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	<title>magzine &#187; Streaming</title>
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	<description>un progetto della Scuola di giornalismo dell&#039;Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano</description>
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		<title>Michael Smith, l&#8217;uomo che ha truffato le piattaforme musicali con l&#8217;AI</title>
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		<pubDate>Sat, 08 Feb 2025 11:17:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Mattia Tamberi]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News Lab]]></category>
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		<description><![CDATA[Utilizzava l’intelligenza artificiale generativa per creare centinaia di migliaia di canzoni che poi venivano pubblicate sulle principali piattaforme di streaming musicale. Successivamente, tramite l’aiuto di bot, le riproduceva ripetutamente per ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1200" height="675" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2025/02/7-Music-Streaming-APIs.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="7-Music-Streaming-APIs" /></p><p>Utilizzava <strong>l’intelligenza artificiale generativa</strong> per creare centinaia di migliaia di canzoni che poi venivano pubblicate sulle principali piattaforme di streaming musicale. Successivamente, tramite l’aiuto di bot, le riproduceva ripetutamente per gonfiare i numeri di ascolti e ottenere i pagamenti delle royalties, generando illegalmente <strong>oltre dieci milioni di dollari di profitto</strong>. Michael Smith, 52 anni e musicista, vive Cornelius, una cittadina di 30mila abitanti nello stato americano del North Carolina, e negli ultimi anni ha ottenuto quella cifra come pagamento dai principali servizi di streaming, ovvero <strong>Spotify, Amazon Music e Apple Music</strong>. Scoperta la cosa, l’uomo è stato accusato di truffa contro le piattaforme.</p>
<h2>Una truffa unica nel suo genere</h2>
<p><mark class='mark mark-yellow'>Le accuse sono di riciclaggio di denaro, frode telematica e associazione a delinquere.</mark> Se condannato, Michael Smith rischia un massimo di venti anni di carcere per ognuna di esse. Secondo l’atto, dal 2017 Smith ha cominciato a usare vari software basati sull’intelligenza artificiale per generare tantissime canzoni, caricarle sulle varie piattaforme di streaming con nomi di band inventate – come “Callous Post”, “Calorie Screams” e “Calvinistic Dust” – e poi “farle ascoltare” da migliaia di account falsi e automatizzati in modo da gonfiare i numeri di ascolti giornalieri calcolati dalle piattaforme e ottenere le stesse royalties di artisti di fama mondiale.</p>
<p>Ma com’è riuscito ad agire impunito per così tanto tempo? Stando a quanto riportato dai quotidiani statunitensi, si tratta del primo caso penale che riguarda la manipolazione dello streaming musicale. Il piano sembra esser stato studiato in modo meticoloso: <mark class='mark mark-yellow'>per identificare possibili casi di frode, questi sistemi si concentrano normalmente sui brani musicali ascoltati milioni di volte senza che l’artista sia effettivamente conosciuto. Per aggirare il problema, Smith aveva invece deciso di distribuire gli ascolti dei propri account automatizzati fasulli su un grande numero di finti artisti da lui inventati, evitando per diversi anni di finire nel mirino delle autorità</mark>.</p>
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		<title>Netflix: in quattro Paesi condividere le password costerà di più</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Feb 2023 17:13:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Arcai]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News Lab]]></category>
		<category><![CDATA[abbonamenti]]></category>
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		<description><![CDATA[A gennaio un annuncio ufficiale di Netflix prevede una stretta nella gestione delle password condivise degli abbonati tramite indirizzi Ip, id dei vari dispositivi e attività degli account. Solo qualche ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img width="744" height="391" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2023/02/unnamed-744x391.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="creative commons" /></p><p><span style="font-weight: 400;">A gennaio un <a href="https://www.wired.it/article/netflix-condivisione-account-stop-2023/" target="_blank">annuncio ufficiale di Netflix</a> prevede una stretta nella gestione delle password condivise degli abbonati tramite indirizzi Ip, id dei vari dispositivi e attività degli account. Solo <a href="http://www.magzine.it/netflix-smentisce-le-nuove-regole-di-condivisione-delle-password/" target="_blank">qualche settimana dopo il dietro front</a>, fino a una nuova definizione nella strategia degli abbonamenti che prevede rincari, ma che per ora non sembra riguardare l&#8217;Italia.<br />
