Ridefinire lo spazio. Cercando di ridurlo alla sua essenzialità fino alle estreme conseguenze, inseguendo il Vuoto. Questa l’idea alla base del nuovo progetto, interamente autoprodotto, di Giuseppe Palmisano, artista pugliese con base a Bologna e non ancora trentenne. Raccontare ciò che non c’è, ma che viene solamente suggerito dalla propria mancanza. Con il pensiero alle suggestioni di Ren Hang, ma soprattutto di Jannis Kounellis.

Secondo Palmisano “la bellezza è il cancro dell’immaginazione”. Da qui una ricerca alternativa che riempie il suo repertorio iconografico di distorsioni e ironie. Una riflessione sulla figura umana rivisitata attraverso il perturbante. I corpi di Palmisano acquistano una singolare neutralità: manichini chiari e stranianti, quasi scontornati, immersi in spazi luminosi, privi di coordinate. Uno sfondo di gusto scandinavo, per delle figure misteriose, enigmatiche, che interrogano lo spettatore ponendolo faccia faccia con la vacuità. L’umorismo giova. Inserisce un filtro che permette di prendere le distanze dall’opera d’arte e considerarla con il necessario, salutare disincanto.Costruire simmetrie di solitudine, armonie di mancanza

L’esperienza artistica di Palmisano comincia con il teatro e con la clownerie. Non è un caso. La memoria della messa in scena è sempre presente nella sua produzione. L’inclinazione a un discorso provocatorio, lontano da canoni estetizzanti, insegue l’assurdo, fino a stanarlo nelle pieghe del quotidiano. Questa la cifra che ha caratterizzato, per esempio, Oltrepensare nel 2013, e che si ripropone ora, in chiave esasperata, per Vuoto. Lo stesso Palmisano illustra la propria visione, sgombrando il campo da facili equivoci, in una lettera di intenti: “Nel mio lavoro la donna è massima espressione della natura. Il suo ruolo è sempre stato per me centrale, insieme allo sforzo di spogliare il suo corpo nudo da qualsiasi erotismo […] Questa volta vorrei fare di una coralità di corpi un unico, potente organismo.”

Un esercizio collettivo, condiviso e partecipato. 300 donne, individuate tramite una call pubblica, saranno fotografate insieme domenica 25 giugno, presso il Centro arti visive di Pesaro, location non casuale dato che era stata scelta proprio da Kounellis per una delle sue ultime mostre. In parallelo il varo di due aste. La prima consentirà di aggiudicarsi l’unica copia della fotografia ufficiale di Vuoto, scattata in analogico. La seconda metterà in palio materiale utilizzabile per un lavoro editoriale sull’opera di Palmisano. Vuoto si propone di costruire simmetrie di solitudine, armonie di mancanza. Un occhio aperto sulle nostre vite piene e deserte, nelle quali vaghiamo tutti profondamente abbandonati. Randagi dell’impossibile.

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