ragazzo di Canberra, un passato difficile alle spalle, ma tanta voglia di dimostrare al mondo le sue qualità. Come Nick abbassa la guardia, Djokovic alza il livello. Secondo e terzo set sono quasi una passeggiata di salute (<strong>6-3 </strong>e<strong> 6-4</strong>), ma nel quarto ritorna la partita: Kyrgios spegne la radio e Nole deve faticare più del previsto per portare a casa l’incontro, dopo un lottato <strong>7-6</strong> e tre ore di partita. <mark class='mark mark-yellow'>Nonostante la vittoria, l’ex numero uno del mondo scende alla settima posizione del ranking perché l’Atp ha deciso di <a href="http://www.magzine.it/inizia-wimbeldon-questa-volta-senza-punti/" target="_blank"><strong>non assegnare punti a questa edizione di Wimbledon</strong></a>, dopo la decisione degli organizzatori di non far gareggiare russi e bielorussi.</mark></p>
<p><span class='quote quote-left header-font'>Nonostante la vittoria, Djokovic  scende alla settima posizione del ranking perché l’Atp ha deciso di non assegnare punti a questa edizione di Wimbledon</span></p>
<p>“Mai avrei creduto di farti i complimenti: la nostra è ufficialmente una storia d’amore” ha scherzato il serbo durante la premiazione. I due non sono mai stati amici, anzi proprio non si sopportavano. Kyrgios ha definito Djokovic “un idiota” per aver organizzato l’Adria Tour, una serie di tornei nei Balcani in piena pandemia che ha causato non pochi contagi. Adesso l’australiano dovrà offrire una cena al suo avversario, complice una scommessa fatta su Instagram prima della finale.</p>
<p>E ora quale <strong>futuro</strong> li attende? Nole ha detto che andrà in vacanza. “Mi fermo sicuramente due settimane, è stato un torneo molto estenuante”. Poi c’è il rischio di non vederlo in campo fino al prossimo autunno. La situazione è nota, <mark class='mark mark-yellow'>lui non è vaccinato e non può entrare negli Stati Uniti e in Canada. Sembra abbastanza inevitabile la sua assenza dai Masters 1000 nordamericani e dagli <strong>Us Open</strong>. Djokovic non cambia posizione: “<strong>Non mi vaccinerò</strong>: se cancelleranno il green pass sarà un grande piacere giocare lì, altrimenti non ci sarò, senza problemi”.</mark> Dopo la questione del visto dello scorso gennaio, l’Australia gli ha negato l’ingresso nel paese per tre anni. Sembra che il prossimo Slam che giocherà sarà il <strong>Roland Garros 2023</strong>: “Non dipende da me, quindi posso solo restare tranquillo e aspettare”. <mark class='mark mark-yellow'>Kyrgios invece tornerà in Australia. Il 2 agosto dovrà comparire in tribunale per <strong>l’accusa di aggressione</strong> da parte dell’ex fidanzata, avvenuta nel dicembre dello scorso anno.</mark> Un momento delicato per Nick, proprio ora che sembrava aver messo, forse, la testa a posto.</p>
<p><span class='quote quote-left header-font'>Kyrgios tornerà in Australia. Il 2 agosto dovrà comparire in tribunale per l’accusa di aggressione da parte dell’ex fidanzata </span></p>
<p>Se il torneo maschile è stato vinto dal solito Djokovic, non sono certo mancate le sorprese in campo femminile. La finale era ricca di significato: da una parte la <strong>tunisina</strong> <strong>Jabeur</strong>, prima donna araba a raggiungere la finale ai Championship, dall’altra la <strong>kazaka</strong> <strong>Rybakina</strong>. <mark class='mark mark-yellow'>In realtà kazaka solo di passaporto perché è nata a Mosca e tuttora vi risiede. Nel 2018 ha cambiato nazionalità per approfittare degli aiuti della federazione di Nur-Sultan</mark> (non è la prima volta che un tennista russo diventa kazako per motivi puramente economici). Sta di fatto che alla fine ad alzare il trofeo di Wimbledon è stata proprio la <strong>russa-kazaka</strong> Rybakina, uno smacco per gli ingessati signori britannici. Per lei si tratta solo del terzo titolo in carriera, il primo in uno Slam. In conferenza stampa le è stato chiesto se condanna la guerra e le azioni di Putin. Lei ha risposto così: “Il mio inglese non è dei migliori. <mark class='mark mark-yellow'>Dal mio punto di vista posso solo dire che rappresento il Kazakistan. <strong>Non ho scelto io dove nascere</strong>. Questa gente ha creduto in me. Il Kazakistan mi ha supportato molto.</mark> Anche oggi ho visto tante bandiere. Quindi non so come rispondere a questa domanda”. Brava e furba.</p>
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		<title>Internazionali d&#8217;Italia 2022: domina Djokovic, l&#8217;Italia non brilla</title>
