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	<title>magzine &#187; cgil</title>
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	<description>un progetto della Scuola di giornalismo dell&#039;Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano</description>
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		<title>Giornata della Liberazione a Milano: 90mila persone in piazza</title>
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		<pubDate>Sat, 26 Apr 2025 12:58:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Mattia Tamberi]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Precisamente 80 anni fa, il 25 aprile del 1945, dopo l’appello a radio Milano Libera da parte di Sandro Pertini, allora membro del Cln, i partigiani italiani riuscirono nella difficile ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img width="620" height="388" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2025/04/25_aprile_ansa_milano.png" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="25_aprile_ansa_milano" /></p><p>Precisamente 80 anni fa, il 25 aprile del 1945, dopo l’appello a <a href="https://www.magzine.it/ottanta-anni-di-liberta/">radio Milano Libera</a> da parte di <strong>Sandro Pertini</strong>, allora membro del Cln, i partigiani italiani riuscirono nella difficile impresa di prendere il controllo della città e di liberarla dall’occupazione nazifascista. Proprio in occasione <strong>dell’ottantesimo anniversario della liberazione d’Italia</strong>, proprio a Milano si è tenuta una delle più grandi manifestazioni degli ultimi anni.</p>
<p>Al consueto ritrovo tra le fermate di Porta Venezia e Palestro, secondo le stime dell’Anpi, si sono presentate più di <strong>90 mila persone</strong>: «Il bilancio non può che essere positivo», ha commentato il presidente della sezione milanese Primo Minelli. <mark class='mark mark-yellow'>«È stata una manifestazione unitaria, partecipata, pacifica e antifascista»</mark>. Un po’ più basse le stime ufficiali della questura, che parlano di 60mila partecipanti. Il corteo si è diretto verso piazza Duomo, passando per corso Venezia, piazza San Babila, corso Matteotti, piazza Meda, via Catena, largo Mattioli, via Case Rotte, piazza della Scala, via Santa Margherita e infine via Mengoni.</p>
<h2>Il raduno dei Giovani palestinesi</h2>
<p>Due ore prima della via ufficiale alla manifestazione, i <strong>Giovani palestinesi d’Italia (Gpi)</strong>, congiuntamente con la <strong>Rete No DDL Sicurezza</strong> e altre organizzazioni che hanno aderito all’iniziativa, si sono presentati all’incrocio di via Palestro, cercando di ottenere la testa del corteo. <mark class='mark mark-yellow'>«Riteniamo inaccettabile che nel corteo antifascista trovino spazio anche figure e gruppi che rappresentano il sionismo, il colonialismo e la guerra»</mark>, si legge sul lancio pubblicato sui <a href="https://www.instagram.com/p/DIyDAwkMwkB/?hl=it&amp;img_index=1" target="_blank">canali social</a>, «Non può esserci spazio, in una giornata come questa, per chi sostiene l’oppressione del popolo palestinese, per chi legittima bombardamenti, genocidio e occupazione. Non può esserci spazio per i guerrafondai, per chi usa la parola &#8216;Resistenza&#8217; solo quando fa comodo e la calpesta ogni giorno nella realtà».</p>
<p>Subito dietro si è presentato lo spezzone <strong>dell’Anpi</strong>, che è solito aprire il corteo del 25 aprile a Milano ogni anno e intorno al quale si riuniscono anche tutti i rappresentanti istituzionali. I colloqui tra Gpi e Anpi, insieme alla questura, hanno poi portato a un accordo: come di consueto, <mark class='mark mark-yellow'>la testa del corteo è stata lasciata all’Anpi – con il presidente Minelli e accanto a lui il sindaco Beppe Sala – mentre i Gpi si sono posizionati subito dietro</mark>, rimanendo in una posizione avanzata all’interno del corteo.</p>
<h2>La partecipazione della brigata ebraica</h2>
<p>Poco dopo la partenza, lo spezzone della <strong>brigata ebraica</strong> con le bandiere di Israele si è inserito dietro alla Cgil, <mark class='mark mark-yellow'>scortato da un doppio cordone di sicurezza composto da polizia locale e City Angels</mark>. Presenti insieme a loro anche diversi politici, tra cui la deputata del Pd Lia Quartapelle, l’ex deputato Emanuele Fiano, il segretario di Più Europa Benedetto Della Vedova, la senatrice di Noi Moderati Mariastella Gelmini e il consigliere comunale di Azione Daniele Nahum.</p>
