Il più piccolo Stato indipendente all’interno del territorio italiano? Non è la Città del Vaticano, non è la Repubblica di San Marino, ma l’Antico Principato di Seborga, a due passi da Ventimiglia e dal confine fra Italia e Francia. 

Autoproclamatosi indipendente nel 1962 – quando Giorgio Carbone dimostrò con dei documenti che i territori del monastero cistercense di Seborga non furono mai annessi ai domini dei Savoia (e di conseguenza allo Stato italiano) – il Principato ha iniziato a coniare la sua moneta, a stampare francobolli e a emettere passaporti. Grazie alla svista di un notaio di corte Carbone è diventato il primo sovrano moderno di Seborga con il nome di Giorgio I, dando il via a una favola che resiste negli anni. Proprio nel 2017, i seborghini sono andati al voto per decidere se confermare il titolo al principe degli ultimi sette anni, Marcello I Menegatto, o affidare la corona al suo sfidante Mark Dezzani.

Benvenuti a Seborga, dove il trono è questione di voti, non di sangue.

Ps. Il principe Marcello ci ha confidato che i rapporti con il sindaco che rappresenta la Repubblica italiana sono ottimi, perché entrambi lavorano per «promuovere il nome di Seborga nel mondo».