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		<pubDate>Tue, 17 May 2022 04:37:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Lorenzo Mozzaja]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il numero uno è tornato. Novak Djokovic vince per la sesta volta a Roma e torna a conquistare un torneo dopo quasi duecento giorni. Fin qui il suo 2022 era ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img width="4032" height="3024" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2022/05/IMG_1669.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="Foto di Lorenzo Mozzaja, 2017" /></p><p><mark class='mark mark-yellow'>Il numero uno è tornato. <strong>Novak Djokovic</strong> vince per la <strong>sesta volta</strong> a <strong>Roma</strong> e torna a conquistare un torneo dopo quasi duecento giorni.</mark> Fin qui il suo 2022 era stato avaro di vittorie, ma soprattutto di partite, iniziato con l’esclusione dagli Australian Open a gennaio per le note posizioni no-vax. Cinque mesi dopo, il serbo è ritornato il solito schiacciasassi con una condizione atletica sfavillante. La finale è stata senza storia, così come il torneo: nessun set concesso e avversari domati. <strong>6-0 7-6</strong> al greco Tsitsipas, fantasma nel primo parziale e sprecone nel secondo. Djokovic, a quasi 35 anni, diventa il più vecchio vincitore agli Internazionali d’Italia nell’Era Open. Proprio al Foro Italico il serbo ha vinto la sua <strong>millesima partita in carriera</strong>, arrivando a 1001 nell’ultimo atto. Nel femminile è arrivato l’ennesimo trionfo di <strong>Iga Swiatek</strong>. La numero uno del mondo si riconferma campionessa a un anno di distanza. La finale è stata senza storia: 6-2 6-2 alla talentuosa tunisina Jabeur. Per la ventenne polacca si tratta della ventottesima vittoria consecutiva e del quinto torneo stagionale.</p>
<p><span class='quote quote-left header-font'>L’edizione 2022 degli Internazionali sarà sicuramente ricordata per il ritorno del pubblico: 230 mila persone durante i giorni del torneo</span></p>
<p><mark class='mark mark-yellow'><strong>L’edizione 2022 degli Internazionali</strong> sarà sicuramente ricordata per il ritorno del pubblico. Gli appassionati di tennis hanno riempito il Foro Italico con il loro tifo caloroso e hanno stabilito il nuovo record di presenze: <strong>230 mila persone</strong> durante i giorni del torneo.</mark> Numeri che hanno fatto esultare anche il presidente della Federazione Italiana Tennis Angelo Binaghi che, però, ha trovato il modo di attaccare Giovanni Malagò: “Il presidente del Coni ha prima cercato di non far giocare Djokovic, poi non voleva che ci fossero russi e bielorussi. Ha cercato di indirizzare il Governo verso una decisione che avrebbe avuto una serie di conseguenze, dallo sciopero dei giocatori alla possibile revoca del torneo”.</p>
<p>Forse ci si aspettava qualcosa in più dal tennis italiano? Il miglior risultato è stato il <strong>quarto di finale</strong> di <strong>Jannik Sinner</strong>, sconfitto proprio dal finalista Tsitsipas. Secondo <strong>Elena Pero</strong>, giornalista e telecronista di Sky Sport, «ci si aspettava di più, però alla fine non c’erano Berrettini e Musetti e non c’erano neanche così tanti giocatori di seconda fascia, ma esperti come accadeva negli anni scorsi. <mark class='mark mark-yellow'>L’unico che aveva davvero una chance era Sinner che infatti ha vinto le partite che doveva vincere. Però, sostanzialmente, abbiamo avuto quello che si poteva avere</mark>».</p>
<p><strong>Il secondo turno tra Sinner e Fognini è stato un passaggio di consegne? </strong></p>
<p>«Non direi: è presto. Fognini sembra che abbia ancora voglia di giocare, anzi l’avvento di questi ragazzi sembra che lo motivi ancora di più».</p>
<p><strong>Dopo la convincente vittoria a Roma, Djokovic è il favorito per il Roland Garros? </strong></p>
<p>«<mark class='mark mark-yellow'>Finché non abbiamo idee chiare sulle condizioni fisiche di Nadal, è lui il favorito</mark>. Non è una sorpresa che sia ritornato quello di prima. Già la scorsa settimana a Madrid aveva giocato molto bene e aveva ritrovato una buona condizione fisica. A Roma ha avuto dei buchi, ma li avuti sempre quando era in vantaggio: non ha mai pagato questi passaggi a vuoto».</p>
<p><strong>Nel circuito femminile invece domina Iga Swiatek, c’è qualcuno che può fermarla? </strong></p>
<p>«Purtroppo no, sta dominando con l’assenza quasi totale di una concorrenza qualificata. E&#8217; comunque un bene che il circuito femminile abbia una grande giocatrice in cui identificarsi, anche se <a href="http://www.magzine.it/appende-la-racchetta-al-chiodo-la-numero-uno-del-mondo-ashleigh-barty/" target="_blank">con il ritiro di Ashleigh Barty</a> c’è un po’ di vuoto. La sua scelta è stata dolorosissima per il tennis. La Swiatek è giovane, gioca bene, ma intorno a lei il panorama è desolante».</p>
<p><strong>Qual è l’immagine di questa edizione degli Internazionali? </strong></p>
<p>«<mark class='mark mark-yellow'>Il pubblico, gli spalti pieni, la gente che ha voglia di tennis e di sport, di condividere e di stare insieme</mark>. Tutto questo, dopo l’edizione 2020 giocata in autunno a porte chiuse e quella dell’anno scorso giocata a porte parzialmente aperte solo negli ultimi giorni di gara».</p>
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