<p>«Noi non vogliamo provocare. Loro verranno con striscioni e bandiere, ma è la festa di tutti, della Libertà e ognuno la ricorda come crede», ha commentato <strong>Walker Meghnagi</strong>, presidente della comunità ebraica di Milano. Nonostante le parole di Meghnagi, la partecipazione della brigata è avvenuta con forti tensioni. Non sono infatti mancate le contestazioni da parte dei manifestanti: alle grida “assassini”, “Netanyahu terrorista”, e “Israele criminale”, i manifestanti della brigata ebraica hanno replicato attaccando i “terroristi di Hamas”. Qualcuno ha anche affermato che <mark class='mark mark-yellow'>“la Palestina non esiste”.</mark></p>
<h2>Interventi in piazza Duomo</h2>
<p>Diversi gli interventi delle figure istituzionali <strong>sul palco di Piazza Duomo</strong>, a partire dal sindaco Beppe Sala e Primo Minelli presidente Anpi, che nei loro discorsi hanno ricordato Papa Francesco e hanno contestato le parole del Ministro per la protezione civile <strong>Sebastiano Musumeci</strong>, che nei giorni scorsi, al termine del Consiglio dei ministri, ha <a href="https://www.avvenire.it/attualita/pagine/25-aprile-polemiche" target="_blank">dichiarato</a>: <mark class='mark mark-yellow'>«Tutte le cerimonie sono consentite, tenuto conto del contesto e quindi con la sobrietà che la circostanza impone»</mark>. Presente anche sul palco <strong>Sandra Gilardelli</strong>, la cosiddetta <strong>“partigiana centenaria”</strong>, che a luglio compirà esattamente cento anni: <mark class='mark mark-yellow'>«Ero figlia di un antifascista: per me è stato normale schierarmi con chi ha preferito andare sui monti e fare la guerra per avere la libertà e la democrazia. Per me è stato naturale affiancarmi a loro. Era nel mio animo, e ancora adesso &#8211; ha detto &#8211; se sento parlare di fascismo, vi garantisco che tremo»</mark>. Anche il segretario nazionale della Cgil Maurizio Landini è intervenuto sul palco, accolto da applausi e cori come “Ora e sempre resistenza!”, ma anche da fischi e contestazioni, con alcuni manifestanti che urlavano “Fallo qualche sciopero!”.</p>
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		<title>Morti sul lavoro, sindacati in azione in Lombardia</title>
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		<pubDate>Wed, 01 May 2024 16:57:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Mattia Tamberi]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
		<category><![CDATA[cgil]]></category>
		<category><![CDATA[lombardia]]></category>
		<category><![CDATA[morti bianche]]></category>
		<category><![CDATA[morti sul lavoro]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;ultimo caso davvero rilevante a livello nazionale è la strage alla centrale idroelettrica del lago Suviana, a Bargi. Prima ancora, l&#8217;evento che sempre quest&#8217;anno ha portato in primo piano il tema ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1280" height="624" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2024/05/CORTEO-11-APRILE-BOLOGNA_VIA-INDIPENDENZA.jpeg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="CORTEO 11 APRILE BOLOGNA_VIA INDIPENDENZA" /></p><p>L&#8217;ultimo caso davvero rilevante a livello nazionale è la strage alla centrale idroelettrica del lago Suviana, a Bargi. Prima ancora, l&#8217;evento che sempre quest&#8217;anno ha portato in primo piano il tema delle <mark class='mark mark-yellow'>morti sul lavoro</mark> è stato quello della trave che, in un cantiere <a href="https://www.magzine.it/morti-sul-lavoro-irregolarita-e-prevenzione/">dell&#8217;Esselunga a Firenze</a>, ha travolto otto lavoratori durante mansioni di routine. Quando questi eventi riescono a raggiungere un&#8217;elevata attenzione mediatica, è inevitabile che diverse organizzazioni si mobilitino su questo tema, come associazioni, gruppi politici o sigle sindacali. Proprio quest&#8217;ultima categoria ha mostrato negli ultimi tempi importanti frammentazioni che rendono più difficile fare avanzare le rivendicazioni sindacali di una maggiore sicurezza sul posto di lavoro e di una concreta diminuzione degli infortuni e delle morti.</p>