</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;"><mark class='mark mark-yellow'>Le modifiche alla possibilità di condividere l’account con persone non residenti nello stessa casa partirà, infatti, da quattro Paesi: dapprima il <strong>Canada</strong>, seguito da <strong>Nuova Zelanda</strong>, <strong>Portogallo</strong> e <strong>Spagna</strong>. Per poter continuare a condividere un unico profilo, gli utenti di questi Paesi dovranno pagare un sovrapprezzo.</mark></span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">In Canada e Nuova Zelanda l’azienda sta iniziando ad addebitare ai clienti dei programmi Standard e Premium 7.99 dollari al mese, a cui bisogna aggiungere gli aumenti al servizio che la compagnia ha imposto negli ultimi mesi. <mark class='mark mark-yellow'>I clienti potrebbero finire quindi per pagare fino a 37 dollari al mese per un servizio che nel 2010 ne costava otto.</mark> Per i clienti spagnoli la tariffa scende a 3.99 euro al mese e in Portogallo torna a salire a 5.99 euro.<br />
</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">L’annuncio della scelta è da cercare sul sito ufficiale della società di <span style="color: #000000;">Los Gatos, in California</span>: «</span><span style="font-weight: 400;">Abbiamo sempre reso facile per le persone che vivono insieme condividere il proprio account Netflix con funzionalità come profili e streaming multipli che hanno anche creato confusione. <mark class='mark mark-yellow'>Oggi, oltre cento milioni di famiglie condividono account, il che influisce sulla nostra capacità di investire in nuovi fantastici film e programmi tv».</mark> Queste le parole di <strong>Chengyi Long</strong><span style="color: #000000;">, direttrice della sezione Innovazione del prodotto.</span></span></p>
<p>Il Portogallo, però, è già sul piede di guerra: alcuni deputati hanno lanciato l&#8217;allarme riguardo al modo di operare di Netflix, che metterebbe in discussione la legalità e <a href="https://www.wired.it/article/netflix-account-condiviso-password-portogallo-privacy/" target="_blank">il rispetto della privacy e dei dati personali dei clienti</a> nelle procedure con cui la società di streaming intende verificare l&#8217;uso dei profili condivisi.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Per saperne di più, continua a leggere su <a href="https://www.wired.it/article/netflix-piani-abbonamento-condivisione-account-paesi/" target="_blank">Wired.it</a>.<br />
</strong></p>
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		<title>Netflix smentisce le nuove regole di condivisione delle password</title>
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		<pubDate>Tue, 14 Feb 2023 11:59:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Lorenzo Cascini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News Lab]]></category>
		<category><![CDATA[#tv]]></category>
		<category><![CDATA[Netflix]]></category>
		<category><![CDATA[serie tv]]></category>
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		<description><![CDATA[Netflix ha dichiarato che le nuove regole di condivisione delle password sono state pubblicate per errore. La società di streaming cambia le regole, poi fa marcia indietro. Gli utenti, infatti, si ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1600" height="900" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2023/02/skynews-netflix-mobile-phone_6046086.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="Fonte: News.sky.com" /></p><p>Netflix ha dichiarato che le nuove regole di condivisione delle password sono state pubblicate per errore. <strong>La società di streaming cambia le regole, poi fa marcia indietro. </strong>Gli utenti, infatti, si erano lamentati sui social media minacciando di cancellare la propria iscrizione e provando a risolvere il problema.</p>
<p>Ma andiamo con ordine e inquadriamo il contesto. <mark class='mark mark-yellow'>A partire dal 2023, Netflix ha deciso di arginare il fenomeno dello scambio delle password, con l&#8217;obiettivo di monetizzare la condivisione degli account.</mark> Tra le modifiche introdotte c&#8217;è una funzione che consente agli utenti di aggiungere account secondari per un massimo di due persone non conviventi.</p>
<p>Netflix considera i dispositivi che utilizzano gli account personali come affidabili e ciò implica il loro regolare utilizzo dalle reti wi-fi di casa. <mark class='mark mark-yellow'>Dovremmo aprire l&#8217;app di Netflix e guardare un film o una serie TV almeno una volta ogni 31 giorni, o rischiare una raffica di richieste di verifica per assicurarci che nessuno, al di fuori del nostro nucleo familiare, stia usando il nostro account.</mark></p>
<p>Lo scorso dicembre, infatti, l&#8217;<strong>Intellectual Property Office</strong> ha chiarito che chi condivide password potrebbe effettivamente violare la legge sul copyright; tuttavia, spetta agli stessi servizi di streaming farla rispettare.</p>
<p>Con la sempre maggiore concorrenza da parte di <strong>Disney+</strong> e <strong>Amazon Prime</strong> e l&#8217;aumento del costo della vita, l&#8217;azienda è alla ricerca di nuove modalità per aumentare le entrate e far crescere la sua base di <strong>abbonati</strong>, che ammonta a <strong>oltre 230 milioni</strong> nel mondo.</p>
<p>Le scelte recenti, già smentite, non sono stata apprezzate dai fan, che hanno subito ricordato un tweet del 2017 in cui Netflix proclamava con orgoglio: &#8220;L&#8217;amore è condividere una password&#8221;.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Per saperne di più, continua a leggere su <a href="https://news.sky.com/story/netflix-says-new-password-sharing-rules-were-posted-by-accident-12802737" target="_blank">News.sky.com</a>.</strong></p>
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