<p>Se da un lato i sindacati confederali hanno recentemente annunciato che si costituiranno parte civile per la strage del Suviana, lo stesso <mark class='mark mark-yellow'>sciopero nazionale</mark> che si è svolto lo scorso 11 aprile dopo l&#8217;incidente alla centrale idroelettrica di proprietà Enel è stato teatro di battibecchi tra i principali gruppi. Allo sciopero con corteo indetto da <strong>Cgil, Uil e Cisl</strong>, quest&#8217;ultima ha poi deciso di ritirare la propria partecipazione, decidendo di proclamare in autonomia un presidio davanti alla sede dell&#8217;Enel. Mentre il segretario generale della Uil Pierpaolo Bombardieri parlava di &#8220;strage in corso&#8221; durante un corteo a Bologna che coinvolgeva lavoratori di tutti i settori, pubblici e privati, il segretario generale della Cgil Landini ha invece espresso il suo disappunto nei confronti della Cisl: «Chiedete a chi davanti ai morti ha deciso di non scioperare».</p>
<h2>La situazione in Lombardia, tra statistiche e iniziative</h2>
<p>Le lotte e le rivendicazioni sindacali non si limitano solo agli scioperi nazionali, ma si estendono anche alle iniziative locali. «A livello regionale avremo un attivo unitario dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza al tribunale civile in via San Barnaba a Milano», afferma <strong>Giulio Fossati, segretario di Cgil Lombardia</strong>. «Parteciperanno Cgil, Cisl e Uil, e oltre a loro ci saranno diversi invitati, tra cui l&#8217;assessore al welfare della regione Guido Bertolaso e l&#8217;ispettorato del lavoro». L&#8217;obiettivo di questo incontro è mettere al centro il tema della formazione come elemento che può provare a migliorare la sicurezza e la salute nei luoghi di lavoro, «quantomeno modificando la percezione che ogni giorno viene messa in campo a livello lavorativo, quindi una modifica degli atteggiamenti e una comprensione migliore delle normative da parte di tutti, dal datore di lavoro fino all&#8217;ultimo lavoratore».</p>
<p><mark class='mark mark-yellow'>Per Giulio Fossati, segretario Cgil Lombardia, «il sistema di sviluppo lombardo produce circa duecento morti sul lavoro all&#8217;anno. [&#8230;] È chiaro che bisogna trovare delle risposte per provare a cambiare il metodo con cui si producono beni e servizi nella nostra regione, perché non è più possibile accettare questa condizione del lavoro».</mark>A livello statistico, la situazione in Lombardia è forse la peggiore rispetto a tutte le altre Regioni in Italia:<mark class='mark mark-yellow'> «Se prendiamo in considerazione gli anni che vanno dal 2018 al 2022, il sistema di sviluppo lombardo produce circa duecento morti sul lavoro all&#8217;anno (<em>172 nel 2023 ndr</em>), di cui più della metà avviene proprio nei nei luoghi di lavoro, senza contare quindi i <em>morti in itinere</em> rilevati dai dati Inail. Gli infortuni accertati in questi cinque anni sono invece 80mila».</mark> Sul sito ufficiale della regione si possono trovare i <a href="https://www.regione.lombardia.it/wps/portal/istituzionale/HP/DettaglioServizio/servizi-e-informazioni/Imprese/Gestione-risorse-umane/Sicurezza-negli-ambienti-di-lavoro/infortuni-lavoro/infortuni-lavoro" target="_blank">registri regionali ufficiali</a> degli infortuni mortali sul lavoro di anno in anno: per quanto riguarda il 2024 − con il documento aggiornato al 27 di aprile − si nota come finora il settore più colpito sia quello delle costruzioni. In generale, analizzando anche gli anni precedenti, gli ambiti che sono più problematici risultano essere agricoltura, costruzioni, metalmeccanici e trasporti. «È chiaro che bisogna trovare delle risposte per provare a cambiare il metodo con cui si producono beni e servizi nella nostra Regione, perché non è possibile continuare a muoversi in questa in questa direzione. Non è più possibile accettare questa condizione del lavoro».</p>
<h2>Maggiore sicurezza coincide con maggiori diritti</h2>
<p>Secondo Fossati, la rivendicazione di una maggiore sicurezza sul lavoro si lega a doppio filo con le questioni legate ai contratti e ai diritti generali dei lavoratori: «Questa sofferenza per i rischi nei luoghi di lavoro si lega alla sofferenza determinata dalle condizioni del lavoro [&#8230;]. Oggi l&#8217;80% dei contratti è costituito ancora dal lavoro precario a tempo determinato, contratto a chiamata a intermittenza, collaborazione, finte partite IVA, lavoro somministrato. Questa sofferenza di dover convivere con l&#8217;insicurezza e con la mancanza di diritti porta a <mark class='mark mark-yellow'>una sotto denuncia degli infortuni.</mark>Anche per questo abbiamo avviato lo scorso sciopero e le iniziative di carattere territoriale». Lo scorso 28 aprile, infatti, era la<strong> giornata mondiale per la sicurezza nei luoghi di lavoro</strong>, e in quella settimana sono state organizzate iniziative in tutti i territori regionali.</p>
<p>A <strong>Brescia </strong>c&#8217;è stata recentemente <mark class='mark mark-yellow'>una biciclettata per ricordare le vittime e sensibilizzare i cittadini sulla sicurezza nei luoghi di lavoro</mark>. È stata organizzata da Legambiente Lombardia e ha visto il patrocinio del comune oltre che la partecipazione dei sindacati confederali. Il percorso − di sedici chilometri in totale − passava davanti alla sedi degli enti legati al mondo del lavoro e alla sicurezza, come l&#8217;Inail, l&#8217;ispettorato territoriale o varie Ats (Agenzie di tutela della salute).</p>
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		<title>Papa e von der Leyen: stop alla guerra &#8211; Le quattro notizie del giorno</title>
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		<pubDate>Sat, 11 Jun 2022 14:31:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Giorgio Colombo]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Mondo]]></category>
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		<category><![CDATA[economia]]></category>
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		<category><![CDATA[unione europea]]></category>
		<category><![CDATA[ursula von der leyen]]></category>

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		<description><![CDATA[Papa Francesco riceve Ursula von der Leyen: &#8220;Comune impegno per porre fine alla guerra&#8221; Il Papa ha ricevuto in udienza, nel Palazzo Apostolico Vaticano, la Presidente della Commissione Europea Ursula ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="844" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2022/06/cq5dam.thumbnail.cropped.1500.844.jpeg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="cq5dam.thumbnail.cropped.1500.844" /></p><p><strong>Papa Francesco riceve Ursula von der Leyen: &#8220;Comune impegno per porre fine alla guerra&#8221;</strong></p>
<p>Il Papa ha ricevuto in udienza, nel Palazzo Apostolico Vaticano, la Presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen, la quale si è successivamente incontrata con il cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato, accompagnato da Paul Richard Gallagher, Segretario per i Rapporti con gli Stati.<br />
La von der Leyen aveva incontrato il Pontefice il 22 maggio 2021, parlando allora delle drammatiche conseguenze della pandemia, del tema dei migranti e la crisi climatica.<br />
<mark class='mark mark-yellow'> Il tema dell’incontro di oggi, invece, è stato &#8216;far cessare al più presto la guerra in Ucraina&#8217;. </mark> Durante l&#8217;incontro il Pontefice si è soffermato sui problemi umanitari e alimentari che questo conflitto sta creando.<br />
&#8220;Nel corso dei cordiali colloqui in Segreteria di Stato, ci si è soffermati sulle buone relazioni bilaterali e sul comune impegno ad adoperarsi per porre fine alla guerra in Ucraina, dedicando particolare attenzione agli aspetti umanitari e alle conseguenze alimentari del protrarsi del conflitto&#8221;, riferisce la Santa Sede.<br />
&#8220;Sono veramente lieta di aver incontrato di nuovo Sua Santità a Roma&#8221;, scrive sui social von der Leyen. <mark class='mark mark-yellow'> &#8220;Siamo con coloro che soffrono per le distruzioni che sta subendo l&#8217;Ucraina. Questa guerra deve finire riportando la pace in Europa&#8221;. </mark><br />
Durante l’udienza la presidente della Commissione Ue ha parlato con Papa Francesco anche delle conclusioni della Conferenza sul futuro dell’Europa e delle sue conseguenze sui futuri assetti dell’Unione, nonché di clima e architettura sostenibile.</p>
<p>(Giovanni Corzani)</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Condannati a morte tre combattenti stranieri a Donetsk. Lavrov: “Processati in base alle leggi della Dpr”</strong></p>
<p style="font-weight: 400;">“La condanna a morte dei tre mercenari è stata presa in base alle leggi della Repubblica popolare di Donetsk e non si deve interferire con il suo sistema giudiziario”. Sono queste le parole del ministro degli Esteri russo Serghei Lavrov, in merito alla condanna a morte in primo grado inflitta dalla Dpr ai tre uomini che hanno combattuto con la legione straniera in Ucraina. <mark class='mark mark-yellow'>I tre sono i britannici Shaun Pinner e Aiden Aslin e il marocchino Saadoun Brahim, accusati dai filorussi di aver partecipato al conflitto come “mercenari” delle forze armate ucraine.</mark> A dare la notizia è stata l’agenzia di stampa russa Tass, la quale ha sottolineato come secondo le leggi della Repubblica popolare del Donetsk ai tre spetterà la fucilazione. Tuonano le famiglie dei due ex militari britannici, definendo il processo “uno show condotto in violazione della Convenzione di Ginevra sui prigionieri di guerra”. <mark class='mark mark-yellow'>Il governo di Boris Johnson ha espresso la sua preoccupazione in merito alla condanna inflitta dalla Repubblica autoproclamata filorussa: “abbiamo ripetutamente detto che sono prigionieri di guerra – ha dichiarato il portavoce di Downing Street &#8211; che non vanno strumentalizzati a scopi politici e che hanno il diritto all’immunità in base alla Convenzione di Ginevra”.</mark> La ministra degli Esteri del governo Johnson, Liz Truss, ha condannato la sentenza di morte inflitta ai due ex militari additati come mercenari: “sono prigionieri di guerra, imputati in un processo farsa che non ha assolutamente alcuna legittimità. I miei pensieri sono per loro e le loro famiglie, continueremo a fare tutto ciò che possiamo per sostenerli”.</p>
<p style="font-weight: 400;">(Lorenzo Aprile)</p>
<p><strong>Cgil, aumenta il gap salariale tra Italia e altri paesi dell’Unione</strong></p>
<p>&#8220;Quando in Europa salari e occupazione diminuiscono, in Italia calano di più, quando invece aumentano in Italia crescono meno&#8221;. La fotografia del gap salariale tra Roma e gli altri paesi europei è raccontata da questa frase di Fulvio Fammoni, presidente della Fondazione di Vittorio della Cgil. Il report di quest’anno descrive un aumento del divario. <mark class='mark mark-yellow'> In Italia, in media, il salario lordo annuale è di 29.400 euro, in Europa di 37.400 euro. </mark> Lo stacco è ancora più significativo se si prende in considerazione la Germania, dove la media si attesta oltre i 44.000 euro annui: merito anche del salario minimo, che il governo di Berlino ha alzato a 12 euro l’ora.<br />
Una delle motivazioni del gap, secondo Fammoni, è la presenza di “5,2 milioni di lavoratori dipendenti (26,7%) che nella dichiarazione dei redditi del 2021 denunciano meno di 10 mila euro annui”. Così la media viene spinta verso il basso, tanto che “se nessun dipendente ricevesse un salario annuo inferiore a tale cifra si otterrebbe immediatamente un recupero significativo rispetto alle medie salariali di altri Paesi”, argomenta il presidente.<br />
<mark class='mark mark-yellow'> Per migliorare l’economia del Paese e il tenore di vita dei lavoratori, bisogna combattere il precariato e investire sul lavoro di qualità. Tuttavia, il precariato è “da anni in costante crescita con il record dei contratti a tempo determinato”, </mark> spiega Francesca Re David, segretaria confederale del sindacato.<br />
Rispetto al 2020 si registra una crescita di 1500 euro lordi l’anno, ma il livello dei salari rimane inferiore a quello pre-pandemia.</p>
<p>(Giorgio Colombo)</p>
<p><strong>Duplice femminicidio di Vicenza, Zlatan Vasiljevic ha beneficiato di uno sconto di pena</strong></p>
<p><mark class='mark mark-yellow'> “Prognosi favorevole circa la futura astensione dalla commissione di altri reati”: per questo Zlatan Vasiljevic, presunto autore del duplice femminicidio di Vicenza, ha potuto beneficiare di uno sconto di pena e della sospensione condizionale. </mark> A stabilirlo la Corte d’Appello di Venezia, in seguito a un percorso svolto da Vasiljevic presso il centro Ares di Bassano del Grappa. Secondo i giudici, “la valutazione finale è positiva, evidenziandosi una condizione di astinenza iniziata almeno un anno prima, senza ausilio di terapia farmacologica”.<br />
<mark class='mark mark-yellow'> Una lettera di avvertimento trovata nella casella posta di Lidia Miljkovic tre giorni prima che venisse uccisa prefigurava una situazione meno rassicurante. “Stai attenta”, queste le parole che si leggono sul foglio. </mark> Il testo riporta anche il suggerimento di “non andare in giro”: rimane sconosciuta l’autrice, che si è firmata come amica della vittima.<br />
Intanto le indagini degli investigatori portano a ipotizzare che Vasiljevic abbia ammazzato prima la compagna Gabriela Serrano e in un secondo momento l’ex Lidia Miljkovic. Al momento del ritrovamento dei cadaveri, sono accorsi sul posto anche gli artificieri: Paolo Sartori, questore di Vicenza, spiega che si temeva che nel veicolo ci fosse dell’esplosivo.<br />
Vasiljevic nel 2019 era stato arrestato per aver picchiato la partner: ora la ministra della giustizia Marta Cartabia chiede di procedere con ulteriori accertamenti e approfondimenti.</p